26.3020 · Postulato · 2026-02-23
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto nel quale viene analizzato il potenziale idroelettrico svizzero per il periodo 2030–2080 e vengono considerati gli effetti degli scenari climatici e i risultati dei rapporti in adempimento dei postulati 21.3974 e 23.3006.
Il rapporto deve in particolare:
consolidare i potenziali individuati in tali rapporti, con una distinzione tra potenziale tecnico, potenziale economicamente realizzabile e potenziale giuridicamente realizzabile nel quadro delle prescrizioni vigenti;
valutare lo sviluppo del potenziale idroelettrico legato allo scioglimento dei ghiacciai, precisando la fase transitoria di possibile aumento, l’orizzonte temporale del picco di produzione e l’eventuale calo a lungo termine;
valutare le ripercussioni finanziarie e tecniche sui concessionari e sulla collettività (adeguamento delle infrastrutture, gestione dell’interrimento, sicurezza degli impianti);
valutare la coerenza tra la durata usuale delle concessioni idroelettriche (70-80 anni), le traiettorie climatiche e il fabbisogno energetico a lungo termine;
analizzare i rischi e gli effetti sistemici connessi alle future riversioni delle concessioni, in particolare le possibili ripercussioni sulle decisioni d’investimento e di modernizzazione degli impianti, i rischi derivanti dalle incertezze delle convenzioni sul valore residuo, le possibili ripercussioni sulla stabilità della produzione idroelettrica nazionale e le possibilità di coordinamento tra Confederazione, Cantoni ed enti pubblici concedenti, allo scopo di evitare una frammentazione delle decisioni strategiche.
Begründung
L’energia idroelettrica è da sempre il pilastro dell’approvvigionamento elettrico svizzero e la principale fonte energetica nazionale pilotabile. I rapporti in adempimento dei postulati 21.3974 (scioglimento dei ghiacciai) e 23.3006 (rinnovamento e ampliamento) hanno evidenziato un notevole potenziale tecnico, ma la cui quota economicamente e giuridicamente realizzabile è limitata e fortemente dipendente dalle condizioni ambientali e di concessione.
Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe portare a una fase transitoria di aumento del potenziale, seguita da un calo a più lungo termine. Considerando che gli impianti idroelettrici sono progettati per un orizzonte temporale di 70-80 anni, sembra necessaria un’analisi previsionale oltre il 2030 per anticipare questi sviluppi e garantire la coerenza tra politica climatica, pianificazione energetica e diritto in materia di concessioni. Una visione prospettica contribuisce ad anticipare meglio i rischi.
Il regime delle concessioni, di competenza dei Cantoni o dei Comuni, costituisce un fattore strutturante. Le scadenze delle riversioni giungono in un momento in cui sono necessari ingenti investimenti per la modernizzazione e gli adeguamenti dettati dal clima. Le incertezze relative al valore residuo e alle modalità di rinnovo possono frenare gli investimenti e creare un divario tra obiettivi energetici nazionali e priorità locali.
Nel periodo 2030–2080, una concentrazione delle riversioni delle concessioni potrebbe compromettere lo sviluppo degli investimenti, frammentare la pianificazione e rendere volatile la produzione di energia idroelettrica. È quindi necessario disporre di uno scadenziario, di un’analisi dell’impatto che queste scadenze avranno sulla produzione e di una valutazione dei meccanismi di coordinamento istituzionale.
Con il presente postulato si mira a fornire al Parlamento una base analitica consolidata che consenta di valutare la sostenibilità e lo sviluppo a lungo termine del patrimonio idrico svizzero nell’ottica della sicurezza dell’approvvigionamento. [PG1]
[PG1]Ce paragraphe n’existe qu’en français. Biffer si nécessaire.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’Ufficio federale dell'energia sta attualmente aggiornando le valutazioni relative al potenziale idroelettrico, le quali fungeranno da scenari di riferimento per le Prospettive energetiche 2060. Le valutazioni tengono conto dei risultati dei rapporti in adempimento dei postulati della CAPTE-N «Analisi del potenziale idroelettrico legato allo scioglimento dei ghiacciai» (Mo. 21.3974) e «Potenziale di rinnovamento e di ampliamento delle grandi centrali idroelettriche» (Mo. 23.3006), nonché degli effetti dei cambiamenti climatici. I risultati sono riportati nel rapporto tecnico sulle Prospettive energetiche. Una valutazione separata successiva potrebbe non essere più presa in considerazione a causa dello scadenzario delle Prospettive energetiche. Per il momento, la valutazione delle ripercussioni finanziarie e tecniche e della coerenza della durata delle concessioni dovrebbe essere eseguita separatamente per ogni impianto, idealmente durante la fase di preparazione del rinnovo della concessione da parte del futuro concessionario e delle autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni. Il diritto federale prevede che le concessioni abbiano una durata massima di 80 anni, ma le autorità competenti e il concessionario sono liberi di predisporre durate più brevi, ad esempio nei casi in cui si prevedano solo pochi investimenti. Mentre i Cantoni dispongono delle risorse idriche (art. 76 cpv. 4 Cost.), la Confederazione dispone soltanto di una competenza di principio limitata a determinati ambiti del diritto delle acque (art. 76 cpv. 2 Cost.). Il Consiglio federale riconosce la complessità dei negoziati nell’ambito delle riversioni imminenti e in questo quadro aveva proposto di adottare la mozione della CAPTE-N «Garantire gli investimenti mirati ad ampliare e modernizzare gli impianti idroelettrici» (Mo. 23.3021). Tuttavia, nel giugno 2024 il Consiglio degli Stati ha respinto la mozione e di conseguenza il Parlamento non ha ancora ritenuto necessario intervenire sulla questione. In merito alle incertezze legate alle convenzioni sul valore residuo, infine, i Cantoni di Berna, dei Grigioni e del Vallese, nonché la Conferenza dei direttori cantonali dell'energia (CdEN) hanno garantito alla Confederazione che non vi è alcuna necessità di intervenire. Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che il rapporto richiesto dal postulato non offra alcun valore aggiunto significativo.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.