26.3286 · Interpellanza · 2026-03-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel dicembre 2025, il Consiglio federale ha deciso di fornire un contributo adeguato all’obiettivo collettivo del finanziamento internazionale sul clima fino al 2035 e di proseguire la verifica della quota svizzera e delle opzioni di finanziamento fino all’estate 2027. Il consigliere federale Rösti ha ribadito in dicembre al Parlamento che il Consiglio federale dibatterà in merito a detta quota equa. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
il consigliere federale Rösti ha affermato in dicembre in Parlamento che la decarbonizzazione è utile per la Svizzera solo se avviene a livello globale. Il contributo al finanziamento internazionale sul clima favorisce la protezione climatica mondiale? In che modo? Un contributo più elevato al finanziamento sul clima potrebbe generare anche maggiori effetti nella protezione climatica mondiale?
In che modo il finanziamento internazionale dell’adattamento contribuisce a prevenire danni climatici, a lottare contro le cause della migrazione e a salvare delle vite? In che modo gli investimenti nell’adattamento consentiranno di evitare costi futuri?
Secondo le dichiarazioni del consigliere federale Rösti menzionate in precedenza è corretto affermare che la Svizzera calcolerà la nuova quota in modo che risulti adeguata rispetto alle sue responsabilità? La quota sarà quindi anche adeguata oltre che equa?
A quanto ammonterebbe la quota equa della Svizzera dell’obiettivo dei 300 miliardi se fosse calcolata in base ai dati attuali come la quota equa dell’obiettivo dei 100 miliardi?
Quali delle opzioni di finanziamento esaminate in dettaglio fino al 2027 possono contribuire a triplicare il finanziamento dell’adattamento, come deciso in occasione dell’ultima COP?
Quali delle opzioni di finanziamento esaminate in dettaglio fino al 2027 possono contribuire a sostenere maggiormente le persone e i Paesi più poveri e quali non consentiranno invece di farlo?
Stellungnahme des Bundesrates
1 e 2: Il finanziamento internazionale sul clima contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla mitigazione dei danni legati al clima e a un aumento della resilienza nei Paesi in via di sviluppo. La Svizzera riesce a ottenere effetti positivi sulla mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici grazie ai progetti e ai programmi che finanzia direttamente nel quadro della cooperazione internazionale e ai contributi a fondi ambientali multilaterali, istituzioni internazionali e banche multilaterali di sviluppo. Nel 2024, queste ultime hanno contribuito in misura sostanziale al finanziamento internazionale sul clima con un importo pari a 85 miliardi di dollari americani. La partecipazione della Svizzera a queste istituzioni rappresenta quindi un’importante leva per misure di mitigazione e adattamento efficaci e globali. Con la sua partecipazione nel periodo 2022–2026 al Fondo mondiale per l’ambiente (Global Environment Facility [GEF]), pari a 155,4 milioni di franchi, la Svizzera riduce per esempio quasi 2,2 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalenti, ossia un quantitativo pari a 13 volte le emissioni della Svizzera nello stesso periodo. Anche gli investimenti nell’adattamento sono economicamente efficaci: misure di adattamento precoci consentono di evitare perdite economiche e ingenti costi per la ricostruzione e gli aiuti umanitari. Il 12 dicembre 2025, il Consiglio federale ha deciso di esaminare entro fine 2027 diverse opzioni volte a mobilizzare fondi supplementari, soprattutto nel settore privato, a favore del finanziamento internazionale sul clima. 3 e 4: Il Consiglio federale non ha ancora determinato il metodo di calcolo per una quota equa della Svizzera. Intende infatti esaminare in modo più approfondito diverse opzioni per aumentare il finanziamento internazionale sul clima e in seguito fissare nuovamente, nel 2027, la quota equa. Non esiste un metodo riconosciuto a livello internazionale per determinare la quota equa. Nella sua perizia sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamenti climatici, la Corte internazionale stabilisce che il finanziamento sul clima può essere valutato basandosi su più fattori, tra i quali la capacità dei Paesi industrializzati e le esigenze dei Paesi in via di sviluppo. L’obiettivo dei 100 miliardi è stato deciso nel 2010, precisando che spetta innanzitutto ai Paesi industrializzati mobilizzare i fondi. L’obiettivo dei 300 miliardi è stato deciso nel 2024, sottolineando che oltre ai Paesi industrializzati, che continuano a rimanere i principali finanziatori, anche gli altri Paesi dovranno contribuire. Considerate queste due situazioni iniziali differenti, il Consiglio federale non ritiene opportuno determinare la quota equa dell’obiettivo dei 300 miliardi applicando lo stesso metodo utilizzato per l’obiettivo dei 100 miliardi. 5 e 6: Tutte le misure che gli Uffici competenti stanno esaminando entro il 2027 su mandato del Consiglio federale sono in linea di principio adatte per aumentare il finanziamento dell’adattamento e fornire un maggiore contributo alle popolazioni e ai Paesi più poveri. In che misura la singola opzione contribuirà al finanziamento mondiale dell’adattamento e/o al sostegno ai Paesi più poveri dipende di fatto dalla struttura del programma e non principalmente dallo strumento di finanziamento scelto.