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26.3064 · Interpellanza · 2026-03-05

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

  1. Come giudica le attuali possibilità di rimpatrio in Siria, in particolare rispetto a Paesi quali la Germania o l’Austria?

  2. Quali ostacoli concreti impediscono attualmente alla Svizzera di effettuare rimpatri verso la Siria?

  3. Quale ruolo svolge l’assenza di una rappresentanza svizzera a Damasco in questo contesto? Nel 2017 la Svizzera ha aperto un ufficio umanitario a Damasco. Questo ufficio aiuta la SEM a identificare i cittadini siriani e a facilitare il loro ritorno volontario?

  4. Il Consiglio federale sta valutando la riapertura di un’ambasciata o di una rappresentanza svizzera a Damasco? In caso negativo, perché no?

  5. Quali strutture diplomatiche o consolari minime sarebbero a suo avviso necessarie per eseguire i rimpatri in modo pragmatico e giuridicamente certo?

  6. In che misura una presenza svizzera in loco potrebbe facilitare e accompagnare i ritorni volontari in Siria?

  7. Quali rischi e opportunità in materia di politica di sicurezza, estera e migratoria ravvisa nella ripresa delle relazioni diplomatiche con la Siria?

Begründung

Il Consiglio federale persegue il duplice obiettivo di rimpatriare in maniera sistematica i richiedenti l’asilo respinti e promuovere i ritorni volontari. Tuttavia, resta difficile rimpatriare persone in Siria. Prima dello scoppio della guerra civile, la Svizzera disponeva di una propria rappresentanza diplomatica a Damasco, chiusa nel 2012. La situazione è nel frattempo cambiata: il nuovo regime siriano cerca il riconoscimento internazionale. A novembre 2025 gli Stati Uniti hanno abrogato le sanzioni contro il presidente in carica. Nel marzo 2025 la Germania ha riaperto la sua ambasciata a Damasco e da allora esegue rimpatri verso la Siria. Una politica efficace di rimpatrio esige imperativamente una presenza in loco. Senza strutture diplomatiche e consolari è infatti molto più difficile verificare l’identità delle persone, ottenere documenti di viaggio e coordinare con le autorità locali i ritorni e i rimpatri.

Stellungnahme des Bundesrates

1-3, 5-6. I ritorni volontari in Siria sono attualmente possibili e sono già realtà. Nel 2025 i Cantoni hanno infatti organizzato, in collaborazione con la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 139 ritorni volontari, quasi dieci volte in più rispetto all’anno precedente.Per quanto riguarda i rimpatri coatti, la SEM riesamina costantemente le condizioni quadro a livello operativo, che rimangono tuttavia instabili e poco prevedibili. Secondo la SEM attualmente 47 persone sono in attesa di essere rinviate in Siria. L’organizzazione dei rimpatri coatti non dipende dalla presenza di una rappresentanza svizzera in loco, bensì dalla disponibilità di collegamenti aerei regolari e affidabili con il Paese in questione. Occorre inoltre che la sicurezza del personale svizzero in loco possa essere garantita e che le autorità siriane rilascino documenti di viaggio sostitutivi. La SEM è in stretto contatto con le competenti autorità siriane e segue da vicino l’evolversi della situazione nel Paese. La presenza o assenza di una rappresentanza diplomatica svizzera in Siria non incide sul processo di rimpatrio in quanto tale. 4. Al momento non è prevista la riapertura di un’ambasciata a Damasco. Alla luce della situazione attuale, il Dipartimento federale degli affari esteri ha deciso di trasformare l'ufficio umanitario in un ufficio di cooperazione. La SEM è responsabile di attuare i rimpatri di competenza della Confederazione e non dipende dall’esistenza di strutture consolari. 7. La Svizzera non ha mai interrotto le sue relazioni diplomatiche con la Siria. A causa della situazione nel Paese il 29 febbraio 2012 ha tuttavia chiuso la sua ambasciata a Damasco per motivi di sicurezza. I canali diplomatici tra i due Paesi sono rimasti aperti. Dal 2021 gli affari diplomatici e consolari sono trattati dall’ambasciata svizzera a Beirut.