25.4910 · Mozione · 2025-12-19
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
In futuro, l’Ufficio del Consiglio nazionale è incaricato di fissare le date della sessione e delle sedute delle commissioni nel quarto trimestre di modo che la sessione invernale inizi due settimane prima rispetto a oggi e si concluda, di regola, al più tardi il 10 dicembre. Negli anni elettorali può essere prevista un’eccezione per tenere conto delle eventuali date di un secondo turno di scrutinio.
Begründung
La sessione invernale finisce generalmente qualche giorno prima di Natale e questo mette un Parlamento di milizia davanti a notevoli sfide. Parecchi parlamentari ricoprono ruoli di responsabilità in imprese o nella propria attività professionale e, alla fine dell’anno, devono spesso occuparsi di compiti importanti e lavori di chiusura annuali. Questi impegni professionali richiedono una considerevole quantità di tempo ed energia. La sovrapposizione di tali incombenze con la sessione invernale comporta non soltanto difficoltà organizzative, ma anche un carico maggiore per i parlamentari interessati, che devono concentrarsi sia sui loro obblighi professionali che sui loro impegni in seno al Parlamento. Anticipare la sessione invernale di due settimane permetterebbe ai parlamentari di adempiere i loro obblighi professionali con più flessibilità, senza che questo pregiudichi il loro lavoro in seno al Parlamento.
Anche i genitori ne trarrebbero beneficio: per molte famiglie, il periodo dell’Avvento è particolarmente prezioso, in quanto spesso dedicato alla condivisione di momenti e attività con i figli. Se la sessione invernale venisse anticipata, i parlamentari con figli potrebbero trascorrere più tempo con la propria famiglia durante questi giorni così importanti. Una pianificazione del lavoro parlamentare maggiormente attenta alle esigenze familiari migliorerebbe considerevolmente la conciliabilità tra lavoro e famiglia per molti membri del Parlamento.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La Costituzione federale (Cost.) prevede che le due Camere si riuniscano regolarmente in sessioni (art. 151 cpv. 1 Cost.). Il Regolamento del Consiglio nazionale (RCN) stabilisce che la Camera si riunisce gli stessi giorni del Consiglio degli Stati, nelle quattro sessioni ordinarie di tre settimane dell’Assemblea federale (art. 33d cpv. 1 lett. a RCN); il regolamento del Consiglio degli Stati non prevede una disposizione analoga. Secondo la legge sul Parlamento (LParl) spetta alla Conferenza di coordinamento (Ufficio N e Ufficio S) stabilire le settimane in cui si svolgono le sessioni ordinarie e le sessioni straordinarie (art. 37 cpv. 2 lett. a LParl).
Per la pianificazione delle sedute delle commissioni i due Uffici hanno inoltre definito le seguenti condizioni quadro:
gli Uffici hanno formato coppie di commissioni permanenti (eccetto la CET) che si riuniscono contemporaneamente (CPE + CTT; CPS + CAPTE; CdG + CdF; CIP + CSEC; CSSS + CAG; CET);
per ogni commissione del Consiglio nazionale vengono riservati almeno 4 giorni di seduta a trimestre, mentre per ogni commissione del Consiglio degli Stati almeno 3 giorni a trimestre;
le commissioni analoghe delle due Camere non si riuniscono contemporaneamente, in modo da evitare che le singole risorse di personale del Consiglio federale, dell’Amministrazione federale e dei Servizi del Parlamento siano sollecitate simultaneamente; inoltre, le commissioni del Consiglio nazionale si riuniscono, per quanto possibile, sempre negli stessi giorni della settimana.
Queste condizioni quadro fanno sì che, per lo svolgimento delle sedute delle commissioni, sia necessario prevedere almeno 6 settimane complete tra una sessione e l’altra.
