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26.3303 · Interpellanza · 2026-03-19

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Secondo la volontà della coalizione di Governo, il Parlamento israeliano dovrebbe adottare rapidamente una proposta di legge che preveda obbligatoriamente la pena di morte per le persone condannate per «attentati terroristici», a condizione che le vittime abbiano la cittadinanza israeliana o siano residenti registrati in Israele. Il progetto viola, tra le altre cose, il diritto alla vita (art. 6 del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, ICCPR), il divieto di discriminazione (artt. 2 e 26) e il divieto di tortura (art. 7).

Secondo la proposta, i tribunali militari israeliani dovrebbero poter infliggere la pena di morte nel Territorio palestinese occupato. La loro competenza è limitata esclusivamente alle e ai Palestinesi. Il diritto a un processo equo viene violato quando civili sono condannati da tribunali militari senza la possibilità di accedere a una procedura di ricorso indipendente. Il progetto esclude inoltre espressamente la grazia o la commutazione della pena, in contrasto con l’articolo 6 ICCPR.

La legge non verrebbe applicata se gli autori dei reati fossero coloni israeliani e le vittime palestinesi – sebbene tali casi siano in aumento secondo le Nazioni Unite – rafforzando così l’impunità esistente.

Il Consiglio federale si esprime regolarmente in merito a procedure legislative in altri Stati quando si tratta di obblighi in materia di diritti umani, per esempio a Hong Kong, in Russia, in Ungheria e in Polonia. Nel Piano d’azione sull’abolizione della pena di morte 2024–2027, la Svizzera si è impegnata a incoraggiare gli Stati ad affrontare in modo sistematico la questione e a intervenire per vie diplomatiche in caso di sviluppi preoccupanti.

A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.

  1. Come valuta il progetto di legge alla luce dell’impegno della Svizzera nella lotta alla pena di morte e al divieto di discriminazione?

  2. Quali misure diplomatiche, politiche ed economiche ha adottato la Svizzera per convincere Israele a rispettare i suoi obblighi di diritto internazionale?

  3. L’abolizione della pena di morte è un prerequisito per l’adesione al Consiglio d’Europa. Se la legge dovesse essere approvata, la Svizzera si impegnerebbe per una sospensione dello statuto speciale di Israele presso il Consiglio d’Europa?

  4. Quali misure aggiuntive prevede di adottare il Consiglio federale in caso di approvazione della legge?

  5. Quali altri passi, in linea con il Piano d’azione, può intraprendere la Svizzera per contribuire all’abolizione della pena di morte?

Stellungnahme des Bundesrates

1. In linea di principio, la Svizzera è contraria alla pena di morte poiché è inconciliabile con il diritto alla vita e la dignità umana. L’estensione della pena capitale in Israele è inoltre in contrasto con gli obblighi internazionali, in particolare il divieto di discriminazione e le garanzie procedurali.

2. Dal 2023 la Svizzera ha sollevato più volte la questione nel contesto di colloqui bilaterali e tramite azioni diplomatiche. L’ultima volta in cui l’ha fatto è stato nell’aprile del 2026. Nel contesto dell’Esame periodico universale (EPU) in seno al Consiglio dei diritti umani (2023) e presso il Consiglio d’Europa (25 marzo 2026), il nostro Paese ha chiesto a Israele di non portare avanti tale progetto di legge.

3. L’abolizione della pena di morte non è un prerequisito per ottenere lo statuto di osservatore al Consiglio d’Europa, motivo per cui una sua estensione in Israele non avrebbe un impatto diretto su tale status. La Svizzera privilegia il dialogo politico e non persegue una politica di esclusione.

4./5. In linea con il Piano d’azione 2024–2027 (www.dfae.admin.ch > Politica estera > Pace e diritti umani > Diplomazia dei diritti umani > Abolizione universale della pena di morte – Piano d’azione 2024–2027), la Svizzera continuerà a utilizzare canali bilaterali e multilaterali per esortare Israele a rispettare i suoi obblighi internazionali, una prassi che applica in modo sistematico nei confronti di tutti gli Stati che infliggono la pena capitale o che ne vagliano l’estensione. Allo stesso tempo, si adopera per restringere ulteriormente a livello normativo il campo di applicazione della pena di morte, in maniera tale che vi si ricorra sempre meno.