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25.4636 · Interpellanza · 2025-12-18

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Non si intravvede la fine della guerra in Ucraina. L’8 ottobre 2025 il Consiglio federale ha quindi giustamente deciso di mantenere lo statuto di protezione S fino ad almeno il 4 marzo 2027. Si pone tuttavia la questione del futuro e del possibile ritorno delle circa 70 000 persone in cerca di protezione. Si presume che alcuni resteranno in Svizzera, ma gran parte tornerà in patria. La lunga durata della guerra ha reso ormai obsoleto il piano del 29 settembre 2023 per la revoca dello statuto S, che prevede aiuti finanziari individuali al ritorno, ma trascura programmi di sostegno strutturale. Senza aiuti pratici (p. es. alloggio, lavoro, formazione, consulenza) molte persone non riusciranno a ricostruirsi una vita in Ucraina. Ciò riduce la propensione al ritorno e riguarda i gruppi particolarmente vulnerabili (p. es. rom, anziani, malati).Le istituzioni di soccorso e le ONG potrebbero svolgere un ruolo decisivo in questo aiuto strutturale al ritorno. Il piano del 2023 non prevede tuttavia alcun ruolo per loro. Nel contempo, dal 2025 al 2028 la Confederazione sostiene la ricostruzione in Ucraina con 1,5 miliardi di franchi. Mentre il 28 agosto 2025 sono già state presentate imprese svizzere incaricate dei progetti di ricostruzione, sembra che le istituzioni di soccorso non siano coinvolte nel reinserimento sociale. In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:La Confederazione sta aggiornando l’obsoleto piano del 2023? Se sì, quando sarà pubblicato il nuovo piano?Il Consiglio federale intende promuovere il ritorno non solo con contributi finanziari individuali, ma anche con misure strutturali e pratiche? In caso contrario, perché no?È disposto, per l’elaborazione di tali programmi, a ricorrere alle competenze delle istituzioni svizzere di soccorso e a coinvolgerle tempestivamente nella pianificazione?Condivide l’opinione secondo cui la ricostruzione non deve includere solo le infrastrutture, ma anche misure sociali per il reinserimento?È vero che, a differenza del settore privato, finora non è previsto un sostegno finanziario equivalente per i progetti delle ONG nell’ambito dell’aiuto alla ricostruzione? Perché no? Nel quadro della pianificazione successiva, il Consiglio federale è disposto a sostenere, oltre al settore privato, anche progetti di istituzioni di soccorso svizzere senza scopo di lucro?

Stellungnahme des Bundesrates

1. In occasione della conferenza sull’asilo del 28 novembre 2025, la Confederazione, i Cantoni, le Città e i Comuni hanno concordato, tra le altre cose, di elaborare regole chiare per la revoca o la sostituzione dello statuto di protezione S e il passaggio al permesso di dimora (permesso B) dopo cinque anni di soggiorno in Svizzera. Questi lavori sono stati avviati a gennaio 2026 e si basano sul piano di abrogazione dello statuto S del 2023. Il nuovo piano sarà probabilmente ultimato nell’autunno 2026. A quel punto il Consiglio federale deciderà anche in merito alla proroga dello statuto di protezione S dopo marzo 2027. 2./3. Il programma di ritorno volontario in Ucraina dipenderà in ampia misura dalle circostanze al momento dell’abrogazione dello statuto di protezione S e andrà coordinato strettamente con i partner europei e ucraini. La situazione in Ucraina, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture, i servizi e il mercato del lavoro, influenzerà notevolmente la propensione al ritorno e le possibilità di reinserimento dei rifugiati. Nell’elaborare il piano di ritorno volontario sarà dunque fondamentale tenere conto delle esigenze di ricostruzione del Paese.I parametri concreti del programma svizzero di aiuto al ritorno saranno stabiliti nel nuovo piano menzionato nella risposta 1 in collaborazione con i servizi federali attivi nel settore della cooperazione internazionale. Anche le istituzioni di soccorso svizzere verranno coinvolte. 4. Il Consiglio federale condivide questa opinione. Nell’ambito del programma nazionale per l’Ucraina 2025–2028, implementato dal Dipartimento federale degli affari esteri e dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, la Svizzera attua già programmi mirati per attenuare le conseguenze della guerra; particolarmente rilevante è la collaborazione con il Ministero della sanità ucraino per sviluppare percorsi di riabilitazione post-traumatica e di trattamento e stabilizzazione della salute psichica. Altri progetti realizzati insieme a organizzazioni non governative svizzere mirano a creare nuove basi di sostentamento per i numerosi sfollati interni. Questo obiettivo va conseguito attraverso misure tese a promuovere autonomia e offerte formative nell’ambito di un sistema di formazione duale. Per attuare tali misure sono fondamentali la competenza, la radicazione locale e l’approccio innovativo delle istituzioni di soccorso svizzere, che consentono alla popolazione di accedere agli aiuti umanitari nelle diverse regioni. 5. Il Consiglio federale rileva che i fondi annuali destinati a lungo termine ai programmi di aiuto umanitario e al potenziamento delle strutture sono maggiori di quelli per le misure volte a promuovere il settore privato. Il sostegno agli attori senza scopo di lucro, comprese le istituzioni di soccorso svizzere, è parte integrante dei pertinenti programmi e viene fornito nel quadro delle prescrizioni strategiche e finanziarie vigenti. Ad esempio, alcuni progetti delle istituzioni di soccorso svizzere sostenuti dalla Catena della Solidarietà sono stati cofinanziati con fondi destinati all’Ucraina. L’Ucraina dispone di una società civile attiva e organizzata. Nell’ambito della strategia adottata, la Svizzera prevede di collaborare con diversi attori, avvalendosi delle loro conoscenze sulle specificità locali. In questo contesto, si sostengono i progetti che contribuiscono in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi strategici e umanitari, rappresentando un comprovato valore aggiunto.