26.026 · Oggetto del Consiglio federale · 2026-04-15
Dipartimento delle Finanze
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Zusammenfassung
Messaggio del 15 aprile 2026 concernente la modifica della legge sull’IVA (Aliquota speciale per le prestazioni nel settore alberghiero)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.04.2026
Il Consiglio federale adotta il messaggio concernente l’aliquota speciale IVA per le prestazioni nel settore alberghiero
Nella seduta del 15 aprile, il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente l’aliquota speciale IVA per le prestazioni nel settore alberghiero, attuando così una mozione che gli è stata trasmessa dal Parlamento e che chiede di continuare ad applicare un’aliquota speciale del 3,8 per cento. L’Esecutivo rinuncia a chiedere al Parlamento di approvare questo progetto.
Nel 1996, la Costituzione federale ha conferito al Parlamento la facoltà di stabilire, per l’imposizione delle prestazioni nel settore alberghiero, un’aliquota superiore a quella ridotta e inferiore a quella normale. Al momento, le prestazioni nel settore alberghiero sono tassate a un’aliquota speciale IVA del 3,8 per cento, la cui validità giungerà a scadenza alla fine del 2027.
La mozione Friedli 24.3635 «Aliquota speciale IVA. Pianificazione sicura per il settore del turismo», che il Parlamento ha trasmesso al Consiglio federale, chiede di applicare l’aliquota speciale per le prestazioni nel settore alberghiero oltre il 2027. L’Esecutivo ha svolto una procedura di consultazione su tale proroga e, in virtù dei pareri pervenuti, ribadisce la proposta di limitarne la validità alla fine del 2035. In futuro, la proroga della validità dell’aliquota speciale sarà dunque esaminata nell’ambito della discussione sul prolungamento della facoltà di riscuotere l’IVA, anch’essa limitata alla fine del 2035.
Si stima che proseguire l’applicazione dell’aliquota speciale comporterà a partire dal 2028 minori entrate di circa 300 milioni di franchi all’anno.
Il Consiglio federale riconosce l’importanza economica del turismo, tuttavia ritiene che la situazione economica attuale del settore alberghiero, che negli scorsi anni ha registrato cifre record, non giustifichi più la prosecuzione di tale sovvenzionamento.
Il Consiglio federale ha pertanto proposto di respingere la mozione e rinuncia ora a chiedere al Parlamento di approvare il progetto in questione.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 16.06.2026
Settore alberghiero, Iva ridotta non va prorogata oltre il 2027
L'aliquota speciale dell'IVA per le prestazioni nel settore alberghiero, del 3,8%, non va prolungata oltre il 2027.
Ne è convinto il Consiglio nazionale che oggi, con 105 voti contro 75 e 15 astenuti, non è entrato in materia su un disegno del Consiglio federale frutto di una mozione della "senatrice" Esther Friedli (UDC/SG). Il dossier passa ora agli Stati.
Qualora anche la Camera dei Cantoni si esprimesse contro l'entrata nel merito, il settore dovrà pagare un'aliquota ordinaria dell'IVA dell'8,1%.
La votazione odierna alla Camera del popolo è stata preceduta da accese discussioni. La maggioranza commissionale ha sottolineato che la proroga dell'aliquota speciale è uno strumento collaudato, finanziariamente sostenibile per la Confederazione, il cui obiettivo è quello di sgravare ampiamente il settore turistico.
Questo obiettivo - ha sostenuto Philipp Matthias Bregy (Centro/VS) a nome della commissione - è tuttora giustificato, alla luce del franco forte e del fatto che il turismo è molto sensibile alle crisi e deve continuamente subire battute d'arresto, si pensi per esempio alla guerra in Iran.
Ne beneficiano soprattutto grandi strutture
Quella che era la minoranza commissionale ha invece sostenuto che l'aliquota ridotta non è uno strumento mirato e che il suo effetto sul turismo è notoriamente limitato. A beneficiarne sono soprattutto le strutture ricettive di grandi dimensioni, che difficilmente ripercuotono lo sgravio sui propri ospiti, hanno sottolineato vari oratori di sinistra come di destra.
Ci si può chiedere, ha detto Paolo Pamini (UDC/TI), se uno strumento di incentivazione di questo tipo sia ancora appropriato, considerando che a beneficiarne sarebbero soprattutto gli hotel e le grandi catene nelle città, e non i piccoli alberghi delle regioni periferiche. A titolo personale, Pamini ha sostenuto il progetto - anche perché i suoi suoceri hanno un hotel sulla Piazza Grande a Locarno - ma ha aggiunto che il suo gruppo parlamentare era fortemente diviso.
Altri oratori, come Jürg Grossen (Verdi liberali/BE), hanno rilevato come, dopo il crollo dovuto alla pandemia di coronavirus, il turismo svizzero si trovi ora ai massimi storici e non necessita più di un'aliquota speciale nel settore alberghiero.
Prorogata sei volte
Al voto, il "no" alla proroga dell'aliquota speciale sino al 2035 è stato sostenuto dalla sinistra, dai Verdi liberali e da una maggioranza di esponenti dell'UDC, mentre solo il Centro e la metà dei rappresentanti del PLR erano favorevoli al rinnovo.
L'Iva ridotta per il settore alberghiero è entrata in vigore nel 1996 ed è poi stata prorogata per sei volte. Un aiuto quindi che la maggioranza commissionale (seppure di misura, per 13 voti a 11) non intendeva abbandonare - scade nel 2027 - tant'è che ha accolto la mozione Friedli nel 2025 per un ulteriore prolungamento.
Tale mozione era però invisa all'Esecutivo, poiché il tasso ridotto causa minori entrate per lo Stato pari a circa 300 milioni di franchi all'anno, e ciò in un periodo di difficoltà finanziarie. Per il Consiglio federale, inoltre, la situazione economica attuale del settore alberghiero, che negli scorsi anni ha registrato cifre record, non giustifica più la prosecuzione di tale sovvenzionamento. Per questa ragione il Governo, per bocca della ministra delle finanze Karin Keller-Sutter, ha rinunciato a chiedere al Parlamento di approvare il progetto in questione.
Informazioni
Segreteria della Commissione dell'economia e dei tributi (CET)
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