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25.4812 · Postulato · 2025-12-19

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare come migliorare l’esecuzione della legge sulla protezione degli animali nei Cantoni per evitare scandali come quello di Ramiswil. Alcune possibili misure potrebbero essere il rafforzamento della collaborazione tra gli uffici veterinari e le organizzazioni per la protezione degli animali, il potenziamento dei centri di segnalazione e l’obbligo per i Cantoni di mettere a disposizione le risorse necessarie.

Begründung

Il caso di Ramiswil ha fatto scalpore e reso evidente come gli uffici veterinari cantonali siano ormai al limite. Durante un’ispezione in un’azienda agricola a Ramiswil, nel Cantone di Soletta, sono state riscontrate gravi carenze in materia di protezione degli animali. È stato necessario confiscare decine di cavalli e circa 120 cani sono stati direttamente sottoposti a eutanasia senza essere stati prima sottoposti a un esame approfondito. Già lo scorso anno la Protezione svizzera degli animali aveva inoltrato all’ufficio veterinario diverse segnalazioni sulla fattoria e anche altre organizzazioni per la protezione degli animali avevano denunciato gli abusi. Tuttavia, sembra che non sia stato dato debito seguito alle segnalazioni, altrimenti non si spiegano le gravi irregolarità in materia di benessere degli animali e le condizioni in cui versavano i cavalli e i cani. Anche per il collocamento dei cavalli è stata preferita un’asta a prezzi minimi, sebbene la Protezione svizzera degli animali avesse già organizzato una sistemazione per ben 20 cavalli, il che denota una scarsa disponibilità alla collaborazione e un sovraccarico cronico di lavoro. Entrambe le cose vanno a discapito degli animali. La Confederazione è quindi invitata a verificare come garantire l’esecuzione della legge sulla protezione degli animali nei Cantoni. Sarebbe auspicabile rafforzare la collaborazione tra gli uffici veterinari e le organizzazioni per la protezione degli animali, istituire l’obbligo di potenziare i centri di segnalazione e di mettere a disposizione le risorse per poter effettuare una verifica approfondita delle segnalazioni e, se necessario, controlli successivi.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Quanto accaduto a Ramiswil è oltremodo deplorevole e ha scosso non soltanto le persone direttamente colpite, ma anche ampie fasce della popolazione. I fatti hanno avuto inoltre una notevole risonanza mediatica. Ciononostante, si tratta di un caso isolato molto raro che non mette in discussione i principi fondamentali dell’esecuzione della legislazione sulla protezione degli animali da parte dei Cantoni. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è competente in materia di protezione degli animali, l’esecuzione della legislazione spetta tuttavia ai Cantoni, a meno che la legge non la conferisca alla Confederazione. Di conseguenza, in questo caso specifico spetta al Cantone di Soletta adottare e attuare le misure necessarie a seguito delle irregolarità riscontrate nella protezione degli animali. Il Cantone ha inoltre commissionato un’indagine esterna sul caso. In base ai risultati di questa indagine, attesi per l’estate del 2026, l’USAV valuterà se sia necessario adottare ulteriori misure. Secondo l’articolo 38 della legge federale sulla protezione degli animali (RS 455), la Confederazione e i Cantoni possono avvalersi già oggi della collaborazione di organizzazioni e ditte per l’esecuzione della legge oppure istituire organismi idonei a tal fine. Il Consiglio federale ritiene che spetti ai Cantoni, che godono dell’autonomia organizzativa, decidere quale sia la forma più indicata per applicare la legislazione sulla protezione degli animali e quali risorse destinare a questo scopo. Questo approccio è giustificato, tra l’altro, dal fatto che i Cantoni sono in grado di valutare al meglio le sfide a livello regionale. Molti servizi veterinari cantonali, ad esempio, incaricano servizi di controllo accreditati per i controlli di base nel settore degli animali da reddito. Il Consiglio federale rispetta questa autonomia organizzativa. Non vede la necessità di intervenire e imporre ulteriori prescrizioni ai Cantoni. L’USAV è costantemente in contatto con i servizi veterinari cantonali e, nell’ambito dell’alta vigilanza, si adopera a favore di un’esecuzione armonizzata in tutta la Svizzera mediante strumenti ausiliari e corsi di formazione e perfezionamento per le persone incaricate dell’esecuzione (conformemente all’ordinanza concernente la formazione, il perfezionamento e l’aggiornamento delle persone impiegate nel settore veterinario pubblico; RS 916.402). Ad esempio, fornisce informazioni tecniche sulla detenzione di animali e mette a disposizione manuali di controllo (www.usav.admin.ch > Animali > Basi legali ed esecutive > Mezzi ausiliari e basi esecutive) e organizza eventi di perfezionamento su argomenti specialistici (ad es. workshop sulla detenzione di animali selvatici e da compagnia e sull’esecuzione nel settore agricolo). Inoltre, fornisce la propria consulenza alle autorità veterinarie cantonali in merito all’interpretazione delle disposizioni di legge tramite e-mail informative o il contatto diretto. Sostiene infine lo scambio di informazioni specialistiche tra i Cantoni nell’ambito di vari gruppi di lavoro (ad es. il gruppo di lavoro sul commercio dei cani, il gruppo di scambio di esperienze per la protezione degli animali nella macellazione).

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.