La montagna di casi d'asilo pendenti dinnanzi al Tribunale amministrativo federale costa 8 milioni di franchi al mese ai contribuenti. Quali misure (immediate) adotta il Tribunale?
26.3299 · Interpellanza · 2026-03-19
Tribunale federale
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Qual è l'andamento dei casi pendenti nelle Corti competenti in materia di asilo e nelle altre Corti nel primo trimestre 2026?
Cosa fa il Tribunale, in particolare i suoi organi direttivi, per contrastare il forte aumento dei casi pendenti nelle Corti competenti in materia di asilo?
Il Tribunale, in particolare i suoi organi direttivi, ha già adottato misure (immediate) per far fronte al carico di lavoro e smaltire la montagna di pendenze nell'ambito dell'asilo? Se sì, quali?
Vi è stata una riassegnazione di giudici e cancellieri a favore delle Corti competenti in materia di asilo o perlomeno sono state adottate misure di sostegno?
Quali sono stati gli effetti delle misure adottate sull'evoluzione dei casi pendenti nelle Corti competenti in materia di asilo?
Quali altre misure (interne e/o esterne) sono previste per far fronte alla montagna di pendenze nell'ambito dell'asilo e quali sono gli effetti prospettati dal Tribunale ossia dai suoi organi direttivi (cifre concrete)?
Begründung
Dalla statistica del Tribunale amministrativo federale (TAF) del 4 marzo 2026 risulta che da tre anni il numero di casi sottoposti alle Corti competenti in materia di asilo aumenta in modo più marcato rispetto ai casi sottoposti alle altre Corti (anche in termini percentuali). Questa tendenza si è di nuovo accentuata nel 2025 nonostante dall'inizio dell'anno siano in funzione giudici supplementari competenti in materia di asilo approvati dal Parlamento.
Il forte aumento di richiedenti l'asilo che devono attendere sempre più a lungo una decisione definitiva grava sulle finanze dei Comuni, dei Cantoni e della Confederazione. Molti Cantoni sono arrivati al limite della loro capacità di accoglienza e nella popolazione cresce il malcontento riguardo a questa situazione.
Attualmente i casi pendenti in materia di asilo sono 21 555. Un quarto (5 330 casi) sono pendenti dinnanzi al TAF (asilo/statuto di protezione S).
Il costo dei casi pendenti dinnanzi al TAF (solo per le somme forfettarie globali) ammonta a 8 milioni di franchi al mese (5 330 x 1 500 fr., senza altri costi diretti e indiretti)!
L'Assemblea federale ha deciso un pacchetto di misure per l’accelerazione delle procedure nel settore dell’asilo (24.4271), che non sembra tuttavia sortire alcun effetto: nel TAF si assiste a un drastico aumento dei casi nelle Corti competenti in materia di asilo mentre negli ultimi tre anni le altre Corti non hanno registrato un andamento analogo e sono addirittura riuscite a ridurre il numero di casi pendenti.
Durante la sessione invernale, dal Consiglio degli Stati sono pervenute numerose richieste affinché il TAF impieghi le sue risorse con maggior efficienza e corregga, mediante misure di sostegno interno, le attuali forti disparità fra i casi pendenti nelle diverse Corti.
Stellungnahme des Bundesrates
1. In materia di asilo sono competenti le Corti IV, V e – a titolo ausiliario – la Corte VI del Tribunale amministrativo federale. Nel primo trimestre 2026 i casi pendenti hanno segnato l’evoluzione seguente:
Casi pendenti31.12.202531.03.2026Corte I721710Corte II839845Corte III944955Corte IV26582716Corte V26762740Corte VI716766TAF85548732
2. La direzione del TAF e la Commissione amministrativa seguono costantemente l’evoluzione del carico di lavoro, in particolare nelle corti competenti in materia di asilo. Se del caso, adottano le misure necessarie, applicando strumenti di gestione adeguati e di comprovata efficacia. Ne è un esempio il rapporto quadrimestrale che offre una panoramica esaustiva e analitica dell’evoluzione dei casi e del raggiungimento degli obiettivi oltre a fornire dati riguardanti le finanze e il personale. Su questa base vengono elaborate le misure organizzative e di personale che vengono poi sottoposte agli organi competenti del TAF.
Conformemente alla legge federale sul Tribunale amministrativo federale (RS 173.32) e al Regolamento del Tribunale amministrativo federale (RS 173.320.1), sulle nuove nomine e sulla sostituzione di giudici decide a maggioranza la Corte plenaria del Tribunale amministrativo federale, composta da tutti i giudici. Le corti e singoli giudici possono presentare proposte e controproposte che vengono discusse e decise in plenaria. Questa modalità garantisce che le decisioni sulle risorse, che tra l’altro potrebbero avere un impatto sull’indipendenza giudiziaria, siano ampiamente condivise, trasparenti e adeguate all’effettivo carico di lavoro. I dettagli delle misure applicate concretamente per sgravare le corti competenti in materia di asilo sono esposti nella risposta qui di seguito.
