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25.4850 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Dal 2023 il Sudan è devastato da una guerra che oppone il governo alle cosiddette «Forze di sostegno rapido» (Rapid support forces, RSF). La situazione umanitaria è catastrofica, in particolare dopo la presa di El Fasher alla fine di ottobre 2025. Le RSF, già coinvolte nel genocidio del Darfur, commettono crimini di massa: massacri di civili, violenze sessuali sistematiche, esecuzioni sommarie e carestia organizzata. Queste milizie, tristemente famose per il coinvolgimento nel genocidio del Darfur, sono sostenute in particolare dagli Emirati Arabi Uniti, che forniscono un importante supporto logistico in loco. Secondo diversi esperti, senza tale sostegno la guerra non potrebbe continuare.

In base ai dati della SECO, la Svizzera esporta regolarmente armi negli Emirati Arabi Uniti: nei primi nove mesi del 2025 l’importo si aggirava intorno ai 2,5 milioni di franchi (2 485 981) e nel 2024 sfiorava i 5 milioni (4 945 436). Si tratta principalmente di materiale per sistemi di puntamento, utilizzati ad esempio a bordo di carri armati, aerei, navi o su pezzi di artiglieria. Per quanto riguarda i beni a duplice impiego, soltanto nel 3° trimestre del 2025 il valore delle esportazioni svizzere ammontava a 1,4 milioni di franchi.

  1. Nelle risposte alle domande 25.8019 e 25.8027, il Consiglio federale afferma che ogni domanda di esportazione viene respinta se sussiste il rischio di trasferimento verso un Paese terzo. Tuttavia, numerosi rapporti di organismi specializzati (Amnesty International, esperti dell’ONU…) e inchieste giornalistiche (The Guardian, France 24, Le Monde, The Globe and Mail…) documentano il trasferimento di armi importate dagli Emirati Arabi Uniti verso il Sudan. La SECO intende tenere conto di questi rapporti per orientare la politica svizzera in materia di esportazioni?

  2. Il Consiglio federale ritiene che queste esportazioni siano compatibili con il diritto della neutralità? Non ritiene problematico esportare materiale bellico e a duplice impiego in un Paese che sostiene militarmente un’organizzazione responsabile della morte di decine di migliaia di civili?

  3. Per quanto riguarda i beni a duplice impiego, viste le notizie che attestano il sostegno degli Emirati Arabi Uniti alle RSF, il Consiglio federale ha chiesto garanzie per assicurarsi che i beni non vengano usati a fini militari? Quali sono queste garanzie?

Stellungnahme des Bundesrates

Da anni sostanzialmente non vengono più autorizzate esportazioni di materiale bellico verso gli Emirati Arabi Uniti. È vero che nel 2024 la Svizzera ha esportato negli Emirati Arabi Uniti materiale bellico per circa 5 milioni di franchi e nei primi tre trimestri del 2025 per circa 2,5 milioni di franchi. Tuttavia, queste esportazioni riguardano esclusivamente pezzi di ricambio per sistemi di difesa antiaerea (autorizzazione basata sulla disposizione derogatoria dell’articolo 23 della legge federale sul materiale bellico [LMB; RS 514.51]) e singole armi da fuoco portatili o corte destinate esclusivamente a uso privato o sportivo (autorizzazione basata sulla disposizione derogatoria dell’articolo 22a capoverso 3 LMB). Per quanto riguarda invece la fornitura di beni utilizzabili a fini civili e militari, le domande di esportazione sono state valutate secondo i criteri della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego. In base all’ordinanza pertinente (OBDI; RS 946.202.1) sussistono motivi di rifiuto se, ad esempio, vi sono ragioni di supporre che i beni che devono essere esportati non rimangano presso i destinatari finali dichiarati. Domanda 1Attualmente il Consiglio federale non dispone di informazioni secondo cui gli Emirati Arabi Uniti avrebbero trasferito o stiano trasferendo materiale bellico svizzero in Sudan. Inoltre, non dispone di alcun indizio relativo al trasferimento illegale di beni utilizzabili a fini civili e militari verso il Sudan. Domanda 2Il diritto della neutralità si applica solo ai conflitti armati internazionali, ovvero tra Stati. Poiché nel caso del Sudan siamo di fronte a un conflitto armato interno, il diritto della neutralità non viene applicato. Domanda 3Di norma, le domande di esportazione ai sensi della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego sono accompagnate da una dichiarazione relativa alla destinazione finale presentata dal destinatario finale. Anche i destinatari finali statali sono tenuti a presentare questa dichiarazione. Sono fatte salve ulteriori misure di sicurezza, come nel caso delle macchine utensili con protocolli di installazione e manutenzione. Per i Paesi di destinazione ad alto rischio viene consultato il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). In caso di dubbi sulla destinazione o sull’impiego finale non viene rilasciata alcuna autorizzazione. Inoltre, prima del rilascio di un’autorizzazione dev’essere fornita alla SECO la prova di un controllo attendibile, all’interno dell’azienda, del rispetto delle prescrizioni in materia di controlli delle esportazioni.