25.4598 · Mozione · 2025-12-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Con la presente mozione si chiede al CF di rinunciare all’introduzione di un’eventuale tassa sullo smaltimento dei rifiuti per finanziare i costi aggiuntivi del nuovo impianto di separazione della CO₂ in tale ambito.
Se necessario, l’accordo siglato al proposito nel 2022 va disdetto.
Begründung
Secondo anticipazioni della NZZ, in Svizzera un sacco dell’immondizia da 35 litri potrebbe presto costare sensibilmente di più. Si ipotizza infatti un aumento del prezzo: inizialmente di 5 centesimi, seguito da un ulteriore rincaro di 2 franchi.
Un accordo in questa direzione è già stato sottoscritto nel 2022 dall’allora direttrice del DATEC, Simonetta Sommaruga, e dall’Associazione svizzera dei dirigenti e gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti (ASIR). L’intesa obbliga le aziende a mettere in funzione, entro il 2030, almeno un impianto di separazione della CO₂ con una capacità minima di 100'000 tonnellate annue.
Questo impianto è attualmente in costruzione a Niederurnen (GL) e, entro cinque anni, dovrebbe essere in grado di catturare emissioni di carbonio. Il carbonio catturato nell’impianto glaronese deve infatti poi essere trasportato per migliaia di chilometri, in modo da essere stoccato sotto il Mare del Nord. Un procedimento che (oltre a essere di per sé inquinante) comporta un onere di circa 40 milioni di franchi all’anno.
Per questo motivo, i gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti chiedono l’introduzione di una tassa nazionale sul clima, che andrebbe ad aggiungersi alla tassa sul sacco già esistente, la quale è destinata esclusivamente a coprire i costi di smaltimento e non quelli legati alla cattura della CO₂. Secondo le stime fornite alla NZZ dal direttore generale dell’ASIR, per rendere davvero climaticamente neutrale la filiera, questa nuova tassa potrebbe raggiungere circa 2 franchi per sacco da 35 litri.
Si tratterebbe dell’ennesimo, inaccettabile rincaro a carico dei cittadini. Da qui la richiesta di rinunciare all’introduzione di qualsiasi ulteriore balzello climatico.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’accordo firmato nel 2022 tra gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, rappresentati dall’Associazione svizzera dei gestori degli impianti di valorizzazione dei rifiuti (ASIR), e la Confederazione Svizzera, rappresentata dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), stabilisce che l’ASIR e gli impianti da essa rappresentati debbano, entro il 2030, mettere in servizio almeno un impianto di cattura del CO2 con una capacità minima di 100 000 tonnellate di CO2 annue. L’accordo non specifica l’ubicazione di questi impianti né il tipo di finanziamento, perciò non prevede alcun obbligo di introdurre una nuova tassa per il loro finanziamento. L’ASIR è tenuta a elaborare e a presentare, entro il 30 giugno 2026, un rapporto in merito alla soluzione di finanziamento che deve elaborare. Il Parlamento ha inoltre trasmesso al Consiglio federale la mozione 24.4256 «Legislazione nazionale sulla cattura, il trasporto e lo stoccaggio di CO2» della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati. La sua attuazione dovrebbe avvenire per mezzo di una nuova legge quadro che chiarirà, tra l’altro, la futura regolamentazione dell’infrastruttura per la cattura e lo stoccaggio di CO2. A ciò si aggiungono i provvedimenti della legge sul CO2 (RS 641.71) per il periodo successivo al 2030, che aumenteranno la sicurezza degli investimenti per la rimozione e il sequestro di CO2, ad esempio attraverso aiuti finanziari mirati. Entro la fine di giugno 2026, il DATEC è incaricato di elaborare un progetto da porre in consultazione in merito a una revisione della legge sul CO2 per il periodo successivo al 2030 e a una legge quadro sulla rimozione e il sequestro di CO2, da sottoporre poi al Consiglio federale. Entro la fine del 2027, i rispettivi messaggi dovrebbero essere sottoposti alle Camere federali, che a quel punto avranno la possibilità di discutere in merito alle proposte del Consiglio federale, il quale non intende interferire con questi lavori.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.