26.3226 · Interpellanza · 2026-03-19
Cancelleria federale
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Prima della votazione su «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» l'emittente di Stato russa RT DE.[1] ha condotto una campagna di disinformazione nel tentativo, oltre che di influenzare l'elettorato, di alimentare risentimenti già presenti e di instillare dubbi di fondo nella società.
Dal momento che nei prossimi mesi e anni saremo chiamati alle urne in diverse occasioni per decidere su questioni sostanziali relative al futuro della Svizzera e al suo posizionamento in materia di politica estera – ad esempio l'iniziativa sulla Svizzera da 10 milioni di abitanti o l'iniziativa sulla neutralità – e poiché queste campagne di disinformazione costituiscono un attacco diretto al cuore della democrazia diretta, rivolgo le seguenti domande al Consiglio federale:
Quali conclusioni ha tratto il Consiglio federale dalla campagna di disinformazione condotta da RT DE riguardo all'iniziativa SSR e quali misure intende eventualmente adottare? In che misura le informazioni false sono state corrette?
In linea generale, come valuta il Consiglio federale l'attuale situazione in materia di attività di influenza e disinformazione in relazione alle votazioni federali?
In che modo il Consiglio federale intende garantire che in futuro le campagne in vista delle votazioni federali siano al riparo da tentativi di influenza, disinformazione o altre ingerenze illecite da parte di attori statali stranieri o di mandatari da essi incaricati?
Cosa intende fare concretamente il Consiglio federale per fare fronte al rischio di influenza e disinformazione russa in vista della votazione federale su «No a una Svizzera da 10 milioni! (iniziativa sulla sostenibilità)», sulla quale voteremo in giugno?
Come intende procedere il Consiglio federale se in occasione di future campagne in vista di votazioni dovessero emergere indizi di influenze straniere?
Quali provvedimenti ha già attuato il Consiglio federale fra quelli proposti nell'ambito del postulato 22.3006 della CPS-N?
Il Consiglio federale nel frattempo ha cambiato posizione riguardo all'adozione delle sanzioni dell'UE che prevedono la sospensione di otto licenze di radiodiffusione per aziende mediatiche russe? In caso contrario, perché?
[1] Anielle Peterhans, "Russischer Staatssender mischt sich in Abstimmung zu Halbierungsinitiative ein", Tages-Anzeiger, 16 febbraio 2026, consultabile sotto il link seguente: https://www-tagesanzeiger-ch.parl.swissconsortium.ch/halbierungsinitiative-russia-today-wirbt-mit-gefaelschter-srf-seite-766630482084
Stellungnahme des Bundesrates
Alla luce delle attività di influenza emerse in vista della votazione dell’8 marzo 2026, il Consiglio federale vede confermata la sua analisi delle minacce e la scelta di dare priorità alla lotta ai conflitti ibridi, in linea con il progetto sulla Strategia in materia di politica di sicurezza 2026. In generale, ritiene che la Svizzera e le sue istituzioni siano in grado di far fronte a questo tipo di tentativi di influenza. Il Gruppo di lavoro interdipartimentale sulle attività di influenza e disinformazione, guidato dalla Segreteria di Stato della politica di sicurezza (SEPOS), sta attuando gran parte delle misure contenute nel rapporto sulle attività di influenza e disinformazione [«Beeinflussungsaktivitäten und Desinformation», disponibile in ted. e franc.] in adempimento del postulato 22.3006. Discute, analizza e valuta regolarmente di questo tipo di minaccia e di come la situazione evolve. Nella sua analisi include non solo la disinformazione e i mezzi per esercitare pressioni, ma anche eventuali anomalie che potrebbero nascondere tentativi di influenzare elezioni e votazioni. Secondo la sua valutazione, sinora le elezioni e votazioni popolari non sono state oggetto di campagne di influenza coordinate e su larga scala riconducibili alla Russia. Sono sì state osservate alcune attività isolate volte ad amplificare opinioni critiche, ma non vi sono indizi che tali attività abbiano potuto influenzare concretamente l’esito delle votazioni. Il gruppo di lavoro esamina costantemente se sia opportuno adottare ulteriori misure nei settori della prevenzione e della resilienza o intervenire caso per caso con contromisure mirate. Tra queste rientra anche la possibilità di rettificare informazioni di attori statali manifestamente false, se la loro diffusione senza alcun commento rischia di provocare conseguenze negative. Le rettifiche vanno effettuate con particolare cautela, al fine di tutelare la libertà di opinione e di informazione ed evitare di rilanciare e quindi amplificare la disinformazione. Anche i media e gli attori politici svolgono un ruolo importante nel contestualizzare le informazioni in vista di elezioni e votazioni in Svizzera. Anche l’Ufficio federale di statistica (UST) fornisce informazioni affidabili basate su dati indipendenti, comparabili nel tempo e a livello internazionale, contribuendo così a contrastare la disinformazione. Il Consiglio federale ritiene che il rischio legato alle attività di influenza rimanga elevato e possa addirittura aumentare. Per questo punta soprattutto sulla prevenzione, attraverso una politica dell’informazione che favorisca maggiore oggettività e ostacoli i tentativi di manipolazione. Sostiene inoltre il rafforzamento della capacità dei canali informativi di resistere alla disinformazione e di mantenere la propria indipendenza. In quest’ottica la Cancelleria federale, in collaborazione con i Cantoni, ha sviluppato l’app «VoteInfo», che fornisce informazioni sulle votazioni federali e cantonali e sui loro risultati ufficiali e può essere protetta da tentativi di manipolazione. Attualmente sono in corso lavori per estendere l’app alle votazioni comunali e alle elezioni. La collaborazione con il mondo scientifico viene inoltre intensificata al fine di anticipare e gestire meglio le crisi. La comunità scientifica, insieme all’Amministrazione federale, sta sviluppando un polo tematico dedicato alla disinformazione (cluster «Disinformazione»). Inoltre, durante la deliberazione parlamentare in corso sulla revisione della legge federale sulle attività informative, la CPS-N ha chiesto che in futuro le attività di influenza esercitate da Stati esteri contro l’ordinamento democratico, il funzionamento dello Stato o della società rientrino tra i compiti del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) Le restrizioni alla libertà di ricezione e diffusione dei contenuti secondo l’articolo 17 della Costituzione federale sono soggette a requisiti giuridici molto rigorosi: in base alla legge sulla radiotelevisione (art. 52 cpv. 1 lett. b LRTV), la Confederazione può vietare la trasmissione di un programma solo se questo viola durevolmente e in modo grave le disposizioni di diritto internazionale vincolanti in materia di programmi. Nel caso dell’emittente russa Russia Today, il Consiglio federale ha deliberatamente rinunciato a imporre un divieto, preferendo contrastare la disinformazione attraverso i fatti (cfr. 23.7302 Binder-Keller). La posizione del Consiglio federale non è cambiata.