26.3146 · Interpellanza · 2026-03-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera intende raggiungere l’obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050 (art. 3 della legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica, LOCli). Dal 2008, viene riscossa una tassa sul CO2 applicata ai combustibili fossili, i cui proventi annui, pari a circa 1,2 miliardi di franchi, vengono ridistribuiti alla popolazione e all’economia o utilizzati per finanziare misure di promozione nei settori degli edifici e dell’energia. Attualmente, la politica climatica della Svizzera si basa sulla legge federale sul CO2 e sui valori obiettivo fissati per il periodo 2025–2030. Il Consiglio federale ha ora in programma di cambiare questo sistema: l’idea è di sostituire la tassa sul CO2 con un sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) per i settori degli edifici e dei trasporti, con limiti massimi di prezzo pari a 120 franchi per tonnellata di CO2 per l’olio da riscaldamento e a 20 franchi per i carburanti. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) elaborerà, entro giugno 2026, un progetto in merito.
Secondo l’articolo 50 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera, nell’ambito del suo agire, la Confederazione tiene conto delle possibili conseguenze per i Comuni e prende in considerazione la particolare situazione delle Città, degli agglomerati e delle regioni di montagna. Le catastrofi naturali, come quelle verificatesi a Bondo (2017), nella Mesolcina, in Vallemaggia (2024) e a Blatten (2025), evidenziano l’urgenza di intervenire con una politica climatica incisiva e la grande vulnerabilità delle valli alpine. Alla luce di quanto precede, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Quali vantaggi e svantaggi individua il Consiglio federale nell’ambito del previsto ampliamento del sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) ai settori degli edifici e dei trasporti per i Comuni e le regioni di montagna?
In che modo intende sostenere i Comuni e le regioni di montagna nel raggiungimento degli obiettivi climatici?
I provenienti derivanti dal SSQE saranno destinati anche a provvedimenti di adattamento ai cambiamenti climatici (come p. es. la protezione dai pericoli naturali) o verranno impiegati esclusivamente nel processo di decarbonizzazione dei settori degli edifici e dei trasporti?
Qualora i provenienti fossero destinati anche a provvedimenti di adattamento, quante di queste risorse ottenute dal SSQE verrebbero utilizzate per promuovere le energie rinnovabili, la decarbonizzazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici (p. es. protezione contro le piene, rinselvatichimento, protezione dal calore e inverdimento ecc.)?
In che modo il Consiglio federale adempie il proprio mandato costituzionale di verificare le possibili conseguenze che il cambiamento di sistema proposto avrà sulle regioni di montagna secondo l’articolo 50 della Costituzione federale?
Come si intende valutare le conseguenze del cambiamento di sistema in programma sui Comuni e sulle regioni di montagna?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1, 5 e 6) L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) stanno valutando le conseguenze dell’introduzione di un sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE 2) in un’approfondita analisi d’impatto della regolamentazione. I risultati saranno integrati nel progetto posto in consultazione. Domande 2, 3 e 4) Il Consiglio federale presenterà la sua proposta per la ripartizione dei fondi provenienti dal SSQE 2 nel progetto posto in consultazione. Il progetto è attualmente in fase di elaborazione e il Consiglio federale avvierà la relativa procedura di consultazione entro la fine del 2026.