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26.3201 · Interpellanza · 2026-03-18

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

A seguito del rogo di Crans Montana, l’Italia ha lanciato contro la Svizzera una campagna d’odio mediatica e politica senza precedenti.

Questa campagna d’odio – che evidentemente serve al governo di Roma per distogliere l’attenzione da problemi interni – è stata subita passivamente dal Consiglio federale, che non vi ha replicato adeguatamente. In Ticino questo atteggiamento remissivo ha irritato molti cittadini.

Malgrado le (scontate) rassicurazioni in senso contrario, è inoltre molto difficile credere che le pressioni provenienti dall’Italia non abbiano avuto un ruolo nella decisione del CF di accordare un contributo straordinario alle vittime di Crans Montana, poi confermata dalla maggioranza del Parlamento. Una decisione sbagliata che crea un pericoloso precedente.

Tra le mosse anti-svizzere più incredibili messe in campo da Roma, si segnala il ritiro dell’ambasciatore, deciso dal governo italiano il 24 gennaio scorso: un’iniziativa simbolicamente grave, che in genere viene presa in caso di guerra, ed inaudita tra Paesi “amici”; a maggior ragione durante il dibattito politico sulla sottoscrizione dei nuovi accordi Svizzera-UE.

Chiedo al Consiglio federale:

  1. Perché il CF non ha ritirato l’ambasciatore di Svizzera dall’Italia, a seguito del richiamo dell’ambasciatore italiano?

  2. Come valuta il CF il fatto che l’ambasciatore d’Italia a tutt’oggi non sia ancora rientrato?

  3. E’ intenzione del CF fissare all’Italia un termine perentorio ravvicinato per il ritorno dell’ambasciatore, trascorso infruttuosamente il quale verrà richiamato l’ambasciatore svizzero a Roma?

Stellungnahme des Bundesrates

1. In situazioni come la tragedia di Crans-Montana, il Consiglio federale ritiene importante che la Svizzera sia rappresentata ai massimi livelli nei Paesi interessati per avere un contatto diretto con le autorità, rispondere a eventuali domande, dissipare dubbi e spiegare il funzionamento del sistema svizzero. Inoltre, il mantenimento dei canali diplomatici esistenti facilita il proseguimento dei lavori su tutti gli affari in corso, che hanno continuato a svolgersi in un clima di immutata fiducia e cooperazione. 2. e 3. L’ambasciatore italiano è rientrato in sede a Berna all’inizio di aprile 2026. Il Consiglio federale ne ha preso nota.

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