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26.3108 · Interpellanza · 2026-03-12

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La contaminazione da cereulide negli alimenti per lattanti ha minato la fiducia nell’industria alimentare, ma anche nelle autorità. In Svizzera ci è voluto troppo tempo prima che i prodotti contaminati fossero identificati e ritirati dal mercato. Gli alimenti per lattanti contaminati da cereulide costituiscono un serio pericolo per la salute di neonati e bambini piccoli. Il modo in cui la crisi è stata gestita dai colossi del settore alimentare ha ispirato ben poca fiducia. È inoltre preoccupante che l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria abbia apparentemente avuto scarsa influenza sulla rapidità e sulla dimensione del ritiro dei prodotti da parte dei produttori. Nestlé ha richiamato i suoi prodotti in 16 Paesi europei il 10 dicembre 2025, in Svizzera l’ha fatto soltanto all’inizio di gennaio. Danone ha ritirato dal mercato alcuni prodotti soltanto il 5 febbraio 2026. In Germania e Austria questo è avvenuto ben una settimana prima. Per settimane i genitori sono stati giustamente preoccupati e disorientati. È inoltre discutibile che i prodotti siano stati venduti per un periodo di tempo indefinito senza che le principali multinazionali del settore alimentare rilevassero la tossina cereulide.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Per un periodo di tempo imprecisato, la contaminazione non è stata rilevata e una volta determinata sono trascorse intere settimane prima che i prodotti fossero esaminati e ritirati dal mercato. Sono gli obblighi di legge in materia di controllo autonomo, gestione dei rischi e informazione nei confronti delle autorità e della popolazione a non essere abbastanza severi o sono le aziende interessate a non averli rispettati pienamente?

2. Sia Nestlé che Danone hanno richiamato i loro prodotti più tardi rispetto ai Paesi limitrofi. Per quale motivo?

3. I produttori adempiono in modo adeguato le proprie responsabilità e il proprio dovere in materia di controllo autonomo, soprattutto per prodotti così delicati come gli alimenti per lattanti?

4. Sia le autorità che i consumatori sono stati avvisati con un ritardo a dir poco inspiegabile. Le informazioni sono state tenute nascoste? Come interpretare le rassicurazioni di Danone, alla luce del fatto che una settimana dopo ha ritirato una serie di prodotti per l’infanzia?

5. Quali conseguenze devono aspettarsi le aziende in questione, qualora le autorità dovessero constatare lacune nelle procedure di verifica e nelle misure di sicurezza, nonché ritardi nei controlli e nella trasmissione delle informazioni?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 4. La sicurezza degli alimenti per lattanti ha la massima priorità. In Svizzera vige il principio secondo cui la responsabilità della sicurezza alimentare spetta in primo luogo alle aziende alimentari. Queste ultime sono tenute per legge, nell’ambito del proprio controllo autonomo (art. 74 dell’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso [ODerr]; RS 817.02), a garantire che vengano immessi sul mercato soltanto prodotti sicuri, a sorvegliare le proprie catene di fornitura e, in caso di sospetto pericolo per la salute, a informare immediatamente le autorità competenti (art. 84 ODerr). Le autorità, dal canto loro, pubblicano i richiami non appena ricevono le pertinenti notifiche. Da quando il caso è stato reso noto, le autorità cantonali di esecuzione, in collaborazione con l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), hanno richiesto alle aziende interessate tutta la documentazione rilevante e continuato a sollecitare ulteriori informazioni per verificare il rispetto delle prescrizioni di legge, in particolare per quanto riguarda il controllo autonomo (art. 26 della legge sulle derrate alimentari [LDerr]; RS 817.0), la protezione della salute in via precauzionale e l’obbligo d’informazione. La questione relativa alla trasmissione tardiva o incompleta delle informazioni da parte di singole aziende è oggetto degli accertamenti in corso. Queste indagini mirano in particolare a chiarire se sono state rispettate le prescrizioni legali e se le aziende hanno reagito con sufficiente rapidità. A prescindere da ciò, va sottolineato che, nel settore alimentare, i richiami vengono effettuati a titolo precauzionale già al solo sospetto di un possibile pericolo per la salute. Nel presente caso, tali richiami sono stati ampiamente effettuati per escludere qualsiasi rischio per i bambini in tenera età. 2. Le diverse tempistiche dei richiami nei singoli Paesi possono derivare in particolare da catene di fornitura e lotti di prodotto diversi. Le aziende interessate sono tenute ad analizzare costantemente la situazione e ad adottare misure immediate in caso di sospetto pericolo per la salute. Il 5 gennaio 2026 la Svizzera è stata informata di essere interessata dalla contaminazione. L’USAV ha quindi immediatamente pubblicato il richiamo. Da allora, tutti gli altri richiami da parte delle aziende interessate sono stati pubblicati immediatamente. Non si sono verificati ritardi da parte delle autorità. 3. Il controllo autonomo sancito per legge è un elemento centrale del sistema svizzero di sicurezza alimentare. Anche nel presente caso, la contaminazione è stata individuata nell’ambito del controllo autonomo. Allo stesso tempo, questo caso mostra che le complesse catene di fornitura globali possono comportare sfide. Le aziende interessate sono pertanto tenute a riesaminare criticamente i propri processi di garanzia della qualità e di controllo e, in particolare, a rafforzare ulteriormente la sorveglianza dei propri fornitori. Le autorità cantonali di esecuzione competenti verificano l’attuazione dei relativi miglioramenti. 5. La legislazione sulle derrate alimentari prevede diverse misure e sanzioni nel caso in cui le aziende non rispettino i propri obblighi legali. Le violazioni delle prescrizioni legali possono essere perseguite penalmente (art. 63–66 LDerr). Se e in che misura tali provvedimenti o sanzioni verranno applicati dipenderà dai risultati delle indagini in corso e rientrano nella competenza delle autorità cantonali di esecuzione. È fondamentale analizzare il presente caso con rigore. L’obiettivo è individuare eventuali lacune, garantire il rispetto delle prescrizioni legali e, se necessario, apportare adeguamenti per rafforzare ulteriormente la protezione della salute, in particolare quella dei lattanti e dei bambini in tenera età.