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25.4773 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Le immissioni di fosforo dovute all’agricoltura sono costantemente oggetto di critiche, ma il fosforo finisce nelle acque anche attraverso gli scarichi degli insediamenti. Oltre la metà della rete fognaria svizzera continua a funzionare come sistema misto; ciò significa che l’acqua piovana proveniente dalle strade e dai tetti viene convogliata insieme alle acque di scarico domestiche. Anche dopo la depurazione delle acque di scarico, nelle acque finiscono residui di fosforo. Inoltre, in caso di forti precipitazioni, le condutture e gli impianti di depurazione raggiungono rapidamente i loro limiti. Attraverso sistemi di sfioro, acque di scarico miste non depurate – contenenti una grande varietà di microinquinanti, sostanze chimiche, residui di farmaci, particelle di gomma, ma anche sostanze nutritive – finiscono direttamente in torrenti, fiumi e laghi.

Tuttavia, i dati disponibili relativi all’impatto di queste immissioni sono caratterizzati da una grande incertezza. Come suggerisce il postulato 393 (Bucheli), presentato al Gran Consiglio lucernese, i reali carichi di sostanze possono essere determinati in modo affidabile solo mediante un bilancio import/export: esso consente di calcolare la quantità di fosforo prodotta dalle persone nel bacino imbrifero di un impianto di depurazione e di misurare con precisione la quantità di fosforo eliminata attraverso i fanghi di depurazione; la differenza è la quantità di fosforo residua che finisce nelle acque. Un bilanciamento sistematico di questo tipo manca ancora a livello federale.

Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

  1. Qual è, rapportata alla popolazione, la percentuale di impianti di depurazione in Svizzera collegati a sistemi separati?

  2. Quante tonnellate di fosforo finiscono ogni anno, in caso di forti piogge, nei torrenti, nei fiumi e nei laghi attraverso acque di scarico miste non depurate?

  3. In quale quantità (espressa in tonnellate) residiui di fosforo finiscono nelle acque, nonostante la depurazione delle acque di scarico?

  4. Quale percentuale dell’inquinamento delle acque superficiali è direttamente riconducibile ad acque di scarico domestiche e in che misura precipitazioni estreme sempre più frequenti incidono su detta percentuale?

  5. Il Consiglio federale ritiene che le dimensioni degli attuali sistemi di drenaggio e di scarico, nonché dei bacini di raccolta, siano sufficienti per resistere a futuri eventi di forti precipitazioni? Quali sono le carenze maggiori?

  6. Il Consiglio federale è disposto a introdurre un sistema nazionale di bilancio import/export, sulla falsa riga delle discussioni in corso nel Cantone di Lucerna, per calcolare l’apporto di inquinanti nelle acque, in particolare del fosforo, provenienti dagli scarichi degli insediamenti?

Stellungnahme des Bundesrates

1) La percentuale di impianti di depurazione collegati a sistemi separati rapportata alla popolazione è compresa tra il 40 e il 50 per cento. 2-3) Gli impianti di depurazione delle acque svizzeri trattano circa 6 300 tonnellate di fosforo all’anno. In seguito alla depurazione, ogni anno finiscono nelle acque circa 580 tonnellate di fosforo, a cui, in caso di forti piogge, se ne aggiungono circa altre 80 l’anno provenienti da acque di scarico miste non depurate.Secondo Agroscope, circa il 16,5 per cento del carico di fosforo totale presente nelle acque superficiali in Svizzera nel 2020 proveniva da impianti di depurazione delle acque (14,5 %) e da scarichi di acque miste (2 %). La percentuale restante proviene da fonti naturali senza alcun influsso antropico (61 %), da immissioni dovute all’agricoltura (13 %) e da altre fonti, come per esempio il dilavamento di superfici con vegetazione improduttiva (9,5 %).La qualità delle acque dipende soprattutto dall’immissione di fosforo disciolto, poiché quest’ultimo riduce maggiormente il tenore di ossigeno delle acque. Le percentuali di fosforo disciolto provenienti da impianti di depurazione delle acque (41 %), da scarichi di acque miste (6 %) e dall’agricoltura (27 %) sono molto più elevate. 4) A seconda dell’utilizzazione del territorio nel bacino imbrifero di un lago, la maggior parte del carico di fosforo proviene dalle zone abitate o dall’agricoltura (cfr. la risposta del Consiglio federale all’interpellanza Weichelt 23.4263 Protezione delle acque dall’aumento delle temperature e dalle immissioni eccessive di nutrienti). L’impatto dell’aumento delle precipitazioni estreme causato dai cambiamenti climatici sulle percentuali di immissioni di fosforo nelle acque è difficile da stimare. Da un lato, aumenta la quantità di acque di scarico miste e di conseguenza, anche se in dimensioni ridotte, il carico di fosforo immesso proveniente dalle acque di scarico domestiche. Dall’altro lato, aumenta anche il ruscellamento superficiale e, di conseguenza, anche le immissioni provenienti dal convogliamento. 5) A causa del lungo ciclo di rinnovamento degli impianti di evacuazione delle acque di scarico provenienti dalle zone abitate, i cambiamenti climatici non sono ancora stati presi in considerazione nel dimensionamento degli impianti già esistenti, che sono datati. Pertanto, è probabile che, in assenza di misure adeguate, precipitazioni più frequenti e più intense porteranno in futuro a un aumento degli scarichi di acque miste. Il Consiglio federale ha illustrato la necessità di intervenire su questo aspetto nella strategia «Adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera» del 2012 e lo ha ribadito nei piani d’azione del 2014 e del 2020. Dal 2025 la Confederazione sostiene progetti e misure volti alla riduzione dei rischi legati al clima attraverso il programma di finanziamento per l’adattamento ai cambiamenti climatici Adapt+. Le precipitazioni future vengono tenute in conto già oggi nelle basi di calcolo e di pianificazione pertinenti per gli impianti di evacuazione e di depurazione delle acque di scarico. In futuro, svolgeranno un ruolo centrale anche nuovi concetti, come quello delle città spugna, che aiuta a immagazzinare l’acqua piovana nelle zone abitate per poi rilasciarla, farla evaporare o infiltrare nel terreno. In questo modo, negli impianti di depurazione finisce una quantità minore di acqua piovana e aumenta così la capacità di ritenzione per il ruscellamento superficiale in caso di precipitazioni estreme. 6) Il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre un sistema nazionale di bilancio import/export per calcolare l’apporto di inquinanti provenienti dagli scarichi di acque miste. A livello nazionale, ogni anno finiscono nelle acque circa 80 tonnellate di fosforo provenienti da scarichi di acque miste, che corrispondono a una quota pari a circa il 2 per cento del fosforo proveniente dalle acque di scarico domestiche. Il metodo di stima attuale, che tiene conto dei carichi medi di fosforo per abitante e della percentuale di acque di scarico negli scarichi di acque miste a livello comunale, è più affidabile ai fini di un monitoraggio nazionale rispetto a un bilancio delle concentrazioni di fosforo nei fanghi di depurazione che, invece, è soggetto a grandi incertezze di misurazione. Inoltre, i Cantoni devono analizzare tutte le fonti di immissione locali nel caso in cui un corso d’acqua non fosse sufficientemente protetto dalle immissioni di sostanze. A causa delle grandi differenze locali, quindi, un sistema nazionale di bilancio non risulterebbe utile.