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26.1019 · Interrogazione · 2026-03-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ha deciso di stanziare un totale di 5 miliardi di franchi per la ricostruzione dell’Ucraina tra il 2025 e il 2036. Per la prima fase, che termina nel 2028, sono stati previsti 1,5 miliardi di franchi, interamente finanziati dal bilancio della Cooperazione internazionale (CI). In vista della seconda fase (2029–2036) il Consiglio federale ha annunciato che valuterà ulteriori fonti di finanziamento per i restanti 3,5 miliardi di franchi. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

1. Quali fonti di finanziamento aggiuntive sta esaminando?

2. Intende stanziare fondi per il settore privato svizzero anche negli anni successivi al 2028? In caso affermativo, come si può garantire che tali fondi non provengano dal bilancio della CI e che la Svizzera non venga nuovamente richiamata dall’OCSE per la sua pratica dell’aiuto vincolato?

3. Sta valutando opzioni alternative per sostenere il settore privato svizzero in Ucraina? Se sì, quali?

4. Nella sua risposta all’interpellanza Schneider-Schneiter (25.4418) il Consiglio federale menziona «un utilizzo più ampio delle garanzie come opzione per facilitare, in futuro, gli investimenti privati». Questa opzione viene presa in considerazione anche per sostenere il settore privato in Ucraina? Come si può garantire che un eventuale nuovo strumento per la concessione di garanzie non venga finanziato con i fondi della CI?

5. Si sta valutando l’introduzione di un’assicurazione contro i rischi di guerra tramite l'ASRE come opzione supplementare per sostenere il settore privato svizzero?

Stellungnahme des Bundesrates

1. In questa fase non è stata ancora esaminata concretamente alcuna fonte di finanziamento supplementare. Il Consiglio federale analizzerà la questione a tempo debito, in vista della preparazione della strategia di cooperazione internazionale (CI) 2029–2032.2. Nell’ambito del programma per l’Ucraina 2025–2028, il Consiglio federale prevede un coinvolgimento mirato del settore privato, a complemento degli strumenti classici della cooperazione internazionale. Questo approccio mira a contribuire a una ripresa economica duratura e a mobilitare investimenti privati, in conformità con le priorità definite insieme alle autorità ucraine.Le modalità per il periodo successivo al 2028 non sono ancora state definite. Il Consiglio federale punta a una soluzione che tenga conto dei diversi interessi, in particolare delle esigenze di ricostruzione in Ucraina.3. Il programma per l’Ucraina prevede già una serie di strumenti volti a rafforzare la partecipazione del settore privato e a migliorare le condizioni quadro per gli investimenti. In questa fase è prematuro pronunciarsi su opzioni sostanzialmente nuove. Il Consiglio federale privilegia un approccio graduale basato sullo sviluppo e sull’adeguamento degli strumenti esistenti. L’introduzione di misure supplementari, in particolare di misure di riduzione dei rischi, potrebbe richiedere adeguamenti del quadro giuridico, che saranno esaminati se necessario.4. La CI della Svizzera adatta i propri strumenti ai vari contesti. Va notato che le banche multilaterali di sviluppo cofinanziate dalla Svizzera, come la BERS e la Banca mondiale, dispongono di propri organismi di garanzia.Entro la metà del 2027 il Consiglio federale valuterà, attraverso progetti pilota, se sia possibile e opportuno introdurre un sistema di garanzia o altri meccanismi volti a facilitare gli investimenti privati. I risultati di tale analisi consentiranno di stabilire se un simile approccio debba essere esteso all’intero settore dell’aiuto allo sviluppo, in particolare a quello in Ucraina. Tuttavia, l’attuazione concreta di tali strumenti dipende dalle basi giuridiche in vigore. Le istituzioni esistenti non dispongono necessariamente, in questa fase, delle competenze necessarie per un’applicazione estesa. Il Consiglio federale esaminerà la questione nell’ambito dei suoi lavori in corso.5. Nel programma di ricostruzione dell’Ucraina, il Consiglio federale sottolinea che una parte dei rischi legati alle attività commerciali in Ucraina doveva essere assunta per consentire al settore privato di investire in questo Paese (p. es. assicurazione contro i rischi di guerra). La riduzione dei rischi continuerà ad avvenire attraverso la partecipazione a meccanismi di riduzione dei rischi con istituzioni finanziarie internazionali (IFI) e, se possibile, con l’UE. Ad esempio, la Confederazione ha partecipato con cinque milioni di franchi svizzeri all’Ukraine Recovery and Reconstruction Guarantee Facility (URGF) della BERS. Questo strumento prevede un meccanismo di assicurazione contro i rischi di guerra per compensare il ritiro delle società di riassicurazione internazionali.Il Consiglio federale ritiene che proporre un’assicurazione svizzera contro i rischi di guerra su base bilaterale tramite l’ASRE o un altro ente non sia una soluzione adeguata, in particolare a causa dell’ impossibilità di diversificare i rischi. Le assicurazioni contro i danni materiali, ad esempio agli impianti di produzione o durante il trasporto, rientrano nell’assicurazione dei beni, ambito per il quale l’ASRE non è adatta. Inoltre, i prodotti assicurativi contro i rischi di guerra dovrebbero essere accessibili anche alle imprese ucraine, perché sono queste ultime che, in ultima analisi, devono fornire una parte importante degli sforzi necessari alla ricostruzione. Anche per questo motivo è opportuno privilegiare soluzioni multilaterali.L’ASRE può invece offrire già oggi alle imprese svizzere un’assicurazione contro il rischio di mancato pagamento per le esportazioni verso l’Ucraina. Tuttavia, in tempo di guerra, il premio è troppo elevato a livello internazionale per suscitare l’interesse delle imprese. Inoltre, la legge vieta di assicurare rischi troppo elevati, come quelli attualmente presenti nella parte orientale del Paese.