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25.4822 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento delle Finanze

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Dal mese di agosto del 2025, nell’ambito del Comitato intergovernativo di negoziazione («Intergovernmental Negotiations Committee», INC), gli Stati membri dell’ONU stanno negoziando il contenuto di una futura convenzione quadro dell’ONU sulla cooperazione internazionale in materia fiscale. Le recenti dichiarazioni della Svizzera diffuse durante il processo negoziale (ad es. a seguito della consultazione scritta di dicembre 2025) indicano che il nostro Paese mira alla conclusione di una convenzione fiscale possibilmente di debole impatto, che non tiene praticamente conto delle richieste dei Paesi del Sud globale, promotori della convenzione, in particolare degli Stati africani. A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Perché la Svizzera teme una doppia imposizione in caso di equa ripartizione dei diritti d’imposizione sugli utili dei gruppi di imprese se ai Paesi della fonte o ai Paesi di commercializzazione venissero conferiti nuovi diritti?

  2. Perché il Consiglio federale si oppone a nuove regole per prevenire il trasferimento dannoso degli utili dei gruppi multinazionali verso Paesi a bassa imposizione fiscale, nonostante questo problema sia riconosciuto dalla comunità scientifica, dall’ONU e dall’OCSE?

  3. Perché la Svizzera equipara la prevenzione del trasferimento degli utili e una nuova ripartizione dei diritti d’imposizione al fatto di ammettere doppie imposizioni?

  4. Quali nuove regole è disposta a introdurre la Svizzera in cambio dell’eliminazione della doppia imposizione, al fine di evitare la doppia non imposizione?

  5. Perché la Svizzera rifiuta lo scambio di informazioni con Stati partner relative alle pratiche fiscali dannose delle persone fisiche facoltose nelle modalità richieste da molti membri dell’ONU?

  6. Come intende svolgere la Svizzera il proprio ruolo di mediatrice presso l’ONU nel dialogo tra i vari blocchi di Paesi se non mostra alcuna disponibilità a tenere conto degli interessi del gruppo africano?

  7. Come valuta il Consiglio federale gli attuali sviluppi relativi all’imposizione minima dell’OCSE, che è già rimessa in discussione?

  8. In caso di fallimento dell’imposizione minima, quali alternative multilaterali alle soluzioni dell’OCSE considera opportune il Consiglio federale, se non quelle proposte dall’ONU?

  9. In quali settori la Svizzera ritiene che vi sia concretamente il rischio di cosiddette «duplicazioni» delle norme fiscali internazionali esistenti?

  10. La Svizzera si impegna affinché la società civile e altri attori non governativi possano accedere alle sessioni dell’INC e alle riunioni informali intersessionali?

  11. Alla luce della crisi del sistema multilaterale, il Consiglio federale ritiene che gli approcci d’imposizione internazionale basati su accordi meramente bilaterali siano efficaci?

Stellungnahme des Bundesrates

1./3. Non esiste alcun nesso tra l’equa attribuzione dei diritti d’imposizione e l’eliminazione della doppia imposizione. Tuttavia, ogni attribuzione dei diritti di imposizione dovrebbe sostanzialmente avvenire in modo tale da non generare una doppia imposizione. La dichiarazione della Svizzera in merito al progetto di convenzione quadro richiede l’aggiunta dell’obbligo di evitare le doppie imposizioni.2. La Svizzera partecipa attivamente ai lavori internazionali sulla questione dei trasferimenti dannosi degli utili da parte dei gruppi multinazionali. Ritiene quindi che i lavori conclusi e quelli ancora in corso di altre organizzazioni (in particolare dell’OCSE e del G20) tengano già sufficientemente conto di questa problematica.4. L’eliminazione della non imposizione fa parte della politica svizzera sin dall’elaborazione dei relativi standard minimi del progetto BEPS dell’OCSE e del G20 in materia di convenzioni per evitare le doppie imposizioni (CDI). Al riguardo si rimanda al preambolo di numerose CDI concluse dalla Svizzera.5. La Svizzera è coinvolta nei lavori internazionali in questo ambito. Ritiene quindi che i lavori conclusi e quelli ancora in corso di altre organizzazioni (in particolare dell’OCSE e del G20) tengano già sufficientemente conto di questa problematica.6. La Svizzera difende i propri interessi nel pieno rispetto del mandato negoziale del Consiglio federale. 7. La Svizzera ha attuato l’imposizione minima per i grandi gruppi di imprese multinazionali e continuerà ad adoperarsi al riguardo anche per soluzioni internazionali che garantiscono certezza giuridica.8. Gli standard per le questioni impositive di rilevanza globale attuati a livello internazionale e in grado di raccogliere ampio consenso sono un elemento essenziale per la certezza del diritto, indipendentemente dall’organizzazione che li emana. 9. I rischi di duplicazioni inutili riguardano tutti gli ambiti in cui esistono o vengono elaborati standard internazionali consolidati. Innanzitutto vanno menzionati, in particolare, lo scambio di informazioni a fini fiscali, le pratiche fiscali dannose e l’imposizione di grandi gruppi di imprese multinazionali.10. I negoziati dell’INC sono aperti a tutti i gruppi di interesse. Al Consiglio federale risulta che l’esclusione della società civile dalle discussioni virtuali condotte tra i vari cicli di negoziati dell’INC è dovuta a una decisione dell’ufficio dell’INC, in cui la Svizzera non è rappresentata.11. La Svizzera collabora in maniera costruttiva in tutti gli organismi multilaterali rilevanti per la politica fiscale internazionale. Al contempo, continua ad adoperarsi per migliorare lo scambio internazionale e la collaborazione attraverso la rete di accordi fiscali bilaterali con i singoli Paesi.