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25.4643 · Mozione · 2025-12-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di: integrare negli obiettivi strategici dei politecnici federali (PF) il compito di sostenere non solo la costituzione di start-up, bensì anche la loro espansione, nell’ottica di promuoverne lo sviluppo e la loro permanenza in Svizzera;consentire ai PF di istituire un fondo dedicato a questo obiettivo e provvedere a un finanziamento iniziale misto pubblico-privato la cui quota pubblica può provenire dal contributo federale;effettuare i dovuti adeguamenti legislativi per garantire che gli utili generati dagli investimenti siano interamente reinvestiti nel fondo, garantendone così l’autonomia e la sostenibilità a lungo termine.

Begründung

La Svizzera figura tra i Paesi più innovativi del mondo grazie al forte sostegno della Confederazione alla formazione, alla ricerca e al trasferimento di sapere. Innosuisse accompagna le start-up fino al loro ingresso sul mercato e i PF offrono un terreno fertile per la creazione di spin-off. Ad oggi, tuttavia, nessun istituto federale ha il compito di sostenere il loro passaggio alla fase di espansione (scale-up). Questa lacuna comporta l’esodo di numerose start-up promettenti o la loro acquisizione, il che indebolisce la nostra sovranità tecnologica e riduce i benefici economici per il nostro Paese. Nella fase di scale-up le giovani imprese hanno soprattutto bisogno di capitali. In risposta alla mozione 23.3845, il Consiglio federale riconosce che un fondo per l’innovazione rafforzerebbe l’ecosistema svizzero e farebbe maturare il mercato svizzero dei capitali di rischio. L’Esecutivo sottolinea tuttavia che la Confederazione non dispone del margine di manovra finanziario necessario per crearne uno.La soluzione qui proposta elude questo ostacolo di bilancio: non servirebbe un contributo federale supplementare, ma un fondo che si autoalimenta senza gravare a lungo termine sui PF. Non si tratterebbe di un nuovo meccanismo di promozione, bensì di uno strumento di valorizzazione e trasferimento di tecnologia, in linea con la missione TST dei PF.Un tale fondo aiuterebbe le nostre start-up più promettenti a superare la fase di scale-up decisiva. Mostrerebbe inoltre che la Svizzera investe nelle proprie innovazioni e potrebbe incoraggiare altri attori, comprese le casse pensioni, a seguire questo esempio. I PF dispongono delle competenze e della credibilità necessarie per portare avanti con successo un progetto di questo tipo.In caso di scioglimento del fondo, il contributo versato dalla Confederazione sarebbe ridestinato alle attività di insegnamento e ricerca dei PF.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

I due politecnici federali (PF) svolgono i tre compiti fondamentali di tutte le scuole universitarie: insegnamento, ricerca e trasferimento di sapere e tecnologie (TST). Garantire condizioni quadro favorevoli alla creazione di spin-off, come stabilito dal Consiglio federale nei suoi obiettivi strategici 2025–2028, rientra nell’ambito del TST. Investire in imprese già attive sul mercato non figura invece tra i compiti dei due PF. Questi ultimi, infatti, non sono né agenzie di promozione né fornitori di capitale di rischio né dispongono delle risorse e competenze necessarie per sostenere finanziariamente determinate imprese commerciali. Inoltre, questo tipo di investimenti da parte dei PF potrebbero comportare dei conflitti di interesse e falsare la concorrenza.

Secondo l’autrice della mozione, la quota pubblica del fondo proposto potrebbe provenire dal contributo finanziario della Confederazione al settore dei PF, per cui non sarebbero necessari ulteriori fondi federali. Il contributo finanziario della Confederazione al settore dei PF serve innanzitutto a coprire le spese correnti per l’insegnamento e la ricerca. Nell’attuale situazione di bilancio critica, anche questo settore dovrà contribuire a sgravare le finanze federali. Al tempo stesso è alle prese con un continuo aumento del numero di studenti e deve affrontare spese importanti per tenere il passo con la concorrenza internazionale. Attingere fondi al contributo federale per versarli in un fondo di rotazione andrebbe immediatamente a scapito del mandato di base dei due politecnici. Il fondo proposto immobilizzerebbe risorse finanziarie sul lungo periodo senza creare benefici a breve termine per l’insegnamento e la ricerca. I rendimenti sarebbero realizzati solo a medio termine e comporterebbero una serie di rischi finanziari, complicando ulteriormente la pianificazione del bilancio dei due PF. Inoltre, la costituzione e la gestione del fondo comporterebbero un onere amministrativo supplementare. Secondo il Consiglio federale non vi sarebbe inoltre nessuna garanzia che il fondo possa autofinanziarsi una volta superata la fase iniziale. Questo accadrebbe solo se la maggior parte delle aziende sostenute realizzasse utili considerevoli e sostenibili e fosse in grado di rimborsare i fondi senza mettere a rischio il proprio sviluppo futuro. L’esperienza insegna che ci vogliono solitamente diversi anni prima che un’impresa sostenuta possa affermarsi sul mercato. Infine, l’acquisizione di capitali privati da destinare al fondo sarebbe un’ulteriore questione da risolvere.

In risposta alla mozione 23.3845 Gapany «Creazione di un fondo per l’innovazione», nel frattempo ritirata, il Consiglio federale si era espresso in generale sull’ipotesi di istituire un tale fondo. Pur riconoscendo il suo contributo potenzialmente positivo al rafforzamento della Svizzera come sede per le start-up, l’Esecutivo aveva fatto notare che – alla luce delle misure già attuate a favore di queste giovani aziende e della difficile situazione di bilancio della Confederazione nei prossimi anni – non dispone del margine di manovra necessario per istituire un fondo di questo tipo. Da allora la situazione finanziaria non è migliorata. Secondo lo Swiss Start-up Radar 2025/2026 (StartupRadar25_26.pdf), la situazione delle scale-up in Svizzera è complessivamente migliorata. Lo conferma anche un’analisi di Avenir Suisse, secondo la quale gli investimenti in capitale di rischio in Svizzera sono almeno quintuplicati dal 2013 e gli investimenti stranieri sono redditizi per le start-up in forte crescita (competenze specialistiche, reti di contatti). Secondo l’analisi, solo il 5 per cento circa delle start-up fondate tra il 2013 e il 2021 aveva trasferito la propria sede all’estero entro la metà del 2025 (Cfr. articolo di Avenir Suisse Capitale di rischio statale?).

Con il postulato 25.3427 CSEC-S «Finanziamento di innovazioni e mantenimento dei posti di lavoro in Svizzera», il Consiglio federale è stato incaricato di esaminare, tra l’altro, come migliorare le condizioni quadro per aumentare gli investimenti nella crescita delle start-up. Nel suo rapporto in adempimento del postulato, il Consiglio federale valuterà se siano opportune ulteriori misure. L’agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione Innosuisse sostiene finanziariamente i progetti innovativi delle start-up prima del loro ingresso sul mercato. Con offerte di servizi come il coaching per start-up o le misure di internazionalizzazione (partecipazione a convegni e fiere all’estero), sostiene le start-up anche nella fase di crescita. Inoltre, Innosuisse è in stretto contatto con l’ecosistema delle start-up e continua ad ampliare lo scambio sistematico di informazioni con investitori privati, fornendo così un ulteriore sostegno al reperimento di capitali da parte delle start-up sostenute.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.