26.3234 · Mozione · 2026-03-19
Dipartimento dell'interno
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una modifica costituzionale che preveda, come già per le imposte, un limite massimo anche per i contributi salariali a carattere d’imposta.
Begründung
La Costituzione federale (Cost.) prevede già oggi un limite massimo per le imposte federali: l’imposta sul valore aggiunto è limitata all’8,1 per cento (art. 130 Cost.), l’imposta sul reddito e l’imposta sugli utili rispettivamente all’11,5 e all’8,5 per cento (art. 128 Cost.). Un aumento di questi limiti massimi deve essere sottoposto obbligatoriamente al voto del Popolo e dei Cantoni (art. 140 cpv. 1 lett. a Cost.). Per contro, l’aumento dei contributi salariali per le istituzioni di sicurezza sociale può essere effettuato per via legislativa, soltanto con il referendum facoltativo e la maggioranza semplice del Popolo (art. 141 cpv. 1 lett. a Cost.). Questo sistema è appropriato per i contributi salariali che funzionano secondo il principio d’assicurazione, ovvero in particolare quelli della PP e dell’AD. Vi sono però anche contributi salariali che hanno carattere d’imposta. Si tratta dei contributi salariali obbligatori che gravano sul reddito senza limitazione massima, sebbene le prestazioni siano forfettarie o soggette a limitazione. Ciò concerne in particolare l’AVS, l’AI, le IPG e gli assegni familiari (cfr. studio di Avenir Suisse dell’11.3.2026). Gli aumenti delle imposte e quelli dei contributi salariali a carattere d’imposta sono dunque trattati in modo diverso: i secondi sono più facili da stabilire. Ciò crea incentivi indesiderati e ostacola la ricerca di un finanziamento ottimale delle istituzioni di sicurezza sociale. La soluzione è logica: i contributi salariali a carattere d’imposta devono essere trattati esattamente come le imposte, vale a dire che occorre introdurre anche per essi un limite massimo a livello costituzionale. Concretamente, si potrebbe ad esempio fissare un unico limite massimo per l’AVS, l’AI e le IPG. Nel quadro di questo limite massimo, i contributi potrebbero continuare a essere stabiliti singolarmente per ciascuna istituzione di sicurezza sociale. Inoltre, resterebbe possibile aumentare il limite massimo, ma con un referendum costituzionale obbligatorio, proprio come già avviene per le imposte.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale persegue sempre l’obiettivo di contenere il più possibile, nei progetti legislativi, l’impatto finanziario per la popolazione e l’economia. Rifiuta però l’idea di un limite massimo per le deduzioni salariali. Le imposte e i contributi alle assicurazioni sociali hanno funzioni sostanzialmente diverse: le prime finanziano il bilancio generale dello Stato, mentre i secondi servono a finanziare, con destinazione vincolata, le prestazioni stabilite per legge e a garantire il benessere sociale. Inoltre, la Costituzione federale è ben lungi dal fissare limiti massimi in termini numerici per tutte le imposte federali.L’ammontare dei contributi degli assicurati e dei datori di lavoro risulta in primo luogo dalle prestazioni e dai meccanismi di finanziamento delle singole assicurazioni sociali. Pertanto, la definizione a livello costituzionale di un limite massimo dei contributi, in particolare per l’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS), l’assicurazione invalidità (AI) e le indennità di perdita di guadagno (IPG) nonché per gli assegni familiari, invece di contenere l’evoluzione delle uscite, finirebbe principalmente per rendere più difficile se non addirittura compromettere il finanziamento delle prestazioni legali. Inoltre, si creerebbe uno squilibrio in seno alle assicurazioni sociali, dato che un ampliamento delle prestazioni o l’introduzione di nuove prestazioni assicurative potrebbe essere deciso a livello di legge, mentre il finanziamento dovrebbe sottostare a referendum obbligatorio per via del limite massimo sancito dalla Costituzione. La capacità del mondo politico di reagire agli sviluppi sociali e all’evoluzione delle uscite delle istituzioni di sicurezza sociale verrebbe quindi limitata inutilmente. L’evoluzione dei contributi salariali mostra inoltre che i tassi di contribuzione all’AVS sono stati aumentati soltanto quattro volte dall’introduzione dell’assicurazione, nel 1948. I contributi all’AI sono stati innalzati per l’ultima volta oltre 30 anni fa. Nel complesso, i contributi ad AVS, AI e IPG sono stati aumentati soltanto di 0,6 punti percentuali negli ultimi 50 anni. Per quanto concerne l’assicurazione contro la disoccupazione, il tasso di contribuzione è rimasto invariato al 2,2 per cento dal 2011, mentre il contributo di solidarietà previsto sui redditi superiori a 148 200 franchi è stato addirittura soppresso nel gennaio del 2023. La somma di tutte le deduzioni salariali (comprese quelle per la previdenza professionale, l’assicurazione contro gli infortuni e gli assegni familiari) non è aumentata negli ultimi anni. Ogni adeguamento avviene nell’ambito di intensi dibattiti politici e di un’accurata ponderazione, cosicché la decisione di aumentare i contributi non viene presa alla leggera. Ciò mostra che gli ostacoli all’aumento dei contributi degli assicurati e dei datori di lavoro sono già notevoli e non è necessario introdurre un ulteriore limite massimo a livello costituzionale. Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione, il Consiglio federale chiederà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato di verifica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.