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26.020 · Oggetto del Parlamento · 2026-01-20

Parlamento

Liquidato

Ausgangslage

Il Consiglio nazionale

  • convinto che il rispetto del diritto internazionale pubblico – in particolare del diritto all’autodeterminazione dei popoli sancito nell’articolo 1 paragrafo 2 dello Statuto delle Nazioni Unite, del divieto dell’uso della forza previsto nell’articolo 2 paragrafo 4 del medesimo Statuto nonché della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati – costituisca una delle colonne portanti dell’ordine internazionale;

  • costernato per il crescente numero, in tutto il mondo, di flagranti violazioni del divieto dell’uso della forza sancito dal diritto internazionale e dei principi dello Statuto delle Nazioni Unite;

  • temendo che tali violazioni del diritto internazionale costituiscano pericolosi precedenti e abbassino la soglia di deterrenza per ulteriori violazioni dell’integrità territoriale di altri Stati;

  • allarmato per l’aumento di una retorica espansionistica come anche di minacce politiche e militari volte a mettere in discussione l’integrità territoriale di altri Stati, anche in Europa, segnatamente nei confronti del Regno di Danimarca e del suo territorio autonomo della Groenlandia;

  • convinto che posizioni critiche nei confronti di Governi, considerazioni di sicurezza o interessi economici – compreso l’accesso a risorse naturali o a regioni strategiche – non possano in alcun caso giustificare l’uso della forza in violazione del diritto internazionale, né la minaccia di ricorrervi;

  • ribadendo che le controversie internazionali devono essere risolte esclusivamente con mezzi pacifici e nel quadro delle istituzioni multilaterali esistenti;

fondandosi sull’articolo 32 del suo regolamento (RCN, RS 171.13):

  1. condanna con la massima fermezza ogni violazione del divieto dell’uso della forza sancito dal diritto internazionale così come ogni violazione della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati;

  2. invita il Consiglio federale a qualificare inequivocabilmente come tali queste violazioni dello Statuto delle Nazioni Unite e a impegnarsi con determinazione per il pieno rispetto di quest’ultimo;

  3. incoraggia il Consiglio federale a impegnarsi attivamente, presso le Nazioni Unite come anche nel quadro della presidenza svizzera dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), a favore della de‑escalation, del rafforzamento del divieto dell’uso della forza e del rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli e dell’integrità territoriale degli Stati, in particolare per quanto riguarda il Regno di Danimarca e alla Groenlandia, e a ribadire la disponibilità della Svizzera a fornire buoni uffici;

  4. invita il Consiglio federale a chiarire a tutti gli Stati coinvolti che interessi geopolitici, di politica di sicurezza o economici – in particolare in regioni strategicamente sensibili come l’Artico – devono essere perseguiti esclusivamente per via diplomatica, nel rispetto dello Stato di diritto e attraverso strumenti multilaterali, e nella piena osservanza del diritto internazionale;

  5. si attende dal Consiglio federale che, in collaborazione con Stati che condividono gli stessi principi, adotti misure atte a contrastare in modo efficace pressioni e coercizioni che minano il funzionamento del multilateralismo e del diritto internazionale;

  6. invita il Consiglio federale a sostenere attivamente i meccanismi multilaterali di prevenzione delle violazioni del diritto internazionale, in particolare del divieto dell’uso della forza e dell’integrità territoriale.

Minoranza della Commissione (Portmann, Büchel Roland, Buffat, Grüter, Haab, Hess Erich, Nicolet, Reimann Lukas, Tuena, Vontobel): Respingere la dichiarazione

Verhandlungen

Comunicato stampa della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale del 20.01.2026

Sullo sfondo della violenta repressione delle proteste, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) si è occupata approfonditamente dell’attuale situazione politica e sociale in Iran, soprattutto in relazione con il perdurare delle proteste.

La CPE-N si mostra assai preoccupata per la violenza contro i manifestanti in Iran. Si è occupata in modo approfondito della situazione attuale, in particolare delle perduranti proteste e della repressione contro la popolazione civile. In quest’ottica, è stata informata dal Dipartimento federale degli affari esteri sulla situazione dei diritti umani, sull’impiego della violenza di Stato e sulla limitazione della libertà d’opinione e d’informazione. Ha poi discusso a fondo della posizione della Svizzera, in vista di eventuali sforzi diplomatici, in materia di diritto umanitario o sanzionatorio. La Commissione continuerà a seguire da vicino la situazione in Iran.

Nella sua prossima seduta la Commissione approfondirà altri focolai di crisi geopolitica, in particolare la Siria, Gaza e il Venezuela.

Alla luce degli attuali eventi e sviluppi geopolitici nonché della messa in discussione del diritto internazionale, con 12 voti contro 10 e 2 astensioni la Commissione ha adottato una dichiarazione del Consiglio nazionale (26.020) con riferimento al rispetto della Carta delle Nazioni Unite e all’integrità territoriale degli Stati.

Informazioni

Segreteria della Commissione della politica estera (CPE)

apk.cpe@parl.admin.ch

Commissione della politica estera (CPE)