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25.4903 · Interpellanza · 2025-12-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

In occasione del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 l’UE ha convenuto di fornire all’Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro, senza interessi, garantito dai beni bloccati della Banca nazionale russa. La decisione è logica: la guerra di aggressione contraria al diritto internazionale portata avanti dalla Russia ai danni dell’Ucraina ha provocato un’enorme devastazione del Paese. Stando a quanto stimato da Kiev, la ricostruzione dell’economia e delle infrastrutture distrutte dalla Russia potrebbe costare anche 850 milioni di euro. Alla luce di questi costi strabilianti e della chiara violazione del diritto internazionale, è fuori dubbio che la ricostruzione debba essere finanziata, almeno in parte, dall’aggressore. La guerra, ancora in essere, causa inoltre ingenti perdite sia all’economia sia al bilancio dell’Ucraina.

Anche in Svizzera sono stati bloccati beni patrimoniali russi per un ammontare di 7,4 miliardi di franchi (stato: aprile 2025); a ciò si aggiungono le riserve e i beni patrimoniali della Banca centrale della Federazione russa conservati in Svizzera. Accogliendo la mozione 23.3264 e altre mozioni dal tenore analogo, il Consiglio federale è stato incaricato di partecipare, a livello internazionale, all’elaborazione di un meccanismo di riparazione. Quest’ultimo deve consentire il trasferimento tempestivo al Paese aggredito dei beni statali bloccati dalle sanzioni (tra cui i beni della Banca centrale) e dei beni di organismi vicini allo Stato (tra cui i beni delle aziende parastatali). Viste le decisioni dell’UE, anche per la Svizzera è ora di compiere il prossimo passo a sostegno dell’Ucraina.

Alla luce di quanto precede, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  • A che punto sono i lavori del Consiglio federale per introdurre un meccanismo di riparazione dei danni?

  • Dopo aver trasmesso il mandato della mozione 23.3264, il Consiglio federale è pronto a scegliere una procedura analoga a quella dell’UE e quindi a sostenere l’Ucraina anche con un prestito senza interessi?

  • In caso di risposta affermativa: quando deciderà il Consiglio federale?

  • In caso di risposta negativa: perché? Come pensa di attuare il mandato dell’Assemblea federale? Quando si avrà una proposta alternativa del Consiglio federale per un meccanismo di riparazione a favore dell’Ucraina?

Stellungnahme des Bundesrates

Riguardo al meccanismo di riparazione per l’Ucraina e all’attuazione delle mozioni 23.3264 e 23.3268, la Svizzera ha preso parte attivamente alle trattative per concludere la Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell’Ucraina. La Commissione esaminerà e valuterà le richieste di risarcimento derivanti dai danni causati dalla Russia in Ucraina e prenderà decisioni in merito. Il Consiglio federale ha firmato la convenzione il 16 dicembre 2025; successivamente, la Svizzera valuterà se aderire formalmente e ratificare la Convenzione. La Svizzera segue inoltre le discussioni internazionali sui beni patrimoniali bloccati della Banca nazionale russa: il nostro Paese ritiene decisivo che gli approcci adottati a livello internazionale corrispondano ai principi dello Stato di diritto e del diritto internazionale e che garantiscano la stabilità finanziaria.In occasione del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 l’UE ha convenuto di fornire all’Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro, senza interessi, per il periodo 2026-2027. Tale prestito sarà finanziato sui mercati dei capitali tramite obbligazioni comuni dell’UE e garantito dal margine di manovra disponibile nel bilancio dell’UE. Il prestito non verrà finanziato tramite i fondi della Banca centrale russa immobilizzati.La Svizzera attribuisce grande importanza strategica al sostegno e alla ricostruzione dell’Ucraina e contribuisce in modo solidale alla sua ricostruzione (obiettivo 5 della Strategia di politica estera 2024-2027). Dal 2022 ha già versato tre miliardi di franchi al Paese e, nel 2024, ha rafforzato il suo impegno decidendo di portare il contributo a cinque miliardi entro il 2036.