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25.4677 · Interpellanza · 2025-12-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

I cambiamenti climatici interessano la Svizzera più di quanto si potesse pensare, come dimostrano in particolare i periodi di siccità e l’aumento delle precipitazioni a carattere intenso. È questa la conclusione a cui giungono il Politecnico federale di Zurigo e MeteoSvizzera nel loro ultimo rapporto (scenari climatici Clima CH25).


In questo contesto, è positivo constatare che la Confederazione si sta adoperando e che, come affermato in risposta alla domanda Weber 25.7994, numerosi specialisti dell’Amministrazione nonché del mondo scientifico ed economico hanno collaborato all’analisi dei rischi climatici in Svizzera; un’analisi, questa, che costituisce ora una base importante per l’adattamento ai cambiamenti climatici e che sarà ripresa anche nel rapporto «Analisi della situazione e del contesto» della Cancelleria federale.


Alla luce di quanto precede, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. L’Ufficio federale della protezione della popolazione e la Cancelleria federale continueranno a concentrarsi principalmente sulle modalità di reazione immediata alle crisi naturali oppure si prevede di inserire nel rapporto la possibilità di una previsione a più lungo termine, per esempio fino a 15 anni?
2. Come si intende garantire che le raccomandazioni formulate nel rapporto «Analisi della situazione e del contesto» della Cancelleria federale vengano poi effettivamente attuate a tutti i livelli (federale, cantonale, comunale)?
3. Come si intendono coinvolgere, in maniera sistematica e soprattutto proattiva, l’Amministrazione, i Cantoni, i Comuni nonché il mondo scientifico ed economico nell’elaborazione di scenari a lungo termine?
4. In quale misura la Svizzera coopera con i Paesi limitrofi al fine di prevedere le catastrofi naturali e le loro conseguenze a lungo termine (dipendenza energetica, pressione migratoria, penuria di risorse)? Si compiono sforzi volti a rafforzare detta cooperazione, per esempio nel quadro del meccanismo di protezione civile dell’UE?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Secondo l’articolo 32 lettera cter della legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (LOGA; RS 172.010), a cadenza quadriennale la Cancelleria federale provvede a un’analisi a lungo termine e continua della situazione e del contesto, che prevede possibili sviluppi, problemi e opportunità per la Svizzera per un orizzonte temporale di 10–15 anni. Il lavoro della Cancelleria federale riguarda temi trasversali, è volutamente organizzato a un livello strategico sovraordinato e mira a integrare le analisi settoriali dell’Amministrazione federale con una prospettiva generale interdipartimentale. Sulla base della tecnica degli scenari, sono stati identificati nove fattori chiave con un’influenza particolarmente forte sulla Svizzera e il cui sviluppo è associato a una grande incertezza. Uno di questi fattori chiave è rappresentato dai cambiamenti climatici. 2) I risultati delle analisi della situazione e del contesto di cui all’articolo 32 lettera cter LOGA sono rivolti al Consiglio federale, a cui vengono sottoposti per conoscenza. Costituiscono la base dei lavori strategici nell’Amministrazione federale, in particolare per il programma di legislatura. Inoltre, essendo a disposizione del pubblico, possono essere utilizzati a tutti i livelli statali come spunto di lavoro. 3) L’elaborazione della prossima analisi della situazione e del contesto, che coprirà un’ampia gamma di discipline specialistiche, sarà effettuata in collaborazione con esperti scientifici e con i dipartimenti e gli uffici dell’Amministrazione federale. Questi sono coinvolti sistematicamente nel processo di elaborazione e forniscono un contributo diversificato e fondato all’analisi. Anche quando vengono elaborati scenari a lungo termine nel settore climatico, come per esempio nel caso degli scenari climatici «Clima CH2025», viene garantito il coinvolgimento dei portatori di interesse.4) A livello internazionale, al momento la Svizzera non coopera sistematicamente né con i Paesi limitrofi né con altri Paesi al fine di prevedere le catastrofi naturali e le loro conseguenze a lungo termine. Nel quadro del programma di ricerca Orizzonte Europa vengono pubblicati inviti a presentare proposte per il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea (UE) a cui possono partecipare anche ricercatori e innovatori svizzeri; questi possono così entrare a far parte di consorzi multinazionali e andare a colmare lacune tecnologiche e organizzative nella protezione civile e a migliorare la resilienza. Nell’ambito dell’attuazione della mozione Matter 22.3904 Per un’adesione della Svizzera al meccanismo europeo di protezione civile, vengono compiuti sforzi concreti per rafforzare la cooperazione internazionale. Nel 2026 si svolgerà in Svizzera un’esercitazione di protezione della popolazione (CH-MODEX26) nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea (UCPM). Inoltre, la Commissione europea suggerisce di integrare la decisione su un meccanismo unionale di protezione civile (Decisione n. 1313/2013/UE) con un nuovo articolo che consenta a Stati terzi, come per esempio la Svizzera, di partecipare all’UCPM. Il Consiglio federale ha deciso di attendere l’adeguamento delle basi legali da parte dell’UE prima di proseguire con gli sforzi per la partecipazione della Svizzera all’UCPM e di discutere solo in seguito di una sua eventuale partecipazione.