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25.4695 · Interpellanza · 2025-12-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Con la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili la Svizzera si è posta obiettivi realistici: un approvvigionamento elettrico sicuro, in larga misura rinnovabile ed efficiente sotto il profilo dei costi. Il dibattito attuale riguarda soprattutto una disponibilità di energia elettrica sufficiente durante l’inverno nel processo di defossilizzazione ed elettrificazione.

Nella mia Roadmap Grossendimostro, sulla base degli obiettivi fissati dalla legge, che in futuro la Svizzera potrà coprire autonomamente gran parte del proprio fabbisogno energetico invernale, principalmente grazie all’energia idroelettrica e fotovoltaica. Negli inverni miti, ciò vale perfino per il bilancio mensile. La critica secondo cui questi risultati non sarebbero applicabili a ogni scenario estremo ipotizzabile non considera che, con circa il 70 per cento di importazioni di energie fossili e uranio, l’attuale dipendenza dall’estero per il nostro approvvigionamento energetico è nettamente superiore a quella prevista per il futuro.

Inoltre, la Svizzera è fortemente integrata nel sistema elettrico europeo e beneficia di questo scambio sia dal punto di vista economico sia ecologico: nei periodi di elevata produzione di energia rinnovabile e prezzi bassi è possibile importare energia pulita, mentre in caso di carenza all’estero è possibile esportarla, anche in inverno.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

  1. Per quale scenario di pianificazione (bilancio annuale, semestrale o mensile in pareggio) dovrà essere dimensionato in via prioritaria il futuro approvvigionamento energetico? Il Consiglio federale è disposto a sancirlo per legge?

  2. Ritiene opportuno basare la pianificazione su anni medi, periodi di freddo eccezionali, periodi di produzione eccezionalmente bassa della durata di settimane o eventi estremi cumulativi?

  3. Come valuta la ponderazione dei rischi tra scenari estremi realistici e puntuali e scenari meno probabili, come un’interruzione dell’approvvigionamento a livello europeo o un conflitto militare?

  4. Quale ruolo attribuisce all’integrazione delle reti e dei mercati europei come componente della sicurezza dell’approvvigionamento, oggi e in futuro?

  5. Dal punto di vista economico avrebbe senso aumentare a medio termine il limite di 5 TWh per le importazioni invernali?

  6. Condivide l’opinione secondo cui, dopo un’ampia o completa defossilizzazione, la dipendenza dalle importazioni per l’approvvigionamento energetico sarà notevolmente inferiore rispetto a oggi?

