25.4835 · Interpellanza · 2025-12-19
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:1. È disposto a intensificare l’impegno a favore delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo?2. Ha stabilito in che misura la flotta svizzera o navi battenti bandiera svizzera potrebbero partecipare alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo?3. È disposto a fungere da mediatore nel conflitto riguardante tali operazioni?4. Riconosce il grande potenziale che costituisce, per la Svizzera umanitaria, un intervento diplomatico che permette di salvare vite?5. Si sta occupando della reintroduzione della possibilità di presentare domande d’asilo presso le ambasciate?
Begründung
Ogni anno annegano migliaia di persone nel Mediterraneo. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nel solo 2025 sono morti o scomparsi nel corso della traversata quasi 2000 profughi e migranti, ma è probabile che il numero reale delle vittime sia ben più elevato. Nel Mediterraneo non opera alcuna squadra di soccorso sotto la guida di uno Stato: sono unicamente le navi di organizzazioni private a perlustrare le acque in cerca di profughi o migranti in difficoltà.I capi di Stato e di Governo europei ribadiscono di continuo che nessuno può essere lasciato morire in mare, salvo poi mettere in atto strategie che hanno aggravato la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale. Anche la Svizzera vi è coinvolta: in particolare trae beneficio dai meccanismi di controllo delle frontiere esterne dell’UE. Ciò nonostante, non si ritiene responsabile della situazione venutasi a creare nel Mediterraneo.Mentre nei porti europei continuano ad attraccare imbarcazioni che hanno tratto in salvo persone in difficoltà, il Governo italiano ha ulteriormente irrigidito la linea adottata nei confronti delle organizzazioni private di soccorso in mare. Il ministro dell’interno italiano ha dichiarato che in futuro l’Italia non si riterrà più responsabile e che spetterà agli Stati di bandiera assumersi oneri maggiori e occuparsi dei profughi tratti in salvo dalle loro navi, in particolare consentendo loro di chiedere asilo direttamente sull’imbarcazione che ha prestato loro soccorso e presentare quindi la domanda alla Norvegia o alla Germania.Questo atteggiamento non fa altro che rendere più difficoltose le operazioni di soccorso nel Mediterraneo e mettere sotto pressione le organizzazioni che le conducono. Sono però in gioco le vite di esseri umani. La Svizzera vanta una lunga tradizione umanitaria e deve finalmente decidersi a intervenire: è ora che il Consiglio federale indichi in che modo la Svizzera può supportare le operazioni di soccorso nel Mediterraneo.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Ai sensi del diritto internazionale, le operazioni di soccorso in mare organizzate da Stati sono di competenza degli Stati costieri. 2. Le navi battenti bandiera svizzera sono di proprietà privata. In linea di principio, il Consiglio federale non ha alcuna influenza operativa sugli ambiti in cui vengono impiegate. Come ha affermato nella sua risposta all’interpellanza Fluri 18.3875 Bandiera svizzera per l’Aquarius, l’articolo 35 capoverso 1 della legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera (RS 747.30) prevede la possibilità di iscrivere nel registro del naviglio svizzero le navi con finalità idealistiche. Tuttavia, in assenza di una soluzione coordinata e sostenibile a livello europeo, l’applicazione di tale disposizione a operazioni di soccorso nel Mediterraneo rimane limitata. A prescindere da quanto precede, le e i comandanti di tali navi sono tenuti a prestare immediatamente aiuto in caso di emergenza in mare, non appena ne vengano a conoscenza e nella misura in cui sia possibile, tenendo conto della propria sicurezza, fornire assistenza. 3/4. La Svizzera persegue un approccio diverso in tale ottica: tramite la sua cooperazione internazionale, intende migliorare la situazione sul posto e creare prospettive. Inoltre, lungo le rotte migratorie in Africa occidentale, orientale e settentrionale, come anche nei Balcani, sostiene diversi programmi regionali che mirano a rafforzare la protezione delle persone vulnerabili, in particolare di giovani e bambini. In aggiunta, nel quadro di forum multilaterali su scala globale e regionale, la Confederazione partecipa allo sviluppo di standard e meccanismi di cooperazione internazionali, impegnandosi sia nella ricerca e nell’identificazione delle persone scomparse che nella raccolta di informazioni per le e i superstiti. Con l’obiettivo di attuare misure di prevenzione sulle rotte migratorie, nel 2024 ha lanciato – nell’ambito del dialogo euro-africano su migrazione e sviluppo, il cosiddetto Processo di Rabat – la rete «Network of National Focal Points for Missing Migrants». La Svizzera contribuisce così attivamente alla protezione delle persone colpite. 5. Come ha affermato nel suo parere sulla mozione Widmer 24.4236 «Vie di fuga sicure. Reintrodurre la possibilità di presentare una domanda d’asilo presso l’ambasciata», il Consiglio federale respinge la reintroduzione della possibilità di presentare una domanda d’asilo in un’ambasciata.