Coinvolgere la filiera agroalimentare svizzera negli sforzi tesi a ridurre la fame nel mondo
25.4906 · Mozione · 2025-12-19
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di fornire aiuti alimentari con prodotti lattieri svizzeri, sulla base della «Internal evaluation of the Swiss Confederation’s Food Aid programme» dell’Alta scuola di scienze agronomiche, forestali e alimentari di Berna (BFH-HAFL).
Begründung
Nello studio summenzionato, gli aiuti alimentari sotto forma di latte in polvere vengono valutati in maniera sostanzialmente positiva. Contrariamente alle misure adottate da altri Paesi, i prodotti lattieri svizzeri vengono consegnati nelle regioni in cui tali generi alimentari scarseggiano. In questo modo si evita di compromettere il mercato locale del latte.Occorre inoltre menzionare che il latte svizzero è di prima scelta e viene considerato un prodotto particolarmente sano e naturale. La Svizzera dovrebbe prestare aiuti sotto forma di alimenti prodotti in modo sostenibile, invece di limitarsi a fornire denaro soggetto al rischio di corruzione. Il latte in polvere, nello specifico, ha un elevato valore nutritivo e contiene proteine, calcio e vitamine importanti per la crescita e lo sviluppo delle ossa, soprattutto per i più piccoli. Poiché ha una lunga durata di conservazione ed è facile da trasportare, è particolarmente adatto all’aiuto allo sviluppo e può garantire un sostegno affidabile ai bambini nelle regioni prive di un approvvigionamento stabile di latte.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La valutazione del programma di aiuto alimentare dell’Aiuto umanitario svizzero commissionata dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) nel 2015 (pubblicata nella banca dati di ricerca della Confederazione: www.aramis.admin.ch > Ricerca progetti > Numero di riferimento 2016.682) mostra effettivamente risultati sostanzialmente positivi per quanto riguarda gli aiuti alimentari sotto forma di latte in polvere. Allo stesso tempo, tuttavia, non considera questa forma di sostegno né particolarmente rilevante (cfr. pag. 25 della valutazione) né particolarmente efficiente (cfr. pag. 29) rispetto ad altri metodi come l’erogazione di prestazioni in denaro e voucher («cash and voucher assistance», CVA). Inoltre, gli aiuti alimentari sotto forma di latte in polvere svizzero possono essere collegati solo in misura limitata ad altre iniziative della DSC (cfr. pag. 31). La valutazione giunge quindi alla conclusione che l’aiuto vincolato con latte in polvere non è lo strumento più efficace per raggiungere rapidamente il maggior numero di persone colpite durante le crisi alimentari (cfr. pag. 25, pag. 35 e segg. e pag. 91). Questa conclusione è in linea con la prassi attuale delle organizzazioni umanitarie partner della DSC. La domanda di latte in polvere svizzero, in particolare da parte del Programma alimentare mondiale (PAM), si è quasi azzerata. Per quanto riguarda gli alimenti per neonati, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) promuove oggi in via prioritaria l’allattamento al seno, in quanto il latte materno ha un alto valore nutritivo e presenta rischi significativamente minori in contesti umanitari. Sebbene il latte in polvere svizzero sia di alta qualità, in molte aree d’intervento manca acqua pulita e in quantità sufficiente per una preparazione sicura. Ciò può avere notevoli conseguenze sulla salute. Inoltre, il latte in polvere svizzero è piuttosto costoso rispetto agli standard internazionali. La scarsa domanda di latte in polvere è dovuta anche alla preferenza per metodi più efficienti dal punto di vista dei costi. Numerosi studi scientifici, come quello di Gentilini e Leight (2025), sottolineano che la CVA è generalmente più economica da attuare, poiché la distribuzione di generi alimentari è molto più complessa dal punto di vista logistico. Di conseguenza, anche la Svizzera si basa su questo approccio nella Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 (FF 2024 1518) per migliorare la sicurezza alimentare e soddisfare i bisogni di base. Non ci sono indicazioni che le prestazioni in denaro siano più soggette a usi impropri rispetto ad altre modalità: le donazioni in natura, come il latte in polvere, passano di solito attraverso molte fasi intermedie durante il trasporto e la lavorazione. Nei pochi contesti in cui esiste una domanda di latte, il Consiglio federale ritiene più opportuno che le organizzazioni internazionali rafforzino la produzione locale in collaborazione con il settore privato. Ciò aumenta la sostenibilità degli aiuti e l’efficienza dei fondi utilizzati. Se la Svizzera riceverà richieste specifiche di latte in polvere per gli aiuti alimentari, la DSC continuerà a esaminarle con attenzione e, se saranno oggettivamente giustificate e appropriate, le prenderà in considerazione. Per i motivi summenzionati, il Consiglio federale ritiene che orientare gli aiuti alimentari esclusivamente verso i prodotti lattieri svizzeri, indipendentemente dalla domanda effettiva, non sia una soluzione efficace. Il Consiglio federale propone quindi di respingere la mozione. In questo modo, garantisce che il denaro dei contribuenti sia utilizzato nel modo più efficiente, mirato ed efficace possibile, nel rispetto della Convenzione sull’assistenza alimentare ratificata dalla Svizzera nel 2012 (RS 0.916.111.312).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.