  7. Quali criteri determineranno in futuro la necessità di capacità di riserva?

  8. È disposto a pubblicare regolarmente e in modo trasparente i dati relativi alla «dipendenza dall’estero» nel settore energetico, ad esempio tramite il dashboard dell’Ufficio federale dell’energia?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dato l’aumento della domanda di energia elettrica e il calo della produzione, le sfide legate alla sicurezza dell’approvvigionamento sono particolarmente rilevanti in inverno. In questa fase critica la Svizzera dipende quindi in misura maggiore dalle importazioni. Questo periodo dovrebbe servire da riferimento per dimensionare la capacità di produzione nazionale nel contesto della sicurezza dell’approvvigionamento. Esiste già un valore indicativo di 5 terawattora (TWh) per l’importazione netta di elettricità relativamente al periodo invernale compreso tra il 1° ottobre e il 31 marzo previsto dall’articolo 2 capoverso 3 della legge sull’energia (LEne; RS 730.0), sulla cui base il Consiglio federale può adottare misure in caso di superamenti ripetuti. Inoltre, l’articolo 9a della legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7) introduce valori obiettivo per rafforzare la produzione di energia rinnovabile durante il periodo invernale. 2. La pianificazione non deve limitarsi agli anni medi né basarsi unicamente su scenari estremi. Per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, essa deve tenere conto anche di una certa accumulazione di eventi critici, come ad esempio la coincidenza di un’ondata di freddo con una domanda maggiore di elettricità e una capacità ridotta di produzione. La pianificazione deve quindi poggiare su un’analisi dei rischi e dei costi, integrando quanto più possibile la probabilità di insorgenza dei problemi al fine di definire capacità proporzionate, evitando sia eccessi sia insufficienze. 3. Il Consiglio federale ritiene che la pianificazione debba basarsi innanzitutto su criteri che consentano di soddisfare le condizioni normali, integrando gli scenari estremi realistici e puntuali e tenendo conto al meglio della loro probabilità di insorgenza. La ElCom integra gli episodi estremi realistici e puntuali nell’ambito della propria sorveglianza dell’evoluzione dei mercati, al fine di garantire un approvvigionamento sicuro e accessibile (art. 22 cpv. 3 LAEl) e, se necessario, propone al Consiglio federale di adottare le misure previste dall’articolo 9 LAEl. Occorre tenere conto del fatto che le perturbazioni geopolitiche che incidono sulla sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera derivano non solo da situazioni di crisi che insorgono improvvisamente, ma anche da conflitti di lunga durata, come quello tra la Russia e l’Ucraina. Gli scenari molto poco probabili ma a forte impatto, come i conflitti militari che coinvolgano direttamente la Svizzera o gli atti di sabotaggio, sono analizzati dall’UFE nell’ambito di un’analisi periodica dei rischi pertinenti. Essi vengono stabiliti sulla base della strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche. Il Consiglio federale decide le misure da adottare sulla base di tali analisi. L’obiettivo rimane quello di garantire un equilibrio tra resilienza e contenimento dei costi, dimensionando il sistema in modo razionale e giustificato dal punto di vista economico. 4. L’integrazione europea della rete e del mercato svolge oggi un ruolo centrale nella sicurezza dell’approvvigionamento elettrico della Svizzera e lo manterrà anche in futuro grazie alle 41 interconnessioni esistenti. In particolare, in caso di una situazione di approvvigionamento estremamente tesa a livello nazionale, le capacità di importazione disponibili riducono in modo significativo il rischio di una penuria di elettricità. L’analisi di adeguatezza relativa al 2025 della Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) (www.elcom.admin.ch > Pubblicazioni e manifestazioni > Rapporti e studi > Rapporti sulla sicurezza dell’approvvigionamento) mostra inoltre che, anche in una situazione di approvvigionamento critica a livello europeo, la disponibilità di capacità di importazione riduce sensibilmente il rischio di penuria di elettricità. Ciò evidenzia il vantaggio di un accordo sull’energia elettrica con l’UE, poiché gli accordi tecnici esistenti non consentono un’integrazione completa nei processi europei di coordinamento e partecipazione.5. Il valore indicativo di 5 TWh di importazioni invernali previsto all’articolo 2 capoverso 3 della LEne può essere interpretato come un indicatore di resilienza. Un aumento del limite netto delle importazioni invernali porterebbe presumibilmente a una riduzione dei costi. Dal punto di vista economico, rimane indispensabile garantire un approvvigionamento di qualità sufficiente. La produzione invernale in Svizzera e l’integrazione della Svizzera nel mercato elettrico europeo sono fattori determinanti per la sicurezza dell’approvvigionamento. Un eventuale aumento di questo limite dovrebbe essere valutato alla luce degli sviluppi nazionali e internazionali, degli aspetti economici nonché delle esigenze politiche in materia di autonomia nazionale. 6. Un’estesa decarbonizzazione contribuirebbe a ridurre l’attuale forte dipendenza della Svizzera dalle importazioni energetiche (67,6 % nel 2024). La Strategia energetica 2050 persegue questo obiettivo promuovendo lo sviluppo delle energie rinnovabili nazionali e il miglioramento dell’efficienza energetica. Allo stato attuale, si può presumere che gli obiettivi di potenziamento delle energie rinnovabili per il 2035 non potranno essere raggiunti. Se non raggiungeremo questi obiettivi a medio termine, dipenderemo in misura ancora maggiore dalle importazioni per il nostro approvvigionamento elettrico. Per far fronte alle incertezze quanto allo sviluppo delle energie rinnovabili, dobbiamo raddoppiare gli sforzi al fine di diversificare il nostro approvvigionamento. È per questo che il 13 agosto 2025 il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un controprogetto indiretto all’iniziativa «Stop al blackout». 7. Il fabbisogno di capacità di riserva dipende dagli obiettivi della politica energetica volti a garantire un approvvigionamento affidabile ed economicamente efficiente. Le analisi di adeguatezza del sistema costituiscono la base per il calcolo concreto del dimensionamento delle riserve. Le riserve devono poter garantire una resilienza sufficiente anche in scenari sfavorevoli e il loro dimensionamento deve basarsi su un’analisi costi-benefici tra il mantenimento di capacità supplementari e il rischio di penuria, sul termine di attuazione delle misure e tenendo conto dei potenziali effetti di accordi internazionali che rafforzano la sicurezza dell’approvvigionamento. 8. L’UFE pubblica ogni anno un rapporto di monitoraggio sulla Strategia energetica 2050 (www.monitoraggioenergia.ch). L’evoluzione della dipendenza dall’estero vi è già illustrata tramite un indicatore che esprime il rapporto tra l’energia prodotta nel Paese e quella importata.