25.4827 · Interpellanza · 2025-12-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Recenti analisi effettuate dai chimici cantonali dei Cantoni di Ginevra e Vaud nella rete di approvvigionamento idrico potabile del Lago Lemano hanno rivelato un contenuto medio di 1,2,4-triazolo pari a 0,7 microgrammi per litro (µg/L).
Il 1,2,4-triazolo è un componente di farmaci e prodotti agrochimici, che può anche formarsi come prodotto di degradazione di pesticidi, biocidi e farmaci. I valori misurati superano il limite di 0,1 µg/L sancito nell'ordinanza sull’acqua potabile e sull’acqua per piscine e docce accessibili al pubblico (OPPD).
Le analisi effettuate lungo il Rodano hanno dimostrato che gli apporti di 1,2,4-triazolo provengono principalmente dallo stabilimento chimico di Monthey. La Commissione internazionale per la protezione delle acque del Lemano ha riferito in merito ai prodotti chimici provenienti dalle industrie anche nei suoi rapporti riguardanti gli studi e le ricerche condotti nel bacino del Lemano del 2023. Vi si legge, per esempio, che sono state misurate concentrazioni di melamina (cianuramide) e di acido tetracloroftalico comprese tra 0,35 e 0,45 µg/L, e che tali concentrazioni risultano in aumento.
Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:
1. Quante persone consumano acqua potabile proveniente dal Lago Lemano?
2. Quali sostanze chimiche inquinano l’ecosistema del Lago Lemano e/o l’acqua potabile che ne viene prelevata?
3. Da quali settori industriali provengono queste sostanze chimiche e come vanno valutate sotto il profilo dell’ecotossicologia e della tossicologia umana?
4. Quali provvedimenti ha adottato il Consiglio federale per assicurare che il valore limite sancito nell’OPPD per l’1,2,4-triazolo sia rispettato?
5. Quali provvedimenti adottano i Cantoni e la Confederazione per prevenire l’inquinamento industriale?
6. I responsabili del rilascio di sostanze tossiche sono stati perseguiti?
7. I responsabili del rilascio di sostanze tossiche rispondono anche dei danni che ne conseguono e/o dei costi supplementari per il trattamento dell’acqua potabile?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Secondo i dati delle autorità cantonali di esecuzione in materia di derrate alimentari, l’intera popolazione del Cantone di Ginevra e più del 60 per cento della popolazione del Cantone di Vaud, per un totale di quasi un milione di persone, viene rifornita di acqua potabile proveniente dal Lago Lemano.
2-3) Nel 2024, la Commissione internazionale per la protezione del lago di Ginevra (CIPEL) ha rilevato un totale di 79 microinquinanti durante uno dei suoi controlli periodici delle acque del Lago Lemano. Tra questi figurano 27 pesticidi, 21 residui di farmaci, cinque sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), altri cinque microinquinanti organici sintetici e 21 metalli pesanti. Secondo la CIPEL, solo l’acido perfluorottano sulfonato(PFOS) rappresenta al momento un rischio ecotossicologico elevato nel Lago Lemano. Tuttavia, questa valutazione non è da considerarsi definitiva dato che non è stato possibile effettuare una valutazione dei rischi per tutte le sostanze. Il Consiglio federale non sa quali dei 79 microinquinanti vengono immessi nel lago a causa della produzione industriale.
Tra il 2022 e il 2024, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha rilevato otto PFAS nelle acque del Lago Lemano. Tra queste, la massima concentrazione (1 µg/L) è stata rilevata per l’acido trifluoroaceticosima.
Il Consiglio federale non dispone di alcun dato sui microinquinanti presenti nell’acqua potabile prelevata dal Lago Lemano. Questi dati sono reperibili presso i servizi di approvvigionamento idrico competenti che, secondo l’articolo 5 dell’ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (DFI) sull’acqua potabile e sull’acqua per piscine e docce accessibili al pubblico (OPPD; RS 817.022.11), sono tenuti a informare la popolazione in modo dettagliato sulla qualità dell’acqua potabile. In caso di rilevamento di microinquinanti che non sono disciplinati nell’OPPD, il servizio di approvvigionamento idrico interessato deve garantire che la loro concentrazione non sia pericolosa per la salute.
4) L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è stato contattato dalle autorità cantonali di esecuzione in materia di derrate alimentari per il caso in questione. Nell’ambito dei suoi obblighi di vigilanza, l’USAV ha informato le suddette autorità sui passi necessari da intraprendere affinché l’acqua potabile erogata soddisfi nuovamente, entro un termine utile, i requisiti previsti dalla legislazione sulle derrate alimentari. Inoltre, l’Ufficio è in contatto con le autorità cantonali di esecuzione in materia di derrate alimentari per quanto riguarda le misure adottate dai servizi di approvvigionamento idrico e, se necessario, prenderà decisioni sull’adozione di misure ulteriori a livello federale.
Il Servizio per l’ambiente del Cantone del Vallese si è messo in contatto con l’azienda inquinante e, attualmente, sta svolgendo la procedura di cui all’articolo 47 dell’ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201). Innanzitutto, è stata fermata l’immissione di 1,2,4-triazolo e, inoltre, sono in corso verifica e ottimizzazione misure a lungo termine.
5) L’esecuzione delle misure necessarie per rispettare i requisiti previsti dall’OPAc spetta ai Cantoni. La composizione delle sostanze delle acque di scarico industriali è di diversa natura e varia notevolmente. Per questo motivo, il trattamento delle acque di scarico provenienti dalle industrie viene disciplinato caso per caso dagli organi di esecuzione cantonali nel quadro dell’autorizzazione di scarico. Per garantire un’attuazione uniforme, la Confederazione, i Cantoni e l’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA) stanno collaborando all’elaborazione dello stato della tecnica per diversi settori.
6) La persecuzione di eventuali atti illeciti contro reati spetta ai Cantoni competenti. L’UFAM si occupa della vigilanza superiore per le autorizzazioni di scarico di acque industriali ed è in contatto con il Servizio per l’ambiente del Cantone del Vallese.
7) La questione della responsabilità civile nel quadro dei danni legati all’inquinamento ambientale (cfr. art. 7 cpv. 1 della legge federale sulla protezione dell’ambiente [LPAmb; RS 841.01]) è trattata all’articolo 59a LPAmb. Occorre valutare caso per caso se sussiste tale responsabilità. Il titolare di un’azienda o di un impianto che costituisce un pericolo particolare per l’ambiente deve rispondere di eventuali danni. Ha la possibilità di ridurre al minimo il pericolo incoraggiando la prevenzione dei danni e adottando misure di sicurezza. Conformemente all’articolo 8 del Codice civile svizzero (CC; RS 210), le condizioni che determinano la responsabilità civile devono essere provate, in linea di principio, dalla parte lesa. Tuttavia, secondo l’articolo 59a capoverso 2 LPAmb, in caso di pericolo particolare è prevista un’inversione dell’onere della prova, in quanto si presume che le aziende e gli impianti, per esempio, siano particolarmente pericolosi per l’ambiente. Per quanto riguarda le prove richieste, basta la probabilità preponderante.