Lexipedia

25.4845 · Mozione · 2025-12-19

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

I dati consolidati del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) evidenziano che nel 2024 gli atti di violenza a margine di manifestazioni sono aumentati di oltre il 15 per cento rispetto al 2019. I costi diretti legati ai danni materiali e al potenziamento della sicurezza superano già i 200 milioni di franchi dal 2020, secondo i bilanci delle polizie cantonali di Vaud, Ginevra e Berna. Queste violenze prendono spesso di mira le forze dell’ordine, ostacolando la loro capacità d’intervento e mettendo in pericolo la loro sicurezza.

Considerato che:

  • le manifestazioni sono un diritto costituzionale fondamentale;

  • gruppi minoritari di attivisti hanno commesso, durante manifestazioni tenutesi a Losanna, Berna, Ginevra e altre città svizzere, ripetute violenze contro la polizia e causato danni materiali valutati a diverse decine se non addirittura centinaia di milioni di franchi, sovente a carico dei contribuenti;

  • stando al SIC e ai bilanci delle polizie cantonali risulta un aumento preoccupante degli atti di violenza diretti in particolare contro le forze dell’ordine e i beni pubblici e privati;

  • queste violenze comportano pesanti ripercussioni per la sicurezza pubblica, la fiducia dei cittadini nello Stato di diritto e le finanze pubbliche;

incarico il Consiglio federale di:

  • presentare un progetto di atto legislativo volto a rafforzare i mezzi di sorveglianza, identificazione e perseguimento degli autori di violenze durante le manifestazioni, in particolare dei gruppi estremisti identificati come particolarmente violenti;

  • inasprire le sanzioni penali applicabili alle aggressioni contro i funzionari di polizia e agli atti di danneggiamento di beni pubblici e privati;

  • istituire meccanismi che consentano di addossare i costi delle riparazioni agli autori riconosciuti, al fine di limitare l'impatto finanziario sulle collettività pubbliche e sui contribuenti;

  • rafforzare la cooperazione tra le autorità cantonali, federali, giudiziarie e i servizi delle attività informative per garantire il coordinamento e l'efficacia delle azioni volte a contrastare tali violenze.

La presente mozione intende rafforzare la responsabilità individuale, migliorare la prevenzione e garantire una risposta ferma e coordinata dello Stato dinanzi a questi attacchi alla pace pubblica.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La prevenzione e il perseguimento penale di atti di violenza a margine di manifestazioni sono già retti da ampie basi giuridiche. Secondo la legge federale sulle attività informative (LAIn; RS 121) il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) può raccogliere informazioni su persone od organizzazioni se sussistono indizi concreti che tali persone od organizzazioni preparino o intendano eseguire attività di estremismo violento. La prevista revisione della LAIn («pacchetto di base») comprende anche un ampliamento delle misure di acquisizione soggette ad autorizzazione che si estende a tutte le forme di estremismo che sia di sinistra, di destra o di matrice religiosa. Il SIC dovrebbe così essere in grado di identificare meglio gli attori e le strutture direttamente collegati alla violenza, di analizzare le loro reti e di individuare tempestivamente i loro piani. Sul piano del diritto di polizia, in caso di manifestazioni spetta ai Cantoni salvaguardare la sicurezza pubblica sul loro territorio. Se si verificano atti di violenza a margine di manifestazioni, è possibile perseguire e punire secondo il Codice penale (CP; RS 311.0) soprattutto la violenza o le minacce contro agenti di polizia, le lesioni personali, le vie di fatto, i danneggiamenti o gli incendi intenzionali. Non esistono quindi lacune di diritto penale. L’articolo 285 CP sanziona la violenza o la minaccia contro le autorità e i funzionari con pene elevate. Nella legge federale sull’armonizzazione delle pene (RU 2023 256), entrata in vigore il 1° luglio 2023, il Parlamento ha inasprito notevolmente le pene previste da tale disposizione. Chi commette vie di fatto, per esempio a margine di una manifestazione, nei confronti di un funzionario che sta compiendo un atto che entra nelle sue attribuzioni è di norma punito con una pena detentiva sino a tre anni. Nei casi poco gravi può essere pronunciata una pena pecuniaria. Se le vie di fatto sono commesse da un assembramento di persone, chiunque vi partecipa è punito con la medesima pena, indipendentemente dal contributo individuale e concreto. È uno scenario che si verifica regolarmente in occasione di manifestazioni violente. Chiunque partecipi a un assembramento e commetta atti di violenza contro funzionari è punito con una pena detentiva da tre mesi a tre anni; è esclusa la pena pecuniaria. I compartecipi che hanno commesso atti di violenza contro le cose sono puniti con una pena detentiva da tre mesi a tre anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 90 aliquote giornaliere. Il Consiglio federale non vede la necessità di adeguare nuovamente tale disposizione. Secondo il Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) i manifestanti violenti sono responsabili dei danni da loro causati. I Cantoni possono inoltre prevedere nelle loro legislazioni che, in caso di eventi durante i quali sono commessi atti di violenza contro persone o cose, i costi dell’intervento di polizia siano addebitati, a determinate condizioni, agli organizzatori e alle persone coinvolte a partire dal momento in cui tali atti hanno avuto inizio (cfr. sentenza del Tribunale federale 1C_181/2019 del 29 aprile 2019, consid. 5–9). Le autorità, pertanto, possono già oggi chiedere il risarcimento per i danni subiti. Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni provvedono alla sicurezza del Paese e alla protezione della popolazione e coordinano i loro sforzi nel settore della sicurezza interna (art. 57 cpv. 1 e 2 della Costituzione federale; RS 101). L’individuazione precoce di attività di estremismo violento è di competenza del SIC. Quest’ultimo intrattiene regolari contatti con le polizie cantonali e contribuisce con le sue informazioni alla valutazione della situazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.