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25.4766 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

  1. Secondo il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), la Svizzera non prevede alcun obbligo di vigilanza nel settore dei diritti umani e ambientali. Quindi come qualifica il DFGP o il Consiglio federale le disposizioni del Codice delle obbligazioni entrate in vigore nel quadro del controprogetto indiretto alla prima iniziativa «Per imprese responsabili»?

  2. Mentre la Confederazione si è impegnata a ridurre le regolamentazioni e la burocrazia, come giustifica il Consiglio federale l’imposizione alle imprese di nuove regole che ne ostacolano la competitività?

  3. L’UE sta «semplificando» le sue direttive sui rendiconti di sostenibilità e i doveri di diligenza. Gli obblighi previsti nelle direttive rivedute saranno noti nella primavera 2026. Il presidente Macron e il cancelliere Merz sostengono apertamente l’abrogazione della direttiva sul dovere di diligenza. Il Consiglio federale non teme di causare uno svantaggio concorrenziale alle imprese svizzere allineandosi a direttive europee già obsolete?

Begründung

La seconda versione dell’iniziativa «Per imprese responsabili» si basa sulle direttive europee CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e CS3D (Corporate Sustainability Due Diligence Directive). Tuttavia, in seguito al rapporto Draghi sulla competitività dell’UE, nel febbraio 2025 la Commissione UE ha proposto di modificare in maniera sostanziale questi due testi; la revisione è in corso tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento.Di conseguenza, l’iniziativa «Per imprese responsabili» si fonda su direttive superate, le cui esigenze sono state in gran parte ridotte se non addirittura soppresse. Le istituzioni europee prevedono inoltre di rinviare la trasposizione negli Stati membri e l’entrata in vigore.Inoltre, il Codice delle obbligazioni (CO) è stato adeguato con l’entrata in vigore, nel 2021, del controprogetto alla prima versione; le regole del CO e l’ordinanza sugli obblighi di diligenza e trasparenza in relazione a minerali e metalli originari di zone di conflitto e al lavoro minorile vanno peraltro oltre quanto prevede l’attuale diritto europeo.In considerazione di quanto precede, della tensione nel quadro della competitività e dei ripetuti appelli dell’economia ad alleggerire il contesto normativo, l’autrice dell’interpellanza si interroga in merito alle intenzioni del Consiglio federale come riportate nell’articolo della NZZ del 4 novembre.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nell’ambito della loro attività commerciale in Svizzera e all’estero, le imprese svizzere devono rispettare i diritti umani, proteggere l’ambiente e assumere la loro responsabilità sociale conformemente alle norme e alle direttive riconosciute a livello internazionale in materia di corporate social responsibility (CSR, responsabilità sociale d’impresa). Al contempo devono restare competitive in Svizzera e all’estero. Dal 1° gennaio 2022 la legislazione svizzera prevede disposizioni sulla rendicontazione in materia di sostenibilità e specifici obblighi di diligenza nei settori particolarmente sensibili del lavoro minorile e dei minerali provenienti da zone di conflitto. Eccetto che nel settore sensibile del lavoro minorile, queste disposizioni erano armonizzate con la legislazione allora vigente nell’Unione europea (UE), il principale partner commerciale della Svizzera. Attualmente il diritto svizzero non prevede obblighi generali di diligenza nel settore dei diritti umani e dell’ambiente. Dall’entrata in vigore delle disposizioni svizzere, il diritto dell’UE ha registrato notevoli sviluppi, in particolare per quanto riguarda la portata e l’applicazione degli obblighi di diligenza (vigilanza, verifica delle relazioni ecc.). Questo anche considerando le cosiddette direttive omnibus proposte dalla Commissione UE e di recente approvate dal Parlamento europeo, che mirano a semplificare le regole e a ridurre l’onere amministrativo. Le imprese svizzere sottostanno alle direttive UE sia direttamente in quanto imprese di Stati terzi, sia indirettamente in quanto fornitori. Inoltre, nel frattempo in Svizzera è stata presentata l’iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente». 2. e 3. Considerati gli sviluppi nell’UE e l’iniziativa popolare presentata, il Consiglio federale ritiene necessarie modifiche legislative per continuare a garantire l’armonizzazione con le regole internazionali e la competitività delle imprese svizzere.Il 3 settembre 2025 il Consiglio federale ha pertanto deciso di contrapporre all’iniziativa un controprogetto indiretto comprendente un obbligo di rendicontazione in materia di sostenibilità e obblighi di diligenza delle imprese. Questo controprogetto non dovrebbe superare le future disposizioni dell’UE e considerare gli standard internazionali riconosciuti. Non si baserà quindi su prescrizioni obsolete, ma su una normativa aggiornata.Il contenuto concreto del progetto sarà precisato entro fine marzo 2026 con l’avvio della consultazione.