26.3085 · Mozione · 2026-03-11
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sospendere il rilascio di nuove autorizzazioni d’esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti finché questi ultimi sono coinvolti in conflitti armati o conducono operazioni militari che potrebbero violare il diritto internazionale.
Il Consiglio federale è inoltre incaricato di valutare se le autorizzazioni già rilasciate siano da riesaminare alla luce dei criteri della legge federale sul materiale bellico e del diritto internazionale umanitario.
Begründung
Secondo le statistiche pubblicate dalla SECO, gli Stati Uniti sono tra i principali destinatari di materiale bellico svizzero. Nel 2025 sono stati la seconda destinazione in termini di valore delle esportazioni svizzere di materiale bellico.
La Svizzera applica criteri severi per l’esportazione di armi, in particolare il divieto di esportare verso Paesi coinvolti in conflitti armati interni o internazionali o se vi è il rischio di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Questi principi sono al centro della legge sul materiale bellico e costituiscono un elemento fondamentale della credibilità della politica estera svizzera.
Nel contesto geopolitico attuale, caratterizzato da vari interventi militari controversi e da operazioni che potrebbero violare il diritto internazionale, è legittimo esaminare con coerenza l’applicazione di questi criteri a tutti i Paesi destinatari di esportazioni svizzere, comprese le grandi potenze. Conformemente alla Carta delle Nazioni Unite, il ricorso alla forza armata tra Stati è lecito soltanto in due situazioni: quando è autorizzato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o quando si iscrive nel quadro del diritto di legittima difesa. Le operazioni militari che non si basano su nessuno di questi fondamenti giuridici costituiscono una violazione del diritto internazionale.
Il fatto che gli Stati Uniti non siano parte al Trattato sul commercio delle armi rafforza la necessità di un esame particolarmente rigoroso delle esportazioni verso questo Paese.
Per preservare la credibilità della politica di neutralità e di pace della Svizzera è necessario sospendere le esportazioni di materiale bellico verso gli USA finché questi ultimi sono coinvolti in conflitti armati o conducono operazioni contrarie al diritto internazionale.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Ogni domanda di esportazione di materiale bellico viene esaminata caso per caso, indipendentemente dal Paese destinatario, sulla base delle disposizioni applicabili della legge federale sul materiale bellico (LMB; RS 514.51). Gli articoli 22 e 22a definiscono le condizioni per l’autorizzazione di affari con l’estero. Queste condizioni stabiliscono, tra le altre cose, che gli affari con l’estero non devono violare il diritto internazionale pubblico né ledere i principi della politica estera svizzera e gli impegni internazionali da essa contratti (compresi il diritto della neutralità, il diritto internazionale umanitario e il Trattato sul commercio delle armi). Le domande che non soddisfano queste condizioni vanno respinte. Se le autorizzazioni d’esportazione sono già state rilasciate, l’articolo 19 capoverso 2 LMB prevede che possano essere sospese o revocate, se circostanze eccezionali lo esigono.Il 20 marzo 2026 il Consiglio federale ha valutato le ripercussioni dell’applicazione del diritto della neutralità sulle esportazioni di materiale bellico verso gli Stati coinvolti nel conflitto in Iran, tra cui gli Stati Uniti. La sua conclusione è stata che, dato il coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto armato internazionale ai sensi dell’articolo 22a capoverso 2 lettera a LMB, non possono essere autorizzate esportazioni di materiale bellico verso tale Paese finché il conflitto è in corso.Dall’inizio della guerra (28 febbraio 2026) non è stata autorizzata nessuna nuova domanda di esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti. Le autorizzazioni in corso restano valide in quanto i beni ancora da esportare non hanno al momento alcuna rilevanza per il conflitto. Un gruppo di esperti interdipartimentale, composto da rappresentanti del DEFR, del DFAE e del DDPS, è stato incaricato di riesaminare l’andamento delle esportazioni dei beni interessati sulla base delle licenze di esportazione verso gli Stati Uniti rilasciate prima del 28 febbraio 2026 per determinare se sia necessario adeguare la prassi in virtù del diritto della neutralità. La richiesta dell’autrice della mozione è quindi, di fatto, già adempiuta.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.