Tenendo conto del calendario delle sedute del Consiglio federale e delle vacanze scolastiche, vengono fissate le settimane senza riunioni:
vanno previste cinque settimane senza sedute del Parlamento in estate e due durante il periodo di Natale/Capodanno;
per il Consiglio federale devono inoltre essere riservati ulteriori periodi per impegni all’estero (la settimana di febbraio, la settimana dopo Pasqua e la settimana successiva alla sessione autunnale).
Nel 2009, con una decisione del Consiglio nazionale (grazie alla quale è stato accolto il postulato Teuscher 06.3844 «Conciliare sessione e famiglia»), la sessione autunnale è stata anticipata di una settimana per evitare sovrapposizioni con le vacanze scolastiche.
Anticipare la sessione invernale nel rispetto delle suddette condizioni quadro sarebbe tecnicamente possibile a seconda dell’anno, ma avrebbe ripercussioni sulla pianificazione delle sedute delle commissioni e ne andrebbe della qualità della preparazione della sessione. Si dovrebbe anche rinunciare alla settimana senza sedute dopo la sessione autunnale. Inoltre, anticipare la sessione invernale non sarebbe realistico per via dell’esame preliminare del preventivo svolto nelle Commissioni delle finanze (CdF). Il Consiglio federale adotta il messaggio sul preventivo entro la fine di agosto, conformemente all’articolo 29 capoverso 1 della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC). Dal 2024 le sottocommissioni della CdF del Consiglio nazionale iniziano i loro lavori già prima della sessione autunnale, perché in caso contrario non avrebbero tempo a sufficienza per esaminare i dossier. Tra queste fasi intercorrono al massimo due settimane e questo rappresenta una grande sfida per i membri della Commissione. Se la sessione venisse anticipata, sarebbe necessario adottare misure compensative, che inciderebbero sul calendario per l’adozione del preventivo da parte del Consiglio federale e richiederebbero una modifica della LFC. In alternativa, si potrebbe anticipare la sessione autunnale; questo richiederebbe però di accorciare la pausa estiva per garantire alle commissioni un numero sufficiente di settimane di lavoro, con il risultato di allontanarsi dall’obiettivo della mozione, ovvero rendere l’attività parlamentare più conciliabile con la vita familiare.
Pur comprendendo la richiesta dell’autore della mozione, ossia migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia, l’Ufficio ritiene che ciò non debba avvenire a scapito della qualità dei lavori parlamentari. Un’attuazione pratica della mozione comporterebbe notevoli difficoltà. Occorre in particolare garantire che le commissioni esaminino in via preliminare gli affari, così che i risultati possano essere comunicati per tempo ai parlamentari prima della loro trattazione alla Camera. Non da ultimo, le date della sessione invernale variano notevolmente; una conclusione dopo il 20 dicembre rappresenta un’eccezione. Analizzando i dati dal 2007 si constata che salvo gli anni elettorali, esclusi volutamente dall’autore della mozione, è assai raro che la sessione invernale si concluda così tardi: di regola termina infatti verso la metà di dicembre.
La Conferenza di coordinamento adotterà la pianificazione delle sedute delle commissioni per il 2028 nella sua riunione di giugno 2026. Ha esaminato in modo concreto la richiesta dell’autore della mozione prendendo come riferimento proprio la pianificazione 2028: giunge tuttavia alla conclusione che le conseguenze sopra elencate sarebbero troppo rilevanti per poter spostare la sessione invernale.
La Conferenza di coordinamento non ha ancora fissato definitivamente le date delle sessioni per gli anni 2028–2031. Secondo i primi calcoli, le sessioni invernali termineranno il 15 dicembre 2028, il 14 dicembre 2029 e il 13 dicembre 2030. Nel 2031 si terranno nuovamente le elezioni federali e, di conseguenza, le date sono fissate.
Il 3 marzo 2026, durante la sessione primaverile, il Consiglio degli Stati ha respinto la mozione Regazzi (25.4670) dal tenore identico per gli stessi motivi già menzionati.
Gli argomenti esposti e la decisione del Consiglio degli Stati del 3 marzo 2026 mostrano che la prassi vigente si è dimostrata efficace.