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26.3263 · Interpellanza · 2026-03-19

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti: Qual è la quota del settore dell’asilo rispetto all’immigrazione totale? Sarebbe realisticamente possibile mantenere la popolazione residente al di sotto dei 10 milioni con misure nel settore dell’asilo?Consiglio federale e Parlamento dovrebbero rinunciare a tutte le misure a sostegno delle famiglie e della natalità per il periodo compreso tra un’eventuale approvazione dell’iniziativa e il 2050, al fine di mantenere il più basso possibile il saldo naturale? Si dovrebbe puntare a un saldo naturale negativo?Che conseguenze comporterebbe per gli Svizzeri all’estero un’eventuale adozione dell’iniziativa? Sarebbe necessario inasprire le regole in materia di ricongiungimento familiare vigenti per questa categoria al fine di attuare l’iniziativa? Potrebbero tornare in Svizzera con i loro coniugi privi di passaporto svizzero?Che conseguenze comporterebbe per gli Svizzeri all’estero un’eventuale approvazione dell’iniziativa e denuncia dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone?Che conseguenze comporterebbe un’approvazione dell’iniziativa per gli attuali contingenti per i cittadini di Paesi terzi? Quali sarebbero le ripercussioni per l’economia?Per attuare l’iniziativa, il Consiglio federale dovrebbe rinunciare a tutte le misure volte ad accelerare l’attività edilizia nella costruzione di abitazioni? Dovrebbe persino imporre un blocco di costruzione?

Begründung

Il 14 giugno si voterà sulla cosiddetta «Iniziativa per la sostenibilità». Secondo il testo dell’iniziativa, se la popolazione residente permanente della Svizzera supera il limite definito di 9,5 e successivamente 10 milioni, Consiglio federale e Parlamento devono adottare misure per rispettare tale limite massimo. Quest’ultimo potrà essere aumentato solo dopo il 2050 per tenere conto del saldo naturale. Si tratta quindi di stabilire quali misure sono ipotizzabili.

Stellungnahme des Bundesrates

In caso di approvazione dell’iniziativa, il Consiglio federale esaminerà tutte le possibili misure di sua competenza, che devono essere proporzionate e in linea con l’obiettivo dell’iniziativa, ossia limitare la popolazione residente permanente a un massimo di 10 milioni entro il 2050. Questo esame non può tuttavia essere anticipato nel quadro della risposta alla presente interpellanza. 1. Sull’insieme delle persone straniere immigrate in Svizzera tra il 2014 e il 2023 e che vi soggiornavano ancora a fine 2024, circa l’otto per cento era giunto come richiedenti d’asilo, un ulteriore sei per cento come persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. L’immigrazione nel settore dell’asilo rappresenta quindi una quota modesta rispetto all’immigrazione per motivi di lavoro e al ricongiungimento familiare. In base all’attuale scenario di riferimento dell’Ufficio federale di statistica sull’evoluzione della popolazione, è lecito supporre che la soglia dei 10 milioni verrà superata anche senza immigrazione nel settore dell'asilo. 2. Il numero delle nascite influenza la crescita demografica e quindi, indirettamente, anche l'entità dell’immigrazione ammessa secondo l’iniziativa. In caso di approvazione dell’iniziativa, la Confederazione e i Cantoni non sono tuttavia obbligati a emanare misure volte a ridurre il tasso di natalità. 3. Una volta superata la soglia dei 9,5 milioni, l’iniziativa esige misure in materia di ricongiungimento familiare. In linea di massima vi rientra anche il ricongiungimento familiare con cittadini svizzeri. Al riguardo, occorrerebbe tenere conto anche delle disposizioni speciali previste dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (art. 8 CEDU; RS 0.101). Inoltre, in virtù della libertà di domicilio sancita dalla Costituzione federale i cittadini svizzeri hanno sempre il diritto di tornare e di stabilirsi in Svizzera. Ogni anno circa 7000 persone beneficiano del ricongiungimento familiare con cittadini svizzeri. 4. Poiché l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) si applica in entrambe le direzioni, una sua denuncia avrebbe ripercussioni anche per i circa 500 000 cittadini svizzeri che vivono nell’UE e per i loro famigliari. Probabilmente queste persone non potrebbero più beneficiare di uno statuto di soggiorno senza contingenti e formalità burocratiche come quello previsto dall’ALC. 5. Ridurre i contingenti applicabili ai cittadini di Paesi terzi rientra nella competenza del Consiglio federale e sarebbe dunque una delle misure più semplici da attuare. Tuttavia, l’incapacità di reclutare il personale qualificato necessario, non disponibile in Svizzera e nei Paesi dell’UE e dell’AELS, renderebbe difficile occupare i posti chiave nelle imprese svizzere e indebolirebbe quindi la piazza economica svizzera. 6. La Confederazione promuove alloggi a pigioni e prezzi moderati, e investe in un’infrastruttura efficiente. Anche in caso di approvazione dell’iniziativa, sarebbe necessario continuare ad accelerare le procedure di pianificazione e approvazione e sostenere le misure a favore di un’offerta abitativa sufficiente e soprattutto a prezzi accessibili. Lo stesso vale per le misure di accompagnamento che il Consiglio federale ha deciso il 29 gennaio 2025, in particolare nel settore dell’alloggio. Tuttavia, il settore edile necessita di manodopera, che spesso proviene dall’estero. L’attuazione dell’iniziativa potrebbe dunque causare una penuria di personale e ritardi.