Lexipedia

25.480 · Iniziativa parlamentare · 2025-11-03

Dipartimento delle Finanze

Nella Commissione del Consiglio degli Stati

Wortlaut

Occorre creare le basi legali per sgravare l’economia svizzera dalle ripercussioni dannose dell’imposta preventiva.

Begründung

L’imposta preventiva si inserisce in un circuito di denaro in cui è previsto il suo rimborso dopo la presentazione della dichiarazione d’imposta. Essa mira quindi a incentivare l’onestà fiscale (funzione di garanzia). Solo in determinate situazioni non può essere rimborsata o non lo può essere interamente (cosiddetta imposta residua) in quanto finalizzata alla riscossione d’imposta (funzione di entrata fiscale). L’imposta preventiva è quindi essenzialmente un’operazione a somma zero, ma la richiesta di rimborso comporta un onere considerevole e il suo rimborso avviene con ritardi. Inoltre, nel confronto internazionale l’aliquota del 35 per cento è molto elevata. Questo circuito di denaro inefficiente provoca tutta una serie di ripercussioni dannose per l’economia svizzera. In particolare, fa aumentare il costo dei finanziamenti delle imprese svizzere, frenandone così l’attività d’investimento. Per questa ragione i gruppi svizzeri si finanziano attraverso le borse estere. I fondi così raccolti devono però essere investiti all’estero a causa dei requisiti patrimoniali sempre più elevati e possono essere utilizzati solo in misura limitata sul territorio svizzero. Di conseguenza, il denaro acquisito all’estero tende a essere investito all’estero, ad esempio nella realizzazione di centri di ricerca e sviluppo. Gli investimenti in posti di lavoro all’avanguardia vengono così effettuati all’estero e non in Svizzera. Questi finanziamenti complessi sono inoltre molto costosi e possono essere presi in considerazione soltanto da grandi gruppi attivi all’estero.

Questi problemi sono noti e indiscussi da molti anni. L’ultima volta sono stati illustrati dettagliatamente dal Consiglio federale nel suo rapporto del 3 aprile 2020. Per risolverli, il Consiglio federale aveva proposto allora di abolire parzialmente l’imposta preventiva. Tuttavia, la proposta è stata respinta di misura in occasione del referendum del 25 settembre 2022. Pertanto, il problema delle ripercussioni dannose continua a rimanere irrisolto ed è altresì prevedibile che si aggravi, poiché già nei prossimi anni l’UE esenterà il proprio mercato dei capitali dalle relative imposte alla fonte. La Svizzera si trova sempre più sotto pressione . A ciò si aggiunge il fatto che, nel frattempo, all’interno dell’economia sono state sviluppate altre soluzioni a questo problema. Si potrebbe ad esempio valutare una modernizzazione della procedura di rimborso dell’imposta preventiva, tanto più che ciò dovrebbe comunque essere una priorità nel contesto della Strategia «Amministrazione digitale Svizzera 2024–2027». L’economia e l’Amministrazione, ma non solo, stanno lavorando attivamente per rendere completamente digitali i servizi e i processi. Ciò consentirebbe anche alle piccole e medie imprese (PMI) svizzere di finanziarsi maggiormente all’estero mediante prestiti svizzeri.

L’attuale contesto internazionale caratterizzato da incertezze geopolitiche, da dipendenze dall’estero, come nel caso dell’imposizione minima prevista dall’OCSE, da una situazione instabile a livello doganale e da un franco forte rappresenta una sfida soprattutto per le PMI svizzere. Per questo motivo sarebbe auspicabile che queste ultime possano rifinanziarsi a condizioni più vantaggiose a livello internazionale per compensare quindi in parte le conseguenze del franco forte sulle esportazioni. La presente iniziativa di commissione permette di migliorare la situazione economica delle PMI svizzere.

Riforma dell'imposta preventiva orientata alle PMI | Lexipedia | Lexipedia