26.3420 · Mozione · 2026-03-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nell’ambito dell’ordinanza sulle importazioni agricole che disciplina, tra l’altro, l’importazione di latticini, il Consiglio federale è incaricato di modificare le condizioni per l’autorizzazione delle importazioni di latte in polvere e burro in modo che in caso di disponibilità di questi prodotti all’interno del Paese non ne venga più autorizzata l’importazione.
Begründung
La situazione attuale sul mercato lattiero è assurda: a causa della qualità straordinariamente alta del foraggio riscontrata l’anno scorso e di un leggero calo delle esportazioni di formaggio dovuto ai dazi doganali in Svizzera si registra un’eccedenza di latte. Poiché le latterie non sono in grado di trasformare l’intera quantità disponibile si è arrivati addirittura a smaltire del latte in impianti di biogas: uno spreco di una risorsa di prim’ordine. Tuttavia, stando a ricerche condotte da «Schweizer Bauer», nella seconda metà del 2025 la Confederazione ha autorizzato l’importazione di 7'000'000 di chilogrammi di latte e di 1'856'450 chilogrammi di latte in polvere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è però il caso del produttore Mondelez, il quale, nonostante l’attuale situazione di eccedenza di latte, prevede di importare 1'000 tonnellate di burro anche nel 2026. Produttori come Mondelez possono avvalersi del cosiddetto traffico di perfezionamento per procurarsi le materie prime, importarle a prezzi vantaggiosi e, di conseguenza, esercitare una pressione al ribasso sui prezzi nel mercato lattiero svizzero. Le autorizzazioni all’importazione dovrebbero essere concesse soltanto qualora la materia prima non fosse disponibile in quantità sufficiente in Svizzera. La prassi attuale elude la protezione doganale, favorisce il dumping dei prezzi e comporta la distruzione di pregiate materie prime. Il Consiglio federale è pertanto invitato a non autorizzare più l’importazione di latte in polvere e burro in caso di disponibilità di tali materie prime all’interno del Paese.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’ordinanza sulle importazioni agricole (OIAgr; RS 916.01) disciplina l’importazione di latte e latticini nel quadro del contingente doganale dell’OMC n. 7. Il contingente doganale parziale (CDP) n. 07.2 per latte in polvere con un tenore in grassi superiore all’1,5 per cento ammonta a 300 tonnellate all’anno. Il CDP n. 07.4 per burro e altre materie grasse del latte ammonta a 100 tonnellate all’anno. Rispetto alla produzione indigena di latte intero in polvere e burro (risp. 11’594 e 45’170 t nel 2025) i CDP n. 07.2 e 07.4 sono molto esigui. Per le importazioni al di fuori di questi CDP si applicano dazi molto alti. Vige pertanto un’elevata protezione doganale per il latte in polvere e il burro.Per modificare il contingente doganale n. 7 a scapito degli attuali Paesi fornitori la Svizzera dovrebbe intavolare negoziati ai sensi dell’articolo XXVIII dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT; RS 0.632.21). Nell’ambito di questa cosiddetta procedura di deconsolidamento sarebbero inevitabili richieste di compensazione da parte dei principali Paesi fornitori. Tali richieste potrebbero consistere, ad esempio, nella riduzione delle aliquote di dazio per altri latticini, carne o verdura. Il Consiglio federale ritiene che le prospettive di giungere a una situazione nel complesso migliore per l’economia lattiera svizzera siano scarse.Quantitativi supplementari di latte in polvere e burro vengono importati in Svizzera nell’ambito del cosiddetto traffico di perfezionamento e riesportati dopo essere stati trasformati. Il traffico di perfezionamento è un regime doganale autonomo con deroghe specifiche disciplinato, in quanto tale, dalla legge sulle dogane (LD; RS 631.0). Nella sessione estiva del 2025 il Parlamento ha approvato una revisione totale della LD che prevede, tra le altre cose, una regolamentazione più restrittiva del traffico di perfezionamento attivo. Il Consiglio federale aprirà la consultazione sulle pertinenti disposizioni d’esecuzione presumibilmente già nell’estate del 2026.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.