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La FINMA minaccia di rendere ancora più difficile l'accesso alla proprietà abitativa! Con il sostegno del Consiglio federale?

26.3078 · Interpellanza · 2026-03-10

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Da analisi e studi pubblicati di recente emerge che il sogno di possedere un’abitazione è ormai quasi irraggiungibile per la maggior parte delle famiglie svizzere. Nel contempo, in virtù dell’articolo 108 della Costituzione federale (Cost.), la Confederazione è tenuta a promuovere l’acquisto in proprietà di appartamenti e case per il fabbisogno privato personale. In particolare, le rigide condizioni di sostenibilità rappresentano per molti potenziali acquirenti un ostacolo difficile da superare (pubblicazione di Raiffeisen «Immobili in Svizzera – 1T 2026», pag. 11 segg.).

Ciononostante, la FINMA continua a criticare le banche svizzere, sostenendo che la loro prassi nella concessione dei crediti sia eccessivamente permissiva. In diverse occasioni ha inoltre minacciato di inasprire la normativa vigente, in particolare per quanto riguarda le regole di sostenibilità, da ultimo nel suo rapporto sul monitoraggio dei rischi pubblicato nel novembre 2025 («Monitoraggio FINMA dei rischi 2025», pag. 8 segg.). La conseguenza sarebbe chiara: la concessione di crediti verrebbe ulteriormente limitata e l’acquisto di un’abitazione di proprietà reso ancora più difficile.

A essere meno chiaro è se la FINMA agisca in modo autonomo oppure, piuttosto, se possa contare sul sostegno delle altre autorità competenti in materia di regolamentazione dei mercati finanziari. Nel mese di settembre 2025, il Dipartimento federale delle finanze (DFF), la Banca nazionale svizzera (BNS) e la FINMA non ravvisavano ancora la necessità di adeguare i cosiddetti strumenti macroprudenziali. Tra questi potrebbe figurare, ad esempio, l’introduzione di regole di sostenibilità uniformi. Nella loro replica all’ultimo rapporto sul Paese del Fondo monetario internazionale, il DFF, la BNS e la FINMA hanno espressamente affermato che la regolamentazione vigente è sufficiente e che la FINMA dispone di strumenti adeguati per intervenire in modo mirato nei confronti di istituti eccessivamente propensi al rischio.

Alla luce di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.

  1. Il Consiglio federale sostiene la FINMA nell’inasprimento dei requisiti in materia di sostenibilità?

  2. In caso affermativo, come si spiega il cambiamento di opinione del DFF in meno di sei mesi e come va interpretato in relazione alla promozione della proprietà abitativa secondo l’articolo 108 Cost.?

  3. In caso negativo, il Consiglio federale come garantisce la coerenza tra la prassi di vigilanza della FINMA, la politica dei mercati finanziari e la promozione della proprietà abitativa?

  4. In quale misura la FINMA è autorizzata a inasprire autonomamente i requisiti in materia di sostenibilità in assenza di una rispettiva decisione da parte del Parlamento?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole del fatto che negli ultimi anni in Svizzera l’accesso alla proprietà abitativa è diventato più difficile. Tuttavia, il motivo non è principalmente una maggiore cautela nella concessione dei crediti, bensì l’aumento dei prezzi degli immobili, riconducibile, tra le altre cose, all’offerta limitata e alla crescente scarsità di terreni edificabili. Secondo quanto dichiarato dalle banche e dalla BNS, non esiste inoltre alcun segnale di una stretta creditizia. Le informazioni di base sulla promozione della proprietà abitativa e sui relativi strumenti saranno contenute nel rapporto in adempimento del postulato 23.4323 Promozione della proprietà di abitazioni, depositato dalla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati, che il Consiglio federale adotterà nelle prossime settimane e sottoporrà all’attenzione del Parlamento. Ad domande 1–3: Il Consiglio federale è convinto che, nel contesto macroeconomico attuale, una politica prudente in materia di concessione dei crediti sia opportuna e necessaria per contenere i rischi sul mercato immobiliare e finanziario. La FINMA non ha introdotto alcune regole di sostenibilità uniformi e l’Esecutivo non è a conoscenza di iniziative in tal senso. L’introduzione di simili regole per tutte le banche è stata discussa nel quadro della modifica dell’ordinanza sui fondi propri (OFoP; RS 952.03), finalizzata all’attuazione nel diritto nazionale del completamento delle riforme di Basilea III (cfr. pag. 21 del commento relativo alla modifica dell’OFoP del 29.11.2023 [RU 2024 13]). Il Consiglio federale ha infine rinunciato a tale misura, in particolare per motivi di complessità. Tuttavia, nell’ambito della sua attività di vigilanza, la FINMA crea trasparenza sulla prassi delle banche, tenuto conto dell’autodisciplina basata su principi basilari. Poiché nella sua attività di vigilanza la FINMA può e deve intervenire in funzione dell’istituto specifico, in occasione dell’esame dei Paesi svolto dal Fondo monetario internazionale nel mese di settembre del 2025, le autorità hanno dichiarato di non ravvisare attualmente alcuna necessità di adeguare i cosiddetti strumenti macroprudenziali (cfr. pag. 40, IMF Switzerland Financial Stability Assessment2025). Per quanto riguarda invece la prassi di vigilanza della FINMA, il Consiglio federale non si esprime in merito, poiché questa esercita la sua attività di vigilanza in modo autonomo e indipendente (art. 21 della legge del 22.6.2007 sulla vigilanza dei mercati finanziari [LFINMA]; RS 956.1). Ad domanda4: Secondo l’articolo 72d capoverso 2 OFoP, la FINMA disciplina in dettaglio le prescrizioni relative alle direttive interne delle banche concernenti la sostenibilità. Nel commento relativo alla modifica dell’OFoP viene però puntualizzato che, per quanto riguarda le direttive concernenti le regole interne di sostenibilità, è prioritaria un’autodisciplina riconosciuta come standard minimo dalla FINMA; tale autorità stabilisce prescrizioni solo a titolo sussidiario (cfr. pag. 61 del commento relativo alla modifica dell’OFoP del 29.11.2023 [RU 2024 13]). Ciò è in linea con quanto dichiarato dalla FINMA nel proprio rapporto sul monitoraggio dei rischi secondo cui, per il momento, continuerà a monitorare gli sviluppi sul mercato.

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