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25.4736 · Mozione · 2025-12-19

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le pertinenti basi legali affinché le votazioni popolari, i referendum o progetti nazionali analoghi posti in votazione chesono stati respinti con oltre il 60 per cento dei voti, ossia hanno ottenuto meno del 40 per cento dei consensi, non possano essere sottoposti nuovamente a votazione in forma identica o simile per un determinato periodo di tempo (moratoria).Il Consiglio federale deve sottoporre al Parlamento un progetto che disciplini in particolare:la durata di un’eventuale moratoria;i criteri per valutare che un progetto è «identico o simile»;ed eventuali eccezioni in caso di cambiamento sostanziale delle condizioni quadro.

Begründung

La democrazia diretta è una colonna portante dello Stato svizzero. Vive della partecipazione attiva della popolazione, ma presuppone anche il rispetto delle decisioni popolari chiare.Negli ultimi anni si constata sempre più spesso che iniziative popolari o referendum nettamente respinti dal Popolo sono sottoposti nuovamente a votazione in forma solo leggermente modificata o con contenuti molto simili. Ciò mina:la credibilità delle decisioni democratiche,la fiducia della popolazione nel processo decisionale politico; e l’accettazione della democrazia diretta nel suo complesso.Un rifiuto di oltre il 60 per cento o un consenso inferiore al 40 per cento rappresenta una chiara e inequivocabile volontà popolare. Tali risultati non devono essere ignorati o relativizzati da ripetute votazioni.Inoltre, la ripetuta presentazione di progetti identici o simili comporta:stanchezza elettorale;un aumento dei costi per la Confederazione e i Cantoni.La normativa proposta crea chiarezza giuridica, rafforza il rispetto delle decisioni popolari e nel contempo preserva la democrazia diretta, in quanto non prevede un divieto generale, bensì una moratoria di durata limitata nel tempo. Questa mozione mira a:proteggere in maniera duratura la volontà popolare; rafforzare la qualità della democrazia diretta;e impedire l’abuso dei diritti popolari attraverso la ripetuta messa in votazione di progetti praticamente identici.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il diritto di iniziativa e il diritto di referendum sono importanti strumenti di democrazia diretta previsti negli ordinamenti costituzionali a livello federale e cantonale. Sin dagli albori dello Stato federale nel 1848, un principio fondamentale del diritto costituzionale svizzero è la possibilità di rivedere in qualsiasi momento sia la Costituzione federale sia le costituzioni cantonali. La Costituzione federale non pone limiti temporali per l'esercizio dei diritti popolari, ma anzi sancisce espressamente la propria modificabilità integrale o parziale «in ogni tempo» (art. 192 cpv. 1 Cost.). Significa che una questione costituzionale accolta dal Popolo e dai Cantoni può essere riesaminata e sottoposta di nuovo a votazione. La medesima regola si applica anche alle costituzioni cantonali (art. 51 cpv. 1 Cost.). La Costituzione federale antepone quindi la democrazia alla stabilità dell’ordinamento giuridico. Questo principio democratico è parte della nostra tradizione, ha dato buoni risultati e non andrebbe messo in discussione. Una moratoria intaccherebbe i diritti popolari complicando inutilmente i processi di democrazia diretta. Quest’ultima implica peraltro la fiducia nella capacità dei cittadini di considerare la vicinanza temporale e la proporzionalità politica quando esercitano i diritti popolari. L’esperienza dimostra che in genere la cittadinanza ricorre in maniera mirata agli strumenti di democrazia diretta non opponendosi di riflesso a progetti appena posti in votazione. Una moratoria per i referendum è inoltre difficile da immaginare alla luce delle varie questioni che solleva. Il frequente ricorso ai diritti popolari e l’ampia varietà di oggetti sottoposti a votazione testimoniano la vitalità delle istituzioni nella democrazia diretta. I diritti popolari contribuiscono a rafforzare il dibattito politico, come pure l’evoluzione del diritto e della società. Un sistema costituzionale modificabile in qualsiasi momento consente inoltre una reazione tempestiva a sviluppi sociali o esterni di nuovo stampo o in repentino cambiamento. Moratorie fisse costituirebbero quindi un rischio per il buon funzionamento della democrazia diretta che, tutto sommato, deve saper tollerare l’eventualità di una decisione messa immediatamente in discussione da un’iniziativa o un referendum. Ecco perché ai sostenitori di un’idea politica non va impedito di riproporla in qualsiasi momento. Alla luce delle esperienze fatte finora, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire. È contrario a introdurre moratorie per l’esercizio dei diritti popolari, in quanto ritiene suscitino importanti riserve in termini istituzionali e democratici.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.