26.3127 · Interpellanza · 2026-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel rapporto sul trasferimento del traffico 2025 il Consiglio federale afferma che dal 2022 il traffico merci transalpino per ferrovia è in calo e perde quote di mercato a favore della strada. A risentirne in modo particolare è il traffico a carro completo (TCC): il volume delle merci trasportato nel TCC attraverso le Alpi è sceso tra il 2022 e il 2024 da 6,6 milioni di tonnellate a 5,9 milioni di tonnellate (-10,9 %), attestandosi così su uno dei livelli più bassi dal 2000. Ciò significa che circa un terzo delle perdite complessive registrate dal 2022 nel traffico merci per ferrovia attraverso le Alpi è attribuibile al TCC. Queste cifre mostrano che il TCC riveste un ruolo centrale nell’attuale calo dei volumi e non deve essere trascurato nella politica di trasferimento.
Il TCC continua a essere indispensabile per numerose tipologie di merci, in particolare per quelle che non possono essere trasportate in container. Mentre il trasporto combinato riceve contributi finanziari, per il TCC nel traffico transalpino non esistono strumenti analoghi.
Alla luce dell’articolo 84 capoverso 2 della Costituzione federale (Cost.), secondo cui il traffico transalpino di transito per il trasporto di merci deve avvenire in linea di principio tramite ferrovia, sorgono le seguenti domande:
Quali flussi specifici di traffico nel traffico merci attraverso le Alpi sono diminuiti o venuti meno negli ultimi anni nel TCC, in particolare nel traffico di transito?
Il Consiglio federale può escludere che una parte dei trasporti persi nel TCC sia stata trasferita alla strada o lo sarà in futuro?
Quale importanza attribuisce il Consiglio federale al TCC per il raggiungimento degli obiettivi di trasferimento di cui all’articolo 84 Cost.?
Come valuta il Consiglio federale gli attuali strumenti di promovimento nel traffico merci attraverso le Alpi, alla luce del fatto che il trasporto combinato beneficia di sussidi, mentre il TCC no?
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo l’articolo 8 della legge sul trasferimento del traffico merci (LTrasf;RS 740.1), ai fini del trasferimento del traffico pesante transalpino dalla strada alla rotaia la Confederazione promuove esclusivamente il traffico combinato. Esiste una correlazione tra lo sviluppo del traffico merci transalpino su strada e quello del traffico combinato: la diminuzione del numero di transiti di autocarri attraverso le Alpi osservata tra il 2010 e il 2021 (-27,6 %) è correlata a una forte crescita del traffico combinato non accompagnato (+31,7 %, misurato in invii). Come illustrato nel rapporto sul trasferimento del traffico 2025, dall’inizio del decennio il traffico merci ferroviario transalpino ha dovuto fare i conti con condizioni di produzione difficili, che hanno comportato un calo del traffico combinato non accompagnato (-10,6 %) e, di conseguenza, un aumento dei transiti di autocarri attraverso le Alpi (+7,3 %). Non si osserva invece alcuna correlazione tra lo sviluppo del TCC e quello del traffico merci transalpino su strada attraverso la Svizzera: in generale, negli ultimi due decenni si è registrato un forte calo del TCC (circa il 30 % dal 2010). Questa evoluzione è in gran parte determinata dai cambiamenti nei processi logistici e dal calo della domanda di merci alla rinfusa (il cosiddetto cambiamento della struttura delle merci). Nei Paesi di origine e di destinazione di numerosi servizi di trasporto, l’infrastruttura ferroviaria privata (binari di raccordo, impianti di carico) non è più sufficiente per consentire la formazione di treni a partire da diversi gruppi di carri o il trasporto con carri merci convenzionali tra i siti di produzione e i magazzini. In Lombardia, la più importante regione di origine e di destinazione del traffico merci transalpino a sud delle Alpi, non esiste più una stazione di smistamento efficiente. Il restante TCC nel traffico transalpino attraverso la Svizzera passa spesso per la stazione di smistamento di Chiasso o piccoli «railports» privati nel Nord Italia. L'attuale infrastruttura per il TCC è quindi fondamentale per lo sviluppo del TCC transalpino. Un altro fattore chiave che condiziona lo sviluppo del TCC, soprattutto in relazione al calo in atto dal 2022, è l’andamento congiunturale in Europa. A causa della guerra in Ucraina e della crisi energetica, si sono registrati cali soprattutto nei trasporti di prodotti dell'industria chimica e delle materie plastiche nonché dell'industria automobilistica (semilavorati e prodotti finiti). Alla luce di questi sviluppi, il Consiglio federale non ritiene necessario adeguare gli strumenti di promovimento del traffico merci ferroviario transalpino, anche perché, dall’entrata in vigore della revisione totale della legge sul trasporto di merci (LTM; RS 742.41) il 1° gennaio 2026, pure il TCC beneficia dei contributi di trasbordo e di carico secondo l’articolo 14 LTM per quanto riguarda l’importazione, l’esportazione e il traffico interno.