25.4607 · Interpellanza · 2025-12-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La decisione delle FFS del novembre 2025 di aggiudicare l’ordine a Siemens Mobility SA ha riacceso il dibattito sui criteri di preferenza indigena nel diritto in materia di appalti pubblici. Durante l’ultima revisione totale della legge federale sugli appalti pubblici, il Consiglio federale ha sottolineato che l’applicazione della preferenza indigena negli appalti pubblici viola l’Accordo OMC in materia e l’Accordo bilaterale con l’UE su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici. È stato anche evidenziato che questo approccio non sarebbe nell’interesse delle imprese svizzere che beneficiano dell’accesso a commesse pubbliche all’estero. Uno degli obiettivi dichiarati della revisione è di fare in modo che la concorrenza non sia più basata principalmente sul prezzo, ma piuttosto sulla qualità, sull’innovazione e sulla sostenibilità, e si crei così un incentivo per l’istituzione di standard più elevati, il che potrebbe in ultima analisi avvantaggiare gli appaltatori svizzeri.In questo contesto, e nell’ottica di una discussione basata sui fatti, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:Dispone di dati che permettano di stabilire in che misura le imprese svizzere nell’UE e le imprese dell’UE in Svizzera beneficiano di appalti internazionali?Quante commesse pubbliche, e di che volume, si aggiudicano le aziende svizzere nei Paesi dell’UE?Quante commesse pubbliche, e di che volume, si aggiudicano le aziende dei Paesi dell’UE in Svizzera?Come valuta oggi il grado di attuazione dell’obiettivo di basare la concorrenza sempre più sulla qualità, l’innovazione e la sostenibilità?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2./3. Come esposto anche nella risposta all’interpellanza Reimann Lukas 25.4461, la Confederazione non dispone di informazioni dettagliate sugli appalti pubblici aggiudicati a offerenti svizzeri all’estero, e più specificamente nell’UE. Gli accordi internazionali sugli appalti pubblici non impongono alcun obbligo specifico di raccogliere dati statistici sulla ripartizione dei mandati per Paese di origine: lo prevedono solo per tipo di ente e, se del caso, per categoria di beni e servizi. La difficoltà di raccogliere dati affidabili per Paese d’origine risiede anche nel fatto che qualsiasi appalto aggiudicato a filiali di società estere con sede in Svizzera è classificato come mandato nazionale, indipendentemente dal luogo di produzione dei beni o di fornitura dei servizi. Come per ogni altro bene o servizio, le esportazioni derivanti da appalti pubblici all’estero sono incluse nelle statistiche del commercio estero della Svizzera. Tuttavia, a titolo illustrativo, si stima che nel 2024 gli enti pubblici svizzeri (Confederazione, Cantoni, altri enti, tra cui le FFS) abbiano aggiudicato appalti pubblici nel quadro del diritto internazionale per un valore di circa 20,6 miliardi di franchi, di cui 1,8 miliardi (l’8,7 % del totale) a offerenti stabiliti all’estero (di cui 1,6 miliardi di franchi all’interno dell’UE).
4. Dall’entrata in vigore della legge federale riveduta sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1), il 1° gennaio 2021, il Consiglio federale si è posto l’obiettivo di dare maggiore priorità a considerazioni relative a qualità, sostenibilità e innovazione negli appalti della Confederazione, in linea con la «Strategia di attuazione della revisione totale della legislazione sugli acquisti pubblici per il periodo strategico 2021–2030» (www.bkb.admin.ch/it > Strategia > Strategia dell’Amministrazione federale in materia di appalti pubblici). Il rapporto intermedio sullo stato attuazione di questa strategia, presentato il 19 novembre 2025, stila un bilancio generalmente positivo: ne risulta infatti che la promozione degli aspetti legati alla qualità e alla sostenibilità negli appalti della Confederazione è ben impostata. Allo stesso tempo, tuttavia, si evidenzia un margine di miglioramento nell’attuazione della strategia e vengono presentate diverse misure a questo proposito. Il Consiglio federale, ad esempio, ha incluso nella strategia l’attuazione della legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; RS 814.310), con l’obiettivo del saldo netto delle emissioni pari a zero e la promozione degli appalti circolari nonché la precisazione e la chiarificazione degli obiettivi perseguiti per favorire l’innovazione.