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26.3393 · Interpellanza · 2026-03-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il settimanale WOZ e il collettivo di ricerca WAV hanno pubblicato un elenco di autorizzazioni d’esportazione rilasciate dalla SECO. L’articolo descrive una lacuna giuridica per quanto riguarda le esportazioni di beni a duplice impiego e di «beni militari speciali» utilizzando come esempio Israele. Tra ottobre 2023 e marzo 2025 sono state autorizzate più di 110 esportazioni verso Israele per un valore di oltre 20 milioni di franchi.

  1. Come giudica il Consiglio federale il fatto che, nonostante il conflitto armato, la SECO abbia autorizzato l’esportazione di beni a duplice impiego e di beni militari speciali verso Israele, destinati in particolare al ministero della difesa e a fornitori dell’industria dell’armamento?

  2. In che modo il Consiglio federale o la SECO hanno assicurato che i macchinari e i componenti esportati non vengano usati direttamente o indirettamente per operazioni militari nella Striscia di Gaza o in Libano e per mantenere l’occupazione illegale dei territori palestinesi?

  3. Il Consiglio federale ritiene che la legge sul controllo dei beni a duplice impiego sia lacunosa perché non prevede un divieto esplicito di esportare verso Paesi in cui il rischio di violazioni dei diritti umani è elevato? È disposto a esaminare la possibilità di rivedere la legge per disciplinare in maniera più restrittiva le esportazioni di beni a duplice impiego verso Stati belligeranti?

  4. Come valuta le autorizzazioni alla luce della risoluzione dell’aprile 2024 del Consiglio dei diritti umani dell’ONU che chiede agli Stati di interrompere i trasferimenti di armi e di beni a duplice impiego verso Israele?

  5. Come concilia il Consiglio federale questa pratica della SECO durante un conflitto armato con la politica di neutralità della Svizzera?

  6. Secondo quali criteri concreti la SECO valuta le domande di esportazione di beni a duplice impiego in regioni di conflitto? Quali servizi federali partecipano, e in che modo, al processo decisionale e come vengono ponderati i loro contributi?

  7. Perché la SECO permette a un’azienda svizzera di sostenere la progettazione e la messa in funzione in Israele di un impianto per la produzione di sostanze militari altamente esplosive? Perché ciò rientra nei «beni a duplice impiego»?

  8. Nella sua analisi del parere della Corte internazionale di giustizia il Consiglio federale indica che, a seconda della loro rilevanza, determinati beni rientrano nel divieto di fornire sostegno alla presenza di Israele nei territori occupati, ad esempio se tali beni fossero utilizzati dalle forze di sicurezza israeliane a tale scopo. Quante volte è stata applicata questa condizione, a quali beni e secondo quali criteri? In che modo viene verificato il rispetto di questa condizione?

Stellungnahme des Bundesrates

1, 2, 4, 6, 7 e 8: le condizioni di rilascio e di rifiuto delle autorizzazioni d’esportazione sono rette dalla legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego. La SECO esamina in modo approfondito ogni domanda, in particolare per quanto riguarda l’utilizzazione finale e l’utilizzatore finale del bene, per verificare che non esistano motivi che giustifichino un rifiuto. In questo contesto, l’esportatore deve di norma presentare una dichiarazione di utilizzazione finale del destinatario finale e fornire alla SECO la prova di un controllo interno affidabile del rispetto delle prescrizioni in materia di controllo delle esportazioni.Come il Consiglio federale ha già specificato nelle sue risposte agli interventi parlamentari 25.3560, 25.3561, 25.3760, 25.4041, le domande di esportazione verso Israele vengono inoltre rifiutate quando esistono motivi per ritenere che i beni esportati potrebbero essere utilizzati in un conflitto in corso o nel quadro dell’occupazione illegale del territorio palestinese.Se non vi sono indizi dell’esistenza di un motivo di rifiuto, la SECO autorizza l’esportazione. Nell’eventualità contraria, la nega. Negli altri casi, la SECO decide d’intesa con il gruppo interdipartimentale di controllo delle esportazioni. Inoltre, il Consiglio federale non si pronuncia su singole imprese.3: la legge sul controllo dei beni a duplice impiego (RS 946.202) si iscrive in un quadro ampiamente armonizzato a livello internazionale. Il Consiglio federale non ritiene quindi necessario modificare la legge.5: il diritto della neutralità si applica soltanto ai conflitti armati tra Stati. Attualmente, il diritto della neutralità non si applica al conflitto israelo-palestinese, in quanto la Svizzera non riconosce la Palestina come Stato. Per quanto riguarda il conflitto in corso tra gli Stati Uniti/Israele e l’Iran, la SECO già ora non rilascia autorizzazioni di esportazione verso Israele per beni che potrebbero essere utilizzati nel conflitto, pertanto non sono necessarie ulteriori misure.

Esportazioni di beni a duplice impiego e di "beni militari speciali" verso Israele | Lexipedia | Lexipedia