Protezione della formazione della volontà politica in Svizzera da attività di influenza estere
26.3332 · Mozione · 2026-03-19
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di verificare in che misura gli attori statali e non statali provenienti dall’estero influenzino gli attori politici in Svizzera nonché come tali attività siano compatibili con il divieto di accettare liberalità monetarie e non monetarie anonime e provenienti dall’estero stabilito nell’articolo 76h della legge federale sui diritti politici o lo eludano. Su questa base il Consiglio federale è incaricato di elaborare misure volte a individuare e impedire in modo efficace attività di influenza a livello finanziario, organizzativo e digitale provenienti dall’estero, grazie a una migliore tracciabilità delle prestazioni politiche e a una maggiore vigilanza sulle campagne digitali.
Begründung
La Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 precisa che le attività di influenza e la disinformazione fanno parte delle forme di conflitto ibride e mirano a minare la fiducia nelle istituzioni e nei processi democratici. Anche la Svizzera è interessata da attività di spionaggio, ciberattacchi e attività di influenza. La Russia ricorre alla disinformazione, ai ciberattacchi e al sabotaggio per destabilizzare le società aperte, mentre la Cina espande la propria influenza globale attraverso mezzi politici, economici e di intelligence. Nella loro strategia di sicurezza anche gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di influenzare i processi democratici in Europa. In particolare la democrazia diretta è esposta a influenze occulte e alle campagne coordinate. Nonostante i divieti in vigore sulle donazioni estere a partiti e comitati di voto, continuano a esserci delle lacune importanti. Infatti le associazioni politicamente attive, le fondazioni, i movimenti digitali e le strutture delle campagne sono soggetti soltanto a una trasparenza limitata. Allo stesso tempo il Consiglio federale sottolinea che la Svizzera potrebbe essere utilizzata anche come luogo per finanziare operazioni di influenza estere. La mozione tiene conto di questi rischi e chiede al Consiglio federale di esaminare le regole vigenti e di elaborare proposte volte a impedire in modo efficace le attività di influenza estere. L’obiettivo è quello di mantenere l’indipendenza della formazione della volontà politica democratica in Svizzera e garantire che le decisioni politiche non vengano minate dalle strategie di Stati esteri.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione mira a proteggere la libera formazione della volontà politica in Svizzera da attività di influenza estere e a colmare quelle che, a suo avviso, sono le lacune esistenti nel dispositivo. In linea di principio il Consiglio federale condivide questa posizione. Nel rapporto concernente le attività di influenza e disinformazione in adempimento del postulato 22.3006 CPS-N, nell’ambito dell’istituzione del gruppo di lavoro interdipartimentale «Attività di influenza e disinformazione» del 26 novembre 2025 (www.admin.ch > Il Consiglio federale > Il Consiglio federale istituisce un gruppo di lavoro interdipartimentale contro le attività di influenza e la disinformazione) e nel progetto posto in consultazione della Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 (www.fedlex.admin.ch > Procedure di consultazione > Procedure di consultazione concluse – 2025) ha adottato o previsto misure in tal senso. Queste ultime mirano a migliorare la comprensione della situazione, il coordinamento all’interno e all’esterno dell’Amministrazione federale nonché la resilienza della popolazione e delle istituzioni nei confronti delle attività di influenza. Inoltre, nell’ambito delle deliberazioni parlamentari in corso riguardanti la revisione della legge federale sulle attività informative vengono valutati eventuali adeguamenti del campo d’attività del Servizio delle attività informative della Confederazione. L’attenzione è rivolta alle attività di influenza da parte di Stati esteri che mirano a minare l’ordine democratico, il funzionamento dello Stato o della società. Anche il divieto di liberalità provenienti dall’estero (art. 76h della legge federale sui diritti politici [LDP]; RS 161.1) contribuisce a limitare l’influenza estera sui processi politici in Svizzera. Questo divieto obbliga gli attori politici a restituire o, se la restituzione non è possibile, comunicare e versare alla Confederazione le liberalità monetarie o non monetarie provenienti dall’estero. Il Controllo federale delle finanze (CDF) è il servizio competente per la ricezione, il controllo e la pubblicazione di queste comunicazioni. Effettua controlli materiali a campione includendo anche campagne digitali e in tal modo contribuisce ad aumentare la trasparenza. Su incarico dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) sono stati valutati il rispetto e l’efficacia delle disposizioni in materia di trasparenza. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto finale e del parere del CDF il 1° aprile 2026. Un controllo completo di tutte le liberalità provenienti dall’estero – monetarie e non monetarie, da parte di attori statali e non statali – a partiti, politici nonché fondazioni, associazioni, campagne e movimenti politici è pressoché impossibile. Una richiesta di questo tipo comporterebbe un onere notevole per le autorità, causando costi significativi, e richiederebbe regolamentazioni aggiuntive. Il Consiglio federale ritiene più efficace contrastare le attività di influenza estere attraverso una combinazione di misure volte a rafforzare la resilienza della popolazione e delle istituzioni, controlli a campione del divieto di liberalità secondo l’articolo 76h della legge federale sui diritti politici e autocontrolli da parte degli attori politici.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.