25.4697 · Interpellanza · 2025-12-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel rapporto sullo stato di avanzamento relativo all’impatto dei sussidi federali sulla biodiversità, pubblicato nel gennaio 2025, si sottolinea il ruolo dei Cantoni: anche i sussidi cantonali sono soggetti alla Convenzione sulla biodiversità. I Cantoni svolgono quindi un ruolo determinante per il raggiungimento degli obiettivi che la Svizzera si è posta in questo ambito.
Per questo motivo, il piano d’azione Strategia Biodiversità Svizzera, fase 2, pubblicato lo scorso autunno, sottolinea che lo scambio di esperienze tra la Confederazione e i Cantoni o tra i Cantoni contribuirebbe all’armonizzazione degli sforzi in tal senso. Nella sua risposta alle interpellanze 23.4248 e 23.4512, il Consiglio federale indica che l’Amministrazione federale è a disposizione dei servizi cantonali specializzati in qualità di interlocutrice.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
Nella risposta all’interpellanza 23.4512 scrive che «in questo ambito, la Confederazione non [...] dispone di informazioni esaustive sulle attività cantonali». Che cosa ha nel frattempo appreso sullo stato degli impegni concernenti la riduzione e la prevenzione degli effetti dannosi degli incentivi e dei sussidi nei Cantoni? Qual è esattamente il ruolo e il compito della Confederazione in questo ambito?
Con quali organi cantonali e intercantonali e altri attori è in contatto il Consiglio federale in merito a questo obiettivo nel Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal? Con quali obiettivi agisce in tal senso e con quali risorse?
Che cosa farà concretamente il Consiglio federale per istituzionalizzare entro il 2030 lo scambio di esperienze tra la Confederazione e i Cantoni e tra i Cantoni? Ricorrerà agli esempi di buone pratiche o si baserà sugli errori?
Tenuto conto di diversi rapporti pubblicati negli ultimi anni in Svizzera che riferivano sugli effetti dannosi degli incentivi e dei sussidi su biodiversità, clima e salute: il Consiglio federale è disposto ad affrontare le sfide con i Cantoni in questi tre settori? In caso affermativo, come? In caso negativo, perché?
Anche i sussidi comunali sono soggetti alla Convenzione sulla biodiversità? In caso negativo, perché? In caso affermativo, che cosa fa la Confederazione per sostenere le città e i Comuni in relazione a tale compito?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Il Consiglio federale è a conoscenza delle attività cantonali riportate nella risposta all’interpellanza Trede 23.4512. Una panoramica a livello cantonale è disponibile al sito Internet subventionen.wsl.ch/fr/ (in francese e tedesco). In questo ambito, la Confederazione assume un ruolo di moderazione e assistenza per i Cantoni. 2) L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) è in contatto con la Conferenza dei delegati della protezione della natura e del paesaggio (CDPNP) e tratterà l’argomento in occasione di un incontro alla fine di marzo 2026, con l’obiettivo di determinare le esigenze dei servizi cantonali specializzati e di stimolare lo scambio di esperienze. L’UFAM intrattiene inoltre scambi informali con istituti di ricerca, che forniscono anche informazioni di base per i sussidi a livello cantonale. 3) La Confederazione affronta il tema dello scambio di esperienze nell’ambito della misura 10 del piano d’azione Strategia Biodiversità Svizzera. Il Consiglio federale deciderà come procedere sulla base dei riscontri dei Cantoni raccolti durante l’incontro di fine marzo 2026. 4) Un’eventuale riforma o abolizione dei sussidi cantonali è di competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale accoglie con favore le valutazioni dettagliate dell’impatto su ambiente, economia e società effettuate dai Cantoni. Poiché quello sulla biodiversità e sul clima rientra tra gli impatti sull’ambiente, mentre quello sulla salute rientra tra gli impatti sulla società, è opportuno individuare e sfruttare le sinergie in tal senso. 5) La Convenzione sulla biodiversità coinvolge tutti i livelli istituzionali, ossia anche i Comuni. La Confederazione è a disposizione anche delle città e dei Comuni per uno scambio. Finora, tuttavia, non è stata riscontrata alcuna necessità in merito.