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Per il referendum obbligatorio (doppia maggioranza) su ogni trattato istituzionale o accordo di portata equivalente con l'Unione europea

26.301 · Iniziativa cantonale · 2026-02-25

Parlamento

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

II Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino, visto l'articolo 160 della Costituzione federale che riconosce a ciascun Cantone il diritto di sottoporre iniziative all'Assemblea federale;

visto l'articolo 59 capoverso 1 lettera r della Costituzione cantonale che attribuisce al Gran Consiglio l'esercizio dei diritti di iniziativa e referendum conferiti al Cantone dal diritto federale;

considerato il ruolo del Cantone nel vigilare sull'applicazione dei trattati internazionali conclusi dalla Confederazione (art. 4 Costituzione cantonale);

presenta alle Camere federali la seguente iniziativa cantonale:

Modifica della Costituzione federale:

Art 140 Referendum obbligatorio

cpv.1 lett. b. bis nuova) "i trattati internazionali che comportano per la Svizzera un obbligo generale di ripresa dinamica del diritto di un'organizzazione sopranazionale o internazionale dotata di poteri normativi, che istituiscono meccanismi vincolanti di sorveglianza o di composizione delle controversie idonei a incidere sull'autonomia legislativa o giudiziaria della Confederazione o dei Cantoni; segnatamente gli accordi istituzionali con l'Unione europea."

1. Coordinamento: Negli articoli 140 e 141 si procede agli adeguamenti formali necessari; in particolare si precisa che i trattati rientranti nella nuova lett. b bis non sono soggetti al referendum facoltativo di cui all'art. 141 cpv. 1 lett. d.

2. Disposizione transitoria: Gli eventuali negoziati in corso con l'UE finalizzati a un accordo istituzionale o a trattati che comportino ripresa dinamica del diritto dell'UE sono conclusi dal Consiglio federale sotto riserva dell'esito della votazione obbligatoria ai sensi dell'art. 140 cpv. 1 lett. b bis.

Begründung

Nell'attuale accordo quadro istituzionale 2.0, l'UE richiede alla Svizzera diversi elementi quali la ripresa automatica (dinamica) del diritto europeo, meccanismi di sorveglianza e, in talune versioni negoziali, la possibilità di ricorso a organi arbitrali o alla Corte di giustizia dell'UE per la soluzione delle controversie. Questi elementi incidono direttamente e in modo impattante sull'autonomia legislativa svizzera e sul margine decisionale democratico interno nel nostro Paese. Ciò è qualcosa di estremamente pericoloso per la nostra autonomia e indipendenza, per ciò che siamo fondamentalmente come Confederazione elvetica. E, sebbene la politica internazionale sia di principio di competenza della Confederazione, tali accordi toccano una serie di temi con conseguenze rilevanti anche di competenza dei Cantoni. In Svizzera abbiamo un sistema per cui la competenza originale a disciplinare la materia è dei Cantoni e la Confederazione si occupa unicamente delle cose che la Costituzione federale le assegna. Questi accordi stravolgono invece il nostro assetto istituzionale sovrapponendogli il diritto europeo.

Alla luce di tutto ciò, la presente iniziativa cantonale chiede che i trattati istituzionali con l'Unione Europea siano sottoposti a referendum obbligatorio, in altre parole che siano obbligatoriamente posti in votazione popolare (con doppia maggioranza per essere considerati approvati), in particolare se questi minacciano la sovranità nazionale.

Attualmente, ai sensi dell'art. 140 Costituzione federale, sono sottoposti obbligatoriamente al voto di Popolo e Cantoni (doppia maggioranza) le modifiche costituzionali, l'adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità-sopranazionali, e talune leggi urgenti. I trattati internazionali ordinari, invece, cadono in linea di principio sotto il regime del referendum facoltativo (art. 141 cpv. 1 lett. d).

A scanso di equivoci, alla luce anche di numerose testimonianze e prese di posizione pubbliche di esperti in materia, per la maggioranza/minoranza della Commissione, già oggi questo accordo avrebbe dovuto essere sottoposto a referendum obbligatorio per tutti i motivi espressi nel presente rapporto. Questa iniziativa mira a fare ulteriore e (speriamo) definitiva chiarezza in ciò che dovrebbe essere già ampiamente chiaro e assodato.

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