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Porre fine alla sovraimposizione delle imprese. Per un canone SSR identico a quello delle economie domestiche

26.3265 · Mozione · 2026-03-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali che disciplinano il canone radiotelevisivo affinché le imprese con sede in Svizzera siano soggette a un importo identico a quello pagato dalle economie domestiche, indipendentemente dalla loro cifra d'affari. Le imprese con una cifra d'affari annua inferiore a 1,2 milioni continuano a essere esentate.

Begründung

L'8 marzo 2026, il popolo svizzero ha votato sull'iniziativa "200 franchi bastano" e il 62 per cento ha sostenuto la controproposta del Consiglio federale di abbassare a 300 franchi il canone SSR per le economie domestiche svizzere.

Durante la campagna, è stato regolarmente sottolineato che l'attuale sistema di riscossione del canone è ingiusto nei confronti delle imprese, che pagano un contributo calcolato in funzione della loro cifra d'affari. Questo meccanismo si traduce in importi che per alcune imprese possono raggiungere diverse decine di migliaia di franchi all'anno.

Questa logica è profondamente ingiusta ed economicamente assurda. La fruizione dei programmi della SSR da parte di un'impresa non aumenta perché la sua cifra d'affari è più elevata. Una società industriale, una PMI artigianale o un punto vendita al dettaglio non guardano più televisione pubblica perché fanno più vendite.

In pratica, questo sistema trasforma il canone radiotelevisivo in una tassa nascosta sull'attività economica, penalizzando le imprese svizzere e indebolendone la competitività. Le imprese finanziano quindi in modo sproporzionato un servizio pubblico che viene utilizzato essenzialmente da privati.

In un momento in cui le imprese devono già far fronte a numerosi oneri amministrativi e fiscali, è inaccettabile mantenere un meccanismo così arbitrario. Il finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo deve basarsi su un semplice principio: un utente, un contributo.

Per questi motivi, è necessario introdurre una tariffa unica e identica per le imprese e le economie domestiche. Questa riforma consentirà di:

  • porre fine alla discriminazione finanziaria ingiustificata nei confronti delle imprese;

  • semplificare notevolmente il sistema di riscossione;

  • ripristinare la legittimità dei finanziamenti al servizio pubblico radiotelevisivo.

Il Parlamento deve inviare un chiaro segnale: il canone radiotelevisivo non deve diventare uno strumento di tassazione supplementare dell'economia.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nel 2015, la maggioranza dell'elettorato si è espressa a favore del passaggio da un canone di ricezione dipendente dall'apparecchio a un canone radiotelevisivo per le economie domestiche e le imprese indipendente dall’apparecchio. Pertanto, l'assoggettamento al pagamento del canone non dipende dalla presenza o meno di apparecchi in grado di ricevere programmi radiofonici o televisivi. Al momento di definire il canone a carico delle imprese, il Consiglio federale ha esaminato diversi modelli di sostituzione del canone di ricezione prima di optare per il canone a carico delle imprese, basato sulla cifra d'affari totale dichiarata per l'IVA, al fine di rendere il sistema semplice, efficace e senza oneri eccessivi per gli assoggettati o l'organo di riscossione. Questo sistema garantisce un finanziamento stabile e prevedibile del servizio pubblico radiotelevisivo, senza nuove procedure o controlli da parte delle imprese. Gli importi del canone a carico delle economie domestiche e delle imprese sono fissati in base alle risorse necessarie per finanziare l'adempimento del mandato di prestazioni costituzionale per la radio e la televisione. La proposta di introdurre una tariffa unica sia per le imprese che per le economie domestiche avrebbe un impatto sul finanziamento del servizio pubblico, nella misura in cui i ricavi derivanti dal canone a carico delle imprese subirebbero una forte riduzione. Per questa ragione il Consiglio federale mantiene in linea di principio il sistema attuale. Tuttavia, l'attuale struttura tariffaria riportata nell'ordinanza del 9 marzo 2007 sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401) deve essere adattata in seguito alla sentenza del Tribunale federale del 27 novembre 2024, secondo cui tale struttura tariffaria decrescente non è conforme. Il Consiglio federale metterà in consultazione la nuova tariffa entro la fine dell'anno. Questi adeguamenti dovrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2028.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.