26.3072 · Mozione · 2026-03-09
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
l Consiglio federale è incaricato di mantenere il livello dei prezzi del carburante a quello precedente al 28 febbraio 2026 mediante una riduzione dell’imposta sugli oli minerali.
Begründung
L’imposizione dei carburanti in Svizzera avviene principalmente tramite l’imposta sugli oli minerali (incl. il relativo supplemento), pari a circa 77–80 centesimi al litro, e l’IVA dell’8,1 per cento. Si tratta di una delle aliquote sul carburante più elevate d’Europa. Dall’inizio della quarta Guerra del Golfo, il 28 febbraio 2026, i prezzi del carburante sono aumentati in modo costante e significativo. I gestori delle stazioni di servizio ipotizzano già un prezzo di due franchi al litro. In questo contesto va osservato che già prima del 28 febbraio 2026 si registravano tendenze inflazionistiche e una crescita economica stagnante. L’aumento dei prezzi del carburante comporta, in particolare, un aumento dei costi delle derrate alimentari e dei costi di costruzione. Per evitare che la Svizzera scivoli nell’inflazione e che la già debole crescita economica venga soffocata, è necessario che il Consiglio federale adotti subito delle misure di compensazione anticicliche. Tali misure possono essere attuate in modo semplice, rapido ed efficace, riducendo l’imposta sugli oli minerali in modo tale da mantenere il livello dei prezzi del 28 febbraio 2026.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Dalla fine di febbraio, la guerra in Iran e le incertezze che ne derivano hanno comportato un incremento dei prezzi del petrolio e del gas, aumentando quindi l’inflazione e frenando la crescita economica a livello internazionale. Attualmente, per la Svizzera si prevede che le conseguenze rimangano limitate. Dalle previsioni congiunturali della Confederazione del 18 marzo emergono per il 2026 un’inflazione pari allo 0,4 per cento e una crescita economica reale dell’1,0 per cento. Nel quadro dello scenario negativo della SECO, che prevede un prezzo del petrolio più elevato rispetto a quello dell’ipotesi tecnica dello scenario di base, il rischio di una recessione economica rimarrebbe basso; inoltre, anche in questo tipo di scenario un’inflazione dello 0,7 per cento si troverebbe comunque ancora in una fascia di prezzo stabile.In Svizzera l’imposta sugli oli minerali è strutturata come un’aliquota fissa e non è legata ai prezzi dei carburanti. Per tale motivo l’aliquota rimane invariata anche in caso di aumento dei prezzi. Nel confronto europeo, l’onere fiscale sulla benzina in Svizzera è relativamente basso; per quanto riguarda l’olio Diesel si colloca circa nella media.Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate all’aumento dei prezzi dei carburanti. Tuttavia non ritiene opportuno intervenire nella formazione dei prezzi. Un intervento causerebbe una distorsione degli incentivi degli operatori di mercato, poiché i prezzi più bassi farebbero aumentare la domanda. Si tratterebbe di una contraddizione rispetto all’impegno della Confederazione per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici.Oggi i prezzi dei carburanti si basano sul mercato, sono soggetti a variabilità temporali e variano da una stazione di rifornimento all’altra e da una regione all’altra. Sarebbe quindi difficile definire un livello generale dei prezzi con una data di riferimento. Inoltre, una riduzione generale dell’imposta sugli oli minerali non garantisce automaticamente che lo sgravio venga trasferito interamente ai clienti e che il livello dei prezzi venga rispettato in tutta la Svizzera.Una riduzione dell’imposta sugli oli minerali richiederebbe inoltre una modifica legislativa, motivo per cui non sarebbe possibile attuarla tempestivamente. A seconda dell’evoluzione dei prezzi, l’imposta sugli oli minerali dovrebbe essere costantemente adeguata al fine di mantenere il livello dei prezzi stabilito. Il sistema fiscale attuale non consente l’applicazione di aliquote dinamiche. Ogni adeguamento comporterebbe un elevato dispendio amministrativo per le imprese interessate e per l’amministrazione.Se i prezzi dei carburanti dovessero continuare ad aumentare sensibilmente, in caso estremo sarebbe necessario ridurre le aliquote a zero, il che causerebbe un notevole calo delle entrate per la Confederazione nella misura di diversi miliardi di franchi. Alla luce delle tensioni nel bilancio della Confederazione e dell’esigenza di un’infrastruttura dei trasporti mantenuta in modo adeguato, le perdite di entrate comporterebbero un ulteriore aumento dei deficit attuali. La maggior parte delle entrate è altresì a destinazione vincolata per il traffico stradale e aereo e serve per finanziare il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato. Pertanto, successivamente questi mezzi non sarebbero più disponibili nella misura attuale.Il Consiglio federale continua a osservare attentamente la situazione economica e l’evoluzione dei prezzi dell’energia e non ritiene la riduzione dell’imposta sugli oli minerali proposta né opportuna né efficace, in particolare a causa degli effetti collaterali indesiderati.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.