Lexipedia

26.3386 · Interpellanza · 2026-03-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Android è il sistema operativo di miliardi di cellulari. Il suo codice sorgente è aperto e chiunque può sviluppare e distribuire applicazioni, sia tramite il Play Store che tramite marketplace alternativi (come F-Droid). La grave decisione di Google di verificare l’identità di chi sviluppa applicazioni mette a repentaglio l’apertura del codice sorgente e mette in discussione la sovranità digitale e la libera concorrenza. Quella che Google presenta come una misura di sicurezza è in realtà una verifica obbligatoria e centralizzata dell’identità di tutti gli sviluppatori di app da parte della medesima azienda. In futuro sarà solo Google a decidere quali applicazioni possono essere installate sugli smartphone Android, anche tramite app store alternativi.

  1. Come giudicano il Consiglio federale e la COMCO l’incongruenza tra questa misura e il principio della libera concorrenza? Cosa fanno per garantire la libera concorrenza?

  2. Come valuta il Consiglio federale l’evidente rischio per la sovranità digitale a livello statale? In Svizzera la legge federale concernente l’impiego di mezzi elettronici per l’adempimento dei compiti delle autorità (LMeCA) impone alle amministrazioni pubbliche di privilegiare l’uso di software a codice sorgente aperto. Tuttavia, Google potrebbe ora impedire l’installazione di applicazioni che determinati Paesi sviluppano per specifiche esigenze nazionali, ad esempio in materia di servizi pubblici o di identificazione. Nell’attuale contesto geopolitico sussiste inoltre il serio rischio che le attività nazionali vengano ostacolate non per motivi giuridici o di sicurezza, bensì a causa degli interessi economici o politici di un colosso tecnologico statunitense.

  3. Il Consiglio federale e/o la COMCO sono disposti a obbligare Google a non applicare questa decisione, almeno per quanto riguarda gli sviluppatori di app e i dispositivi concernenti la Svizzera? Google è tecnicamente in grado di effettuare questa distinzione, dato che il programma «Developer Verification» viene introdotto gradualmente, Paese per Paese.

  4. Il Consiglio federale e/o la COMCO sono disposti a prendere pubblicamente posizione contro la decisione di Google e a presentare un reclamo all’azienda per questa decisione?

  5. Il Consiglio federale sostiene il principio secondo cui le app sviluppate sotto la responsabilità della Confederazione (ad esempio Swiyu, l’applicazione per l’identità elettronica, o AGOV) devono essere facilmente accessibili e funzionanti anche su sistemi operativi al di fuori degli ecosistemi Google e Apple (ad esempio GrapheneOS)?

Stellungnahme des Bundesrates

1. / 3. / 4. Il Consiglio federale non è in grado di valutare in che modo le misure annunciate incideranno sulla libera concorrenza. Come tutte le imprese operanti in Svizzera, anche Google è soggetta alla legislazione in materia di concorrenza, in particolare alla legge sui cartelli (RS 251). L’applicazione delle normative sui cartelli spetta alla Commissione della concorrenza (COMCO) e ai tribunali. La COMCO è indipendente dal Consiglio federale e dall’Amministrazione ed esercita le funzioni conferitele dal legislatore senza subire influenze politiche. Alla segreteria della COMCO sono pervenute segnalazioni relative alla modifica descritta riguardo all’accesso al sistema operativo Android. La segreteria prende sul serio tali segnalazioni e mantiene contatti in merito anche con le autorità straniere garanti della concorrenza. Qualora sussistessero indizi di una limitazione illecita della concorrenza, le autorità competenti potrebbero intervenire in qualsiasi momento.2. / 5. La legge federale concernente l’impiego di mezzi elettronici per l’adempimento dei compiti delle autorità (LMeCA; RS 172.019) obbliga le autorità federali a pubblicare, in linea di principio, il codice sorgente dei software che sviluppano, ma non contiene indicazioni sui canali di distribuzione concreti. A prescindere da ciò, lo sviluppo e la distribuzione di applicazioni della pubblica amministrazione per il sistema operativo Android continuano a essere possibili anche al di fuori del Google Play Store, ossia tramite app store alternativi o tramite installazione diretta («sideloading»). Esistono quindi alternative adeguate anche per quanto riguarda la disponibilità dei servizi digitali statali.Il Consiglio federale riconosce i vantaggi derivanti dalla distribuzione delle applicazioni mobili dell’Amministrazione federale tramite app store indipendenti. Come illustrato nella risposta alla domanda 26.7146 Andrey in merito ad app store indipendenti per le applicazioni mobili della Confederazione («Unabhängige App Stores für mobile Applikationen des Bundes»), per alcune applicazioni si sta attualmente valutando quanto sia onerosa la gestione di app store indipendenti e quali offerte vengano effettivamente utilizzate. In particolare, si valuta se l’Amministrazione federale debba farsi carico attivamente della messa a disposizione delle applicazioni su numerose piattaforme di fornitori terzi o se gli stessi fornitori possano a mettere a disposizione le applicazioni nel formato adeguato. Se l’esperienza si rivelerà positiva, l’offerta potrà essere ulteriormente ampliata e, se del caso, resa vincolante tramite una direttiva o un adeguamento dell’ordinanza sulla digitalizzazione (ODigi; RS 172.019.1).