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26.3336 · Mozione · 2026-03-19

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare le necessarie modifiche legislative e adottare le misure del caso per garantire che la Svizzera possa partecipare ai centri di rimpatrio in Paesi terzi previsti da Germania, Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Grecia.

Begründung

Germania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Grecia stanno progettando centri di rimpatrio in Paesi terzi, in cui trasferire gli stranieri oggetto di un ordine di allontanamento passato in giudicato e organizzare la loro partenza definitiva (https://www.bmi.bund.de/SharedDocs/pressemitteilungen/DE/2026/01/pm-ag-drittstaatenmodelle.html). Al riguardo si rinvia anche alla mozione 25.3850 | Rafforzare l'esecuzione degli allontanamenti. Creare «return hubs» e consentire il rinvio in Paesi terzi sicuri | Oggetto | Il Parlamento svizzero. Anche la Svizzera è confrontata a grossi problemi in materia di espulsione. Attualmente nemmeno i criminali sono espulsi in maniera sistematica (https://www.blick.ch/politik/blick-zeigt-liste-diese-kantone-troedeln-beim-ausschaffen-krimineller-auslaender-id21495728.html). La collaborazione con altri Paesi permetterebbe di ridurre i rischi per la sicurezza e i costi, nel rispetto degli standard in materia di diritti fondamentali. Centri di rimpatrio in Paesi terzi riducono i costi di alloggio, di aiuto sociale e di personale, e quindi l’onere per i Cantoni, i Comuni nonché gli assicurati e i contribuenti, sgravando al contempo il sistema d’asilo. Un elemento centrale è anche l’effetto dissuasivo che questa misura avrebbe per i migranti economici, che vengono in Europa per cercare una vita migliore (15.5404 | Probleme bei der Rückführung von abgewiesenen oder ausgewiesenen Personen aufzeigen und angehen | Oggetto | Il Parlamento svizzero). Se la Svizzera, a differenza degli Stati limitrofi, continuasse ad accordare generosamente protezione, risulterebbe un ulteriore effetto di richiamo verso il nostro Paese (25.3488 | Quota rettificata di protezione e quota di protezione Eurostat a partire dal 2014 (aggiornamento) | Oggetto | Il Parlamento svizzero).

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Una volta adottato, il nuovo regolamento UE sui rimpatri sarà notificato alla Svizzera quale sviluppo dell’acquis di Schengen. Il nostro Paese avrà poi due anni per procedere alle necessarie modifiche della legislazione nazionale, conformemente all’Accordo di associazione a Schengen. Nel suo rapporto del 15 aprile 2026 in adempimento del postulato Caroni 23.4490, il Consiglio federale ha analizzato la situazione all’estero in materia di procedure d’asilo ed esecuzione degli allontanamenti. Ha esaminato gli attuali approcci, soprattutto a livello europeo, volti a delocalizzare all’estero le procedure d’asilo e l’esecuzione degli allontanamenti, e la loro compatibilità con il diritto nazionale e internazionale. L’idea era di illustrare, a partire da esempi concreti, in che misura questi approcci potrebbero essere attuati dalla Svizzera. È vero che la delocalizzazione in uno Stato terzo delle procedure d’asilo e degli allontanamenti è giuridicamente possibile, a condizione di apportare le pertinenti modifiche legislative. Un tale passo comporta tuttavia numerosi ostacoli e rischi. I progetti di delocalizzazione finora avviati a livello europeo non sono stati implementati oppure si sono rivelati inefficaci. Considerando il fallimento dei progetti finora avviati, la difficoltà nel trovare uno Stato partner, l’incerto rapporto costi-benefici e il rischio di dipendere da un Paese terzo o addirittura di subirne una qualche forma di ricatto, il Consiglio federale continua per il momento a osservare gli sviluppi a livello europeo. Qualora dovessero concretizzarsi modelli di delocalizzazione che possano essere attuati rispettando il quadro giuridico nel suo complesso, il Consiglio federale riesaminerà la possibilità per la Svizzera di parteciparvi a fianco di partner europei o di attuarli autonomamente.Nel summenzionato rapporto, il Consiglio federale è inoltre giunto alla conclusione che gli approcci di delocalizzazione possono al massimo integrare i sistemi nazionali, ma non sostituirli. Il buon funzionamento dei sistemi d’asilo e di ritorno è fondamentale per rendere garantire una gestione efficace della migrazione. Nell’ambito della strategia in materia d’asilo 2027 adottata a novembre 2025, i tre livelli statali hanno pertanto concordato misure concrete per migliorare e sviluppare in maniera mirata il sistema svizzero d’asilo, accelerando ulteriormente le procedure d’asilo, smaltendo più rapidamente i casi pendenti, rendendo il sistema più reattivo alle fluttuazioni e promuovendo l’integrazione in modo più vincolante.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.