3. Sì. Il Tribunale amministrativo federale ha valutato e attuato tempestivamente tutte le misure interne possibili e appropriate per far fronte al crescente carico di lavoro nel settore dell’asilo.
Sono stati privilegiati gli adeguamenti riguardanti l’organizzazione e il personale. Ad esempio, le Corti IV e V hanno affidato alla Corte VI diversi casi, segnatamente procedure Dublino, procedure per ritardata o negata giustizia e, fino a revoca, decisioni di non entrata in materia riguardante Stati terzi sicuri. Trattasi di un migliaio di procedure all’anno. Nelle corti competenti in materia di asilo sono stati inoltre creati due posti supplementari di giudice grazie a una ridistribuzione interna.
Di fronte al massiccio potenziamento delle capacità per diverse centinaia di posti alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) quale istanza precedente e al conseguente forte aumento delle cause in entrata, il TAF ha chiesto già nel 2023 al Parlamento di approvare un aumento a tempo indeterminato di cinque posti di giudice e di alcuni posti supplementari di cancelliere. Il Parlamento li ha concessi a tempo determinato (fino a fine 2029)[1]. Tuttavia, prima di poter essere pienamente operativo, il personale neoassunto ha avuto bisogno di un periodo di introduzione che ha preso tempo anche ai giudici, visto che la maggior parte dei giudici neoeletti non disponeva di esperienza nel settore dell’asilo.
Lo spazio di manovra del TAF per quanto riguarda posti supplementari di giudice è tuttavia limitato dal quadro normativo. Per potenziare gli effettivi in tempi brevi, sarebbe stato necessario aumentare il numero massimo di posti di giudice prescritto dalla legge sul Tribunale amministrativo federale (LTAF).
A ciò si aggiunge il fatto che il Tribunale amministrativo federale non è stato incluso nel precedente potenziamento degli effettivi a livello di istanza precedente, per cui ha potuto reagire solo a posteriori all’aumento del carico di lavoro che ne è conseguito. Dal punto di vista del TAF, qui si cela un potenziale importante: un coinvolgimento tempestivo nei progetti strategici nel settore dell’asilo, ad esempio nell’ambito delle procedure di consultazione, permetterebbe di anticipare l’impatto sul volume di lavoro e di pianificare meglio le risorse.
Nel complesso si osserva che il Tribunale amministrativo federale agisce con coerenza nell’ambito delle proprie competenze per gestire il carico di lavoro. L’efficacia di altre misure dipende tuttavia sostanzialmente dal quadro normativo e da una pianificazione coordinata tra le istituzioni coinvolte.
4. Sì. Come già menzionato, nel limite del possibile sono state effettuate ridistribuzioni e adottate misure di sostegno, tra cui lo spostamento interno di compiti e l’impiego mirato di risorse di personale supplementari nelle corti competenti in materia di asilo.
Occorre ricordare che la soluzione più efficace per evadere le procedure è affidarle a giuristi specializzati e con esperienza. Puntualmente è possibile ricorrere a personale ausiliario di altri settori giuridici, che deve tuttavia essere introdotto. L’inserimento comporta un onere non indifferente e comporta perdite di efficienza. Questo personale viene quindi impiegato in modo mirato e previa ponderazione delle priorità.
Va altresì rilevato che tutte le corti trattano casi che devono essere evasi in tempi brevi. La Corte I si occupa tra l’altro di fiscalità ed eventuali ritardi possono avere gravi conseguenze finanziarie, ad esempio se l’imposta si prescrive poco dopo la presentazione del ricorso. Alla Corte II le procedure riguardanti il diritto economico e della concorrenza sono complesse e richiedono già oggi tempi lunghi: sottrare risorse a questa corte avrebbe ulteriori conseguenze, ad esempio sulle sanzioni. La Corte III, competente per il diritto in materia di assicurazioni sociali, è confrontata con un aumento dei casi pendenti e risorse limitate. La Corte VI offre già un aiuto importante alle corti competenti in materia di asilo assumendosi molti compiti vincolati a termini nel settore del diritto in materia di asilo. Nei primi tre mesi dell’anno le Corti IV e V sono riuscite a ridurre del 5 per cento rispetto all’anno precedente il numero di casi entrati.
