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26.3224 · Mozione · 2026-03-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi giuridiche affinché l’esportazione di materiale soggetto alla legge sugli embarghi possa essere subordinata alla condizione di garantire il pieno controllo lungo l’intera catena di fornitura per escludere qualsiasi operazione di elusione; in particolare, occorre valutare l’introduzione dell’obbligo di marcatura per tutti i componenti e gli assemblaggi, il controllo dell’utilizzatore finale mediante dichiarazioni di non riesportazione e ispezioni post-spedizione e l’avvio di uno scambio internazionale di dati su vasta scala.

Begründung

Non è ammissibile che uno Stato che viola il divieto di ricorso alla forza sancito dalla Carta delle Nazioni Unite e che, per questo motivo, è soggetto alle sanzioni dell’UE adottate dalla Svizzera, venga rifornito di semiconduttori, macchine utensili altamente complesse o altre tecnologie avanzate rilevanti dal punto di vista militare.

Secondo quanto riportato dai media, però, le cose stanno proprio così. I droni e gli altri mezzi d’attacco con cui la Russia sta conducendo la sua brutale guerra di aggressione contro l’Ucraina contengono regolarmente componenti di chiara provenienza svizzera, tra cui componenti elettronici della STMicroelectronics N.V. (Plan-les-Ouates, Cantone di Ginevra), della Traco Power International (sede centrale: Traco Electronic AG, Baar, Cantone di Zugo) e della u-blox Holding AG (Thalwil, Cantone di Zurigo). Secondo fonti di stampa, dallo scoppio della guerra di aggressione russa le forniture di queste aziende verso Paesi come la Turchia e la Cina sono aumentate vertiginosamente; questi Paesi inoltrano poi alla Russia i componenti elettronici provenienti dalla Svizzera. In Ucraina, infatti, vengono continuamente ritrovati componenti svizzeri tra le macerie dei mezzi d’attacco russi abbattuti.

Lo stesso è stato riferito in merito a macchine utensili altamente complesse soggette alla legge sugli embarghi che giungono in Russia passando per la Turchia, la Cina e altri Paesi; tra esse vi sono anche prodotti della StarragTornos Group AG (Rorschacherberg, Cantone di San Gallo), della United Grinding Group (Berna, ex GF Machining Solutions Switzerland SA, Bienne) o della Mägerle AG Maschinenfabrik (Fehraltdorf, Cantone di Zurigo).

Il Consiglio federale è incaricato di garantire che tali prodotti possano essere forniti all’Ucraina e agli Stati che la sostengono e che rispettano rigorosamente le sanzioni dell’UE, ma non alla Russia né agli Stati attraverso i quali è dimostrato che vengono effettuate operazioni di elusione.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di aderire alle sanzioni dell’UE contro la Russia, rafforzandone così l’impatto. Le sanzioni, che sono uno strumento importante per rispondere alle violazioni del diritto internazionale, hanno maggiore efficacia se applicate di concerto con altri Paesi. Non è possibile né opportuno imporre ulteriori obblighi alle imprese svizzere sulla base della legge sugli embarghi.L’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72) vieta qualsiasi esportazione verso la Russia, anche dei beni a duplice impiego o dei beni destinati al rafforzamento tecnologico. Tale divieto si applica anche alle forniture effettuate attraverso Paesi terzi. Le imprese svizzere sono già tenute, in base al diritto vigente, a rispettare gli obblighi di diligenza corrispondenti. Inoltre, in caso di esportazione verso Paesi terzi, devono vietare contrattualmente qualsiasi riesportazione verso la Russia di beni critici (common high priority items).La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) lavora a stretto contatto con i partner nazionali e internazionali per impedire tali operazioni. In particolare, ricorre attivamente all’assistenza amministrativa e giudiziaria prevista dalla legge per lo scambio di informazioni ed è in stretto contatto con le imprese svizzere per contrastare efficacemente i rischi di elusione. I controlli al confine svizzero sono effettuati dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini. La SECO persegue sistematicamente le violazioni delle sanzioni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.