26.3310 · Mozione · 2026-03-19
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di garantire che, in Paesi in cui è documentata una persecuzione religiosa o una situazione di pericolo analoga, la situazione dei cristiani perseguitati sia presa in considerazione in modo specifico nella pianificazione, nella progettazione e nell’attuazione di progetti di cooperazione internazionale della Svizzera nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili, e sia contemplata nelle misure relative ai progetti. Nei suoi rapporti sulla cooperazione internazionale, il Consiglio federale definisce anche i criteri e le misure concrete utilizzati per tenere conto della situazione dei cristiani perseguitati nella pianificazione e nell’attuazione dei progetti.
Begründung
Nel mondo, i cristiani sono il più grande gruppo perseguitato per motivi religiosi, con una stima di oltre 388 milioni di persone colpite. In molti Paesi sono esposti a violenze fisiche, discriminazioni sul piano giuridico ed emarginazione sociale. La cooperazione internazionale della Svizzera mira a prestare aiuto a gruppi particolarmente vulnerabili. In quanto gruppo più colpito, i cristiani perseguitati devono essere inclusi concretamente nella pianificazione e nell’attuazione dei progetti.La presente mozione incarica il Consiglio federale di tenere conto in modo specifico della situazione dei cristiani perseguitati nei progetti esistenti e in quelli nuovi, riflettendo così la loro particolare vulnerabilità nel quadro delle risorse disponibili. La mozione non chiede risorse finanziarie aggiuntive, ma vuole garantire che la realtà di queste persone sia adeguatamente contemplata nei progetti esistenti e in quelli nuovi, e che le attività di reporting siano trasparenti e comprensibili. Ciò assicurerà che la cooperazione internazionale della Svizzera sia orientata in modo efficace e chiaro anche alle esigenze di questo gruppo particolarmente minacciato.
Antrag des Bundesrates
Accogliere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione dei cristiani perseguitati in tutto il mondo e condanna ogni forma di violazione dei diritti umani, anche nei confronti delle persone di fede cristiana. Lo ha affermato nelle sue risposte alle interpellanze Gafner 25.3221 «Rivolgimento in Siria. Dove finiscono gli aiuti della Svizzera?» e Jost 25.4726 «Nigeria. Uccisi oltre 41 000 cristiani». La protezione delle minoranze è parte integrante della cooperazione internazionale, in conformità con la Strategia CI 2025–2028 (FF 2024 1518). Nei contesti umanitari, il sostegno si basa sui principi di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza, oltre che sui bisogni della popolazione colpita. Le minoranze religiose, compresi i cristiani perseguitati, sono già prese in considerazione in modo sistematico. Tuttavia, si evita deliberatamente di dare la priorità a singole comunità religiose, per garantire che gli aiuti siano orientati ai bisogni e concepiti in modo non discriminatorio. Le Linee guida del DFAE sui diritti umani 2026–2029 ribadiscono l’impegno della Svizzera per la protezione delle minoranze religiose, sia a livello bilaterale nell’ambito dei dialoghi sui diritti umani sia a livello multilaterale, in particolare in seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Inoltre, la Svizzera sostiene l’Ufficio dell’alto commissario OSCE per le minoranze nazionali. L’impegno della Svizzera in tal senso è tematizzato anche nel parere sulla mozione Molina 24.4498 «Protezione delle minoranze etniche e religiose in Siria». Il Consiglio federale ritiene che le richieste della mozione siano già state ampiamente attuate nell’ambito della cooperazione internazionale. Reputa che una presentazione più trasparente delle misure corrispondenti apporti un valore aggiunto ed è disposto a tenerne conto nell’ambito dell’attività di reporting esistente.
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.