Oltre alle ragioni legali, vi sono anche ragioni socio-economiche o etico-morali per non autorizzare più un principio attivo contenuto nei pesticidi?
25.4818 · Interpellanza · 2025-12-19
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale risponde all’interpellanza 25.3205 e alla mozione 25.3374, affermando che la formazione di acido trifluoroacetico (TFA) è stata finora dimostrata solo per due principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari. Sul suo sito web, l’UFAM cita 26 principi attivi contenuti nei pesticidi.
Secondo la SRF, l’USAV ha risposto a questa contraddizione affermando che la degradazione in TFA va presa in considerazione dal punto di vista legale solo se è stata dimostrata anche sperimentalmente. La Confederazione segue «molto da vicino» gli sviluppi della ricerca internazionale su queste sostanze.
L’Ufficio federale per l’ambiente tedesco aveva pubblicato già nel 2021 un rapporto sul TFA come sostanza persistente e mobile con molte fonti. Nel rapporto si dichiara testualmente: «Per i principi attivi di prodotti fitosanitari flurtamone e flufenacet, nell’ambito delle procedure di autorizzazione sono stati presentati studi sulla degradazione che indicano la formazione di TFA. Vari studi sul campo hanno inoltre dimostrato una tale formazione per altri principi attivi; l’esatta via di degradazione è tuttavia sconosciuta (EFSA, 2014; EFSA, 2017; EFSA, 2017a). Durante l’ozonizzazione – un processo utilizzato nel trattamento delle acque reflue e dell’acqua potabile – si è potuta osservare la formazione di TFA dai principi attivi tembotrione, flufenacet, flurtamone e fluopyram».
A tal proposito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Oltre alle ragioni legali, vi sono anche ragioni socio-economiche per cui la degradazione di sostanze in TFA dovrebbe essere presa in considerazione, anche se non è ancora stata dimostrata sperimentalmente? Se no, perché e perché ve ne sono in Danimarca? Se sì, quali sono e perché l’USAV non le comunica alla SRF?
2. Oltre alle ragioni legali, vi sono anche ragioni etico-morali? Se no, perché? Se sì, quali sono e perché l’USAV non le comunica alla SRF?
3. Se la Confederazione segue «molto da vicino» gli sviluppi della ricerca sulla degradazione delle sostanze in TFA: perché gli uffici responsabili seguono approcci differenti e comunicano in modo diverso?
4. Cosa significa esattamente «dimostrato sperimentalmente» e qual è la base giuridica a cui fa riferimento l’USAV?
5. Gli studi sul campo e le ricerche citati dall’Ufficio federale per l’ambiente tedesco sono una prova sufficiente della degradazione di sostanze in TFA? Se no, perché?
6. Ritiene che l’attuale comunicazione della Confederazione promuova la fiducia dei cittadini nelle istituzioni? Se no, cosa fa per rimediare a questa situazione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 2. Proprio come in Danimarca, anche in Svizzera possono essere presi in considerazione soltanto i requisiti legali basati su criteri scientifici per decidere se omologare o meno un prodotto fitosanitario. Secondo i requisiti di cui all’allegato 4 dell’ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF; RS 916.161), l’eventuale degradazione in acido trifluoroacetico (TFA) viene presa in considerazione soltanto se è stata dimostrata sperimentalmente (cfr. risposta all’interpellanza Klopfenstein Broggini 25.3205 «PFAS e TFA nell’acqua potabile. Come verrà applicato il principio del ‹chi inquina paga›?»). Non è sufficiente dimostrare la potenziale degradazione in TFA. Questo requisito legale, come tutti gli altri previsti dall’OPF, è dettato da esigenze di protezione della salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente. Per quanto la concerne, la Danimarca ha la facoltà di stabilire regole più severe rispetto agli altri Stati membri dell’UE. 3. Gli uffici competenti, ovvero l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) lavorano a stretto contatto e utilizzano gli stessi approcci. La comunicazione di aspetti complessi deve essere strutturata in funzione della specifica problematica. La questione di quali fra le possibili fonti di TFA siano nello specifico responsabili della contaminazione delle acque sotterranee è diversa da quella relativa all’eventuale ritiro delle omologazioni di tutti i prodotti fitosanitari che possono potenzialmente portare a una formazione di TFA. 4. «Dimostrata sperimentalmente» significa che la formazione di TFA è dimostrata mediante test di degradazione standardizzati in laboratorio o sul campo sul principio attivo e sui suoi metaboliti. Questi test sono effettuati e presentati nell’ambito della valutazione della sostanza, in conformità alle disposizioni dell’allegato 4 OPF e dell’allegato parte A punto 2.5.1.1 del regolamento (UE) n. 546/2011 della Commissione del 10 giugno 2011 in applicazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio per quanto riguarda i principi uniformi per la valutazione e l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari. 5. Nel suo rapporto «Chemikalieneintrag in Gewässer vermindern – Trifluoracetat (TFA) als persistente und mobile Substanz mit vielen Quellen» del novembre del 2021 (www.umweltbundesamt.de > Publikationen > Ihre Suche > Titolo del rapporto), l’Ufficio federale per l’ambiente tedesco fa riferimento alle valutazioni del rischio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) relative ai principi attivi flurtamone, flufenacet e saflufenacil, che non sono o non sono più autorizzati in Svizzera e nell’UE. Nello studio «Small, mobile, persistent: Trifluoroacetate in the water cycle» condotto nel 2017 (www.ncbi.nlm.nih.gov > Search > Titolo dello studio) sono state analizzate le possibili vie di degradazione in TFA dei principi attivi flufenacet, flurtamone (non autorizzati in Svizzera e nell’UE), tembotrione e fluopyram (autorizzati) durante il trattamento delle acque potabili e reflue. Tuttavia, come sottolineato nello studio, queste possibili vie di degradazione necessitano di ulteriori approfondimenti. Le valutazioni del rischio dell’EFSA si basano su questi e altri dati e forniscono all’UE gli elementi necessari per decidere se autorizzare un principio attivo o revocare un’autorizzazione. La Svizzera recepisce queste decisioni dell’UE conformemente all’OPF vigente. 6. A livello della Confederazione, l’USAV, l’UFAM e l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) sono i principali responsabili delle questioni relative ai prodotti fitosanitari. Tutte le informazioni utili per il pubblico si basano sulle conoscenze scientifiche più recenti e vengono comunicate in modo trasparente e coordinato attraverso i vari canali della Confederazione (ad es. pubblicazione di rapporti, comunicati stampa e siti Internet). Queste risorse permettono di informare il pubblico sul rapido sviluppo delle conoscenze in questo campo, di offrire una lettura per quanto possibile semplificata di questo argomento complesso e di promuovere un dibattito critico su un tema di interesse generale. Tutto ciò contribuisce a consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.