La solidarietà internazionale rafforza anche la sicurezza della Svizzera in caso di crisi. Valutare subito l'adesione al Meccanismo di protezione civile dell'UE
26.3375 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Con la trasmissione della mozione 22.3904 «Per un’adesione della Svizzera al meccanismo europeo di protezione civile» il Consiglio federale è stato incaricato di depositare una domanda di adesione della Svizzera al Meccanismo di protezione civile dell’UE. Con l’adesione la Svizzera otterrebbe pieno accesso alle capacità di risposta degli Stati membri dell’UE nonché alle reti di formazione e di esperti. Secondo la sua risposta all’interpellanza 25.4677 «Catastrofi naturali. Come prevenire invece di curare?» il Consiglio federale ha deciso di attendere l’adeguamento delle basi legali da parte dell’UE prima di proseguire con gli sforzi per la partecipazione della Svizzera. Il recente incendio a Crans-Montana ha mostrato quanto la Svizzera possa dipendere dal sostegno internazionale in caso di evento. Fortunatamente in questa situazione il nostro Paese ha potuto contare su un rapido aiuto dall’Europa. Tuttavia non si possono escludere catastrofi in futuro, soprattutto perché il cambiamento climatico aumenterà l’intensità delle catastrofi naturali. Ciò sottolinea l’importanza di meccanismi di cooperazione efficaci e garantiti istituzionalmente in caso di catastrofe.
Alla luce di queste considerazioni invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Come valuta il Consiglio federale gli insegnamenti tratti dal tragico incendio a Crans-Montana in relazione alla necessità di un coinvolgimento istituzionale della Svizzera nel Meccanismo di protezione civile dell’UE?
È già possibile prevedere quali condizioni la Svizzera dovrebbe soddisfare per l’adesione secondo le nuove basi giuridiche dell’UE?
Qual è oggi il contributo della Svizzera nell’UE nell’ambito della gestione congiunta delle catastrofi?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1:Il devastante incendio del 1° gennaio 2026 a Crans-Montana ha dimostrato che il sistema sanitario svizzero non è in grado, da solo, di gestire un afflusso massiccio di pazienti con lesioni da ustione altamente complesse. Sfide analoghe si presenterebbero anche in caso di terremoti, incidenti tecnici (ad es. incidente in una centrale nucleare) o incendi boschivi su vasta scala. L’evento di Crans-Montana, che ha causato 41 morti e 115 feriti, ha chiaramente dimostrato l’importanza operativa del sostegno internazionale e multilaterale. Nel giro di poche ore dalla richiesta della Svizzera e per due giorni e mezzo sono state mobilitate risorse specializzate tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM), grazie al quale 38 pazienti sono stati trasferiti in cliniche specializzate europee (Link Intervento UCPM Crans Montana). L’evento ha dimostrato in modo esemplare l’efficacia del meccanismo in condizioni reali, confermando l’utilità operativa di uno strumento di sostegno internazionale immediatamente disponibile e ben rodato, a prescindere dalla natura dell'evento maggiore. Domanda 2:Il 16 luglio 2025, la Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di modifica della decisione n. 1313/2013/UE, affinché in futuro la partecipazione al meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM) sia aperta anche ad altri Stati terzi (nuovo art. 9 cpv. 1 lett. d). Si verrebbe così a creare una nuova base giuridica che consentirebbe alla Svizzera di partecipare all’UCPM mediante procedura ordinaria. La proposta è attualmente all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. L’entrata in vigore è prevista entro il 2028. A partire da quel momento, la Svizzera potrà presentare formalmente la propria candidatura. Nel novembre 2026 è prevista una visita dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) presso la Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee (DG ECHO) e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) per chiarire le formalità di adesione. La partecipazione all’UCPM comporterebbe un costo annuo di circa 11 milioni di franchi. Considerata la difficile situazione finanziaria della Confederazione, sono in elaborazione diverse varianti di finanziamento che saranno sottoposte al Consiglio federale entro la fine del 2026. Domanda 3:Il 28 aprile 2017, la Svizzera ha firmato con l’UE un accordo amministrativo (administrative arrangement) giuridicamente non vincolante in materia di aiuto in caso di catastrofi. Questo accordo facilita lo scambio di informazioni tra – da parte svizzera – la Divisione Centrale nazionale d’allarme e gestione degli eventi (NEOC) e la Divisione Aiuto umanitario e Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) della DSC con il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) dell’UCPM. Tuttavia, senza la partecipazione, l’accesso ai servizi fondamentali di sostegno con mezzi operativi in caso di evento, nonché alla ricerca, alla rete di conoscenze e al settore della formazione e delle esercitazioni rimane fortemente limitato.Anche la Svizzera, in particolare l’UFPP, partecipa (nei limiti delle possibilità e previa approvazione dell’UE), a esercitazioni consortili dell’UE. Tra queste figurano, ad esempio, esercitazioni su vasta scala come l’esercitazione di protezione civile «Magnitude 2024» nel Baden-Württemberg nel 2024, nonché esercitazioni MODEX in diversi Paesi europei, compresa quella del ciclo 12 (2024-2026) prevista in Svizzera dal 5 al 9 ottobre 2026 a Epeisses e Payerne. Il nostro Paese fornisce inoltre contributi puntuali in ambito Medical Evacuation (MedEvac), in particolare per il trasporto di pazienti nel contesto internazionale (Ucraina e GAZA).