Alla luce di quanto esposto, un’ulteriore ridistribuzione del personale non sarebbe pertinente né sostenibile. Il Tribunale amministrativo federale punta quindi a misure di sostegno mirate e razionali, senza mettere a repentaglio la funzionalità degli altri settori giuridici.
5. Le misure adottate hanno avuto un impatto chiaramente positivo sul numero di casi evasi, aumentati di 485 unità nel 2024 e di 1096 nel 2025. Ciò grazie prevalentemente alle misure implementate nel settore dell’asilo e al potenziamento mirato del personale per far fronte al volume di casi entrati storicamente elevato.
Nel 2025 sono stati evasi in totale 8242 casi, un dato che corrisponde a grandi linee al numero di casi entrati dell’anno precedente. Alle condizioni attuali, un collegio giudicante nel settore dell’asilo (composto da un giudice e tre cancellieri o cancelliere) può evadere circa 170 casi all’anno. Lo scorso anno è stato possibile migliorare anche l’efficienza globale, come conferma l’impatto delle misure adottate sulla capacità di evasione: l’indicatore «casi evasi per cancelliere/a» è passato da 36 a 40 casi. Questa evoluzione è determinata sostanzialmente dalle procedure d’asilo: se il numero di nuovi molti ricorsi è elevato, quello dei casi con termini di trattamento breve, ad esempio con decisioni di non entrata in materia o procedure accelerate, e elevato. Nel 2025, per le corti competenti in materia di asilo e per la Corte VI, che ha ripreso tutti i ricorsi concernenti la procedura Dublino, l’indicatore ha raggiunto circa 59 casi per cancelliere e cancelliera.
Nel 2025 i casi entrati hanno segnato un nuovo importante aumento (+1900 circa). Di rimando, sono aumentati anche i casi pendenti. Questa evoluzione è conseguenza diretta del potenziamento temporaneo delle risorse di personale alla Segreteria di Stato della migrazione, che ha fatto lievitare il numero di ricorsi inoltrati al TAF.
Il Tribunale amministrativo federale ha reagito chiedendo risorse supplementari a livello di cancellieri e personale di cancelleria nell’ambito del preventivo 2026. Attualmente non è possibile aumentare i posti di giudice dato che è stato raggiunto il numero massimo previsto dalla legge federale sul Tribunale amministrativo federale (LTAF; RS 173.32).
In generale si può affermare che le misure adottate sono efficaci e consentono di aumentare notevolmente il numero di casi evasi. All’interno delle Corti IV e V si discutono anche altre misure che dovrebbero influenzare positivamente l’evasione dei casi pendenti. Visto che né la direzione del TAF né la Commissione amministrativa hanno il diritto di impartire istruzioni alle corti, occorre trovare un consenso tra i giudici. L’ulteriore riduzione dei casi pendenti dipende tuttavia in ampia misura dall’evoluzione dei casi entrati, dalle condizioni quadro legali e dalle risorse di personale.
6. Le misure già approvate sono attualmente in fase di implementazione. In particolare, il TAF sta assumendo e introducendo il personale supplementare accordato dal Parlamento nel dicembre 2025 (cancellieri, cancelliere e personale di cancelleria). Per esperienza questo processo richiede diversi mesi e, durante la fase di introduzione, impegna una parte delle risorse umane disponibili. Partendo dal principio che le domande di asilo presentate all’istanza precedente diminuiranno e che l’aumento degli effettivi confermerà la sua piena efficacia a livello del Tribunale, ci si attende un calo progressivo dei casi pendenti nel settore dell’asilo a partire dall’autunno 2026. Nelle condizioni attuali, l’evasione del volume di casi attualmente pendenti richiederà tuttavia diversi anni.
L’evoluzione è condizionata sostanzialmente da fattori esterni, in particolare dal numero di domande di asilo, da decisioni politiche (ad esempio sullo statuto di protezione S) e da cambiamenti tecnici come l’introduzione dei nuovi sistemi europei (ad esempio ETIAS). Eventuali previsioni possono quindi essere fatte solo con riserva.
Parallelamente il TAF porta avanti le proprie misure di ottimizzazione interne e un processo globale di digitalizzazione con l’obiettivo di passare completamente all’eDossier a partire dal 2027.
Ulteriori accelerazioni potrebbero essere ottenute soprattutto aumentando il numero massimo di posti di giudice e potenziando le risorse di personale. I passi necessari a tal fine rientrano tuttavia nelle competenze del legislatore rispettivamente del Parlamento.
[1] Modifica dell’ordinanza sui giudici in vigore dal 1° aprile 2024: il TAF può disporre al massimo di 70 posti a tempo pieno. Dopo il 31 dicembre 2029 i giudici che andranno in pensione non verranno sostituiti fino a ridurre a 65 il numero dei posti a tempo pieno.