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Accumulatori di calore stagionali. Sfruttare i potenziali per la svolta energetica ed eliminare gli ostacoli normativi

25.4700 · Interpellanza · 2025-12-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La transizione del sistema energetico svizzero verso l’obiettivo del saldo netto di emissioni pari a zero richiede soluzioni per lo stoccaggio stagionale delle eccedenze di energia elettrica prodotte dal fotovoltaico. Secondo una perizia delle Accademie svizzere delle scienze del 2025 gli accumulatori di calore stagionali hanno un grande potenziale. Rispetto agli impianti di stoccaggio di gas o alle nuove centrali di pompaggio, gli accumulatori di calore stagionali, come quelli interrati, i bacini di stoccaggio o gli stagni solari, sono tecnicamente maturi e relativamente economici. Ciononostante, in Svizzera essi sono ancora poco diffusi. Il rapporto cita la mancanza di basi legali chiare e le incertezze nella pianificazione territoriale come ostacoli principali al loro sviluppo.

Fatte queste premesse, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. Quali sono oggi le basi legali concrete per la costruzione e l’esercizio di grandi accumulatori di calore stagionali, come i bacini di stoccaggio, gli stagni solari o i grandi serbatoi?

  2. Il Consiglio federale intende adottare misure per eliminare gli ostacoli normativi in materia di pianificazione territoriale e procedure di autorizzazione evidenziati nel rapporto? Intende attuare la raccomandazione di integrare espressamente a tutti i livelli gli accumulatori di calore stagionali nella pianificazione territoriale ed energetica?

  3. Dal suo punto di vista , l’attuale quadro giuridico offre una sicurezza di pianificazione e di investimento sufficiente per il rapido potenziamento dell’accumulo di calore stagionale? In caso negativo, quali adeguamenti a livello legislativo sono previsti?

  4. Con quali strumenti concreti o programmi di promozione la Confederazione sostiene attualmente la costruzione e l’integrazione di accumulatori di calore stagionali nelle reti di teleriscaldamento?

  5. Quanti e quali progetti (ad es. accumulatori interrati, serbatoi, stagni solari) sono attualmente in funzione, in fase di progettazione o in fase di autorizzazione? Esiste una stima approssimativa della loro capacità totale (in TWh)?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Secondo la Costituzione federale, le misure relative al consumo di energia negli edifici e quindi all’ambito del calore competono in primo luogo ai Cantoni (cfr. art. 89, cpv. 4 Cost.). Le misure destinate a sostenere lo sviluppo a lungo termine degli accumulatori di calore sono state abbozzate nella Strategia termica 2050, pubblicata dall’Ufficio federale dell’energia (UFE) nel 2023 (www.bfe.admin.ch > Approvvigionamento > Approvvigionamento termico). Queste concernono in particolare la determinazione del potenziale dell’accumulo di calore disponibile in superficie e nel sottosuolo, il conseguente adeguamento della pianificazione comunale e la disponibilità dei dati necessari per la pianificazione e la costruzione. Le basi legali federali qui di seguito offrono inoltre alcune utili precisazioni per sostenere lo sviluppo dei progetti:l’articolo 7 della legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; RS 814.310) prevede la copertura dei rischi legati agli investimenti in infrastrutture pubbliche necessari per raggiungere l’obiettivo del saldo netto pari a zero, segnatamente nelle reti e negli stoccaggi termici; la revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201) in corso di consultazione introduce in particolare nuovi limiti per le variazioni della temperatura della acque sotterranee. Il progetto di revisione intende in tal modo favorire un migliore sfruttamento del potenziale geotermico del sottosuolo e delle falde freatiche, in particolare ai fini dell’accumulo di calore;la recente revisione della legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700), in vigore dal 1° gennaio 2026, che prevede autorizzazioni per la costruzione di reti termiche fuori dalle zone edificabili (cfr. art. 24quinquies). Tuttavia tali autorizzazioni non includono esplicitamente le infrastrutture di accumulo di calore. 2 e 3. Alla fine del 2025 è stata organizzata una tavola rotonda sul tema dello stoccaggio di energia, la quale ha riunito alcuni rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, dei Comuni, del settore energetico, delle organizzazioni non governative e della ricerca. Quest’ultima ha il compito di identificare gli ostacoli esistenti, proporre misure in grado di eliminarli ed elaborare su tale base una proposta per un piano d’azione. Trattandosi dell’ambito del calore, il ruolo dello stoccaggio termico per l’approvvigionamento degli edifici, delle reti termiche e dei processi industriali sarà esaminato esplicitamente. I risultati della tavola rotonda sono previsti per la fine del 2026 e fungeranno da base per la trattazione del postulato 24.4563 «Che ruolo può avere lo stoccaggio di energia in Svizzera?» del consigliere nazionale Benjamin Roduit e della mozione 25.3943 «Strategia globale e piano d’azione in materia di stoccaggio di energia», depositata dalla Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), qualora venga accolta anche dal Consiglio degli Stati, dato che il Consiglio nazionale l’ha già accolta senza opposizione durante la sessione dell’autunno 2025. 4. La legge sul clima e l’innovazione (LOCli, art. 6) stabilisce aiuti finanziari per l’impiego di tecnologie e processi innovativi, in particolare per i progetti innovativi che contribuiscono alla decarbonizzazione delle imprese. I progetti per l’accumulo stagionale di calore devono riempire i criteri stabiliti nell’ordinanza sulla protezione del clima (RS 814.310.1) e nella direttiva d’applicazione. Tale ordinanza attua anche l’articolo 7 della LOCli, istituendo una copertura dei rischi per le reti termiche e l’accumulo di calore a lungo termine. Analogamente, i nuovi strumenti della legge sull’approvvigionamento elettrico (flessibilità, tariffa dinamica, esenzione o rimborso del supplemento rete) rappresentano meccanismi di mercato capaci di aumentare la redditività delle infrastrutture di accumulo stagionale di calore. 5. Al momento non esiste un inventario nazionale dei progetti di accumulo stagionale di calore, né della capacità di accumulo installata. Attualmente sono in funzione soltanto alcuni accumulatori di calore a lungo termine (principalmente campi di sonde geotermiche o pozzi su falde acquifere); altri progetti sono in corso di pianificazione, in fase pilota o in attesa di autorizzazione. La maggior parte di questi impianti ha una capacità misurata in gigawattora. La loro importanza strategica risiede tuttavia più nella loro capacità di posticipare il rilascio dell’accumulo stagionale che nella loro potenza disponibile al generatore. Una pianificazione previsionale e in particolare un buon coordinamento dello sfruttamento del sottosuolo, passando per una profilazione sistematica delle falde acquifere e dei potenziali geotermici (in particolare nelle zone densamente popolate) rappresentano in questo contesto dei fattori decisivi per la messa in atto dei